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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
QUESTO “A ME” NON VALE AFFATTO UN “MI”
Language column
Parlare e scrivere
Author
Claudio Marazzini
Date
17
luglio
2016
more header data
[1]
Il
professor
Giuseppe
Caprara
di
Noepoli
(
Potenza
)
chiede
come
mai
non
solo
l’
italiano
parlato
(
ascoltato
soprattutto
in
Tv
)
,
ma
anche
l’
italiano
scritto
,
che
dovrebbe
essere
più
curato
,
esibisca
talora
come
forme
:
“
A
me
colpisce
…
.
,
A
me
lusinga
…
,
A
me
sorprende
…
”
e
così
via
,
con
verbi
transitivi
.
[2]
“
Mi
sbaglio
io
a
ritenere
che
si
tratti
di
una
forma
scorretta
?
”
,
domanda
il
lettore
.
[3]
Poi
passa
a
denunciare
un
altro
strafalcione
:
“
Noi
vedavamo
…
,
voi
temavate
…
”
con
verbi
di
seconda
coniugazione
.
[4]
Quest’
ultimo
è
un
uso
popolare
,
modellato
sulla
prima
coniugazione
,
la
più
comune
.
[5]
L’
errore
precedente
,
invece
,
fa
capolino
nell’
uso
dei
presunti
“
istruiti
”
,
entra
persino
nei
libri
.
[6]
La
cosa
si
fa
grave
.
[7]
L’
errore
imperversa
,
tanto
che
il
quesito
è
stato
già
posto
al
Corriere
della
Sera
ed
è
stato
discusso
ampiamente
nel
sito
www
.
immaginaria
.
net/parla-come-mangi/chiama-a-francesco
,
dove
si
dà
una
spiegazione
,
facendo
riferimento
all’
estensione
indebita
del
costrutto
“
mi
piace/a
me
piace
”
,
“
mi
pare/a
me
pare
”
,
dove
“
mi
”
vale
“
a
me
”
.
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