Powered by <TEI:TOK>Maarten Janssen, 2014-
La lettrice Angela Borelli, che scrive dalla Lombardia, è incuriosita dal cognome “Bastardino”, che le è stato segnalato da una sua conoscente piemontese. Vorrebbe sapere quale ne sia l’origine. La soluzione è molto semplice, ben poco misteriosa: affonda le sue radici nelle dure condizioni di vita dei nostri antenati dei secoli passati. Le tracce della miseria e del malessere sociale si conservano molto spesso nell’etimologia di tante parole, ma anche nella toponomastica e nell’onomastica, cioè nei nomi di luogo e nei nomi di persona. “Bastardino” si allinea alla serie “Trovato”, “Esposti”, “Espositi”, “Esposito”, “Degli Esposti”, “Sposito”, “Dellacasa” (la casa o ospedale degli orfani o degli abbandonati), “Proietti” (dal lat. “proiectus”, “gettato”, cioè “abbandonato”), “Didio”, “Diotallevi”, “Casadei”, “Diotiaiuti”, “Ignoto” (cioè di padre ignoto). Nell’elenco, si sarà notata la serie legata alla “ruota”, appunto la “ruota degli esposti”, il marchingegno a forma di bussola girevole in cui si collocavano i bambini abbandonati dalle madri, affidati alla carità religiosa.
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