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“AVERE” OGGI NON E’ PIU’ RIFLESSIVO

Language columnParlare e scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Date 02 ottobre 2016


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Il lettore Filippo Miniati di Bologna ha notato che nell’italiano antico, da Dante fino all’Ariosto, si trova il verbo riflessivo con l’ausiliare avere: tre frison s’averien dato mal vanto (Inf. 3, 64), aveasi immaginato il saracino (Furioso, canto XXIX).
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Scrive il lettore: Sembra addirittura un verbo attivo, solo con il pronome riflessivo (anche se negli esempi che ho visto si tratterebbe solo del riflessivo apparente).
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Il grammatico Fornaciari, ancora nel 1881, avvisava che quando le particelle riflessive sieno semplicemente termine indiretto di verbo transitivo costrutto col suo oggetto, allora era lecito, pur in via eccezionale, adoperare l’ausiliare avere, specialmente nel verso e nella nobile prosa.
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Notava poi che l’uso era anche più esteso nella poesia.
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Oggi però queste forme, per secoli coesistenti con l’ausiliare essere, sono tramontate e non si adoperano più.
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Il professor Giuseppe Caprara di Noepoli (Potenza) lamenta la diffusione, oggi, di forme come A me colpisce, A me lusinga, A me sorprende, con altri verbi transitivi: e ha ben ragione di lamentarsi!

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