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La spiaggia della piaggeria

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Date 19 aprile 1998
NewspaperFamiglia Cristiana
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page[…]
Column1


[1]
Edoardo Sampietro mi scrive per sapere come mai la piaggeria intesa come atteggiamento di sottomissione e servilismo non si chiami paggeria, derivando da paggio.
[2]
Non sono i paggi ad aver dato origine alla piaggeria (e la paggeria era anzi una cosa diversa, una scuola per classi sociali elevate).
[3]
L’etimologia di piaggeria è discussa.
[4]
È stato proposto il latino plagiare rubare.
[5]
Però è più accreditata l’etimologia da piaggia, nel senso metaforico di navigare lunga la spiaggia, cioè seguire, assecondare adulando.
[6]
Francesco da Buti, commentatore trecentesco di Dante, scrive: «piaggiare è andare tra la terra e l’alto mare».
[7]
E Tommaseo ricordava di aver udito in Toscana piaggiare metaforico per evitare azioni ardite e pericolose.
[8]
Un fesso misterioso
[9]
L’insegnate Maria Palmieri di S.
[10]
Cipriano Picentino (Salerno) si è trovato di fronte ad un difficile compito: spiegare ad una alunna una frase di un romanzo tradotto dall’inglese in cui un personaggio «girò a destra invece che a sinistra, nella direzione della sua mano fessa».
[11]
Poche righe prima si diceva che la mano fessa era la mano dominante.
[12]
Non conosco il contesto, salvo per la citazione riferita dalla lettrice.
[13]
Formulo un’ipotesi: fesso varrebbe ferito, offeso, secondo un vecchio significato dell’italiano letterario.
[14]
La destra è la mano dominante per chi non sia mancino.
[15]
Verifichi se è così.
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Entro nell’antro senza androne
[17]
Per Pino Tona di Milena (Caltanissetta): antro si scrive con la t, a differenza di androne, perché le due parole non hanno la stessa origine.
[18]
Antro viene dal latino antrum, a sua volta dal greco àntron.
[19]
Androne è dal latino andronem passaggio tra due muri, a sua volta dal greco andrón, appartamento per gli uomini, con la stessa radice di andrós maschio, come l’italiano androgino.
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A proposito dello Zingarelli su Cd-rom
[21]
Il lettore dott.
[22]
Soranzo si riferisce all’ed.
[23]
1997 del Cd-rom, ma ho verificato che la stessa cosa accade in quella 98. Se si apre la maschera della ricerca completa, e si va nel campo lingue, quindi si chiede l’elenco di tutte le lingue estere presenti (funzione: incolla da ricerche predefinite), la lunga lista suggerita dal programma si chiude con volapük. Lanciando la ricerca delle parole del volapük, però, non risulta nulla se non il volapük medesimo. In italiano non sono mai entrate parole del volapük. Obietta giustamente il lettore: perché tra le lingue straniere, allora, non ci sono anche esperanto, ido, interlingua, pidgin ecc.? Sarebbe meglio, alla fin fine, eliminare il volapük dalla lista delle lingue straniere. Non concordo invece con il lettore quando si lamenta perché pasigrafia viene fatta derivare dal francese e non dal greco, la pasigrafia ci è giunta dal francese (greco pas tutto e graphie scrittura, dal greco graphé). I greci, però, non avevano affatto questa parola per indicare l’arte di crittare una lingua in codice numerico o convenzionale. La questione ricorda un po’ quella delle etimologie prossime e remote.
[24]
Quando una parola greca ci è giunta dal latino, ma al latino era giunta dal greco, dobbiamo dire che si tratta di etimologia greca o latina?
[25]
Se la matrice greca è stata modificata sostanzialmente nel passaggio attraverso la cultura moderna, senz’altro prevale quest’ultimo aspetto.
[26]
Come potremo sostenere che elettricità non è un francesismo, solo sulla base del fatto che il francese elecricité contiene il greco électron ambra?

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