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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Formule (ahimè) attuali!
Language column
Parlare e Scrivere
Author
Claudio Marazzini
Date
manca la data
more header data
[1]
L’
ing
.
[2]
Antonio
Zambaldi
di
Verona
mi
interroga
su
due
espressioni
idiomatiche
assai
attuali
,
vista
la
ristrettezza
delle
risorse
e
considerati
i
problemi
finanziari
della
nazione
:
“
essere
al
verde
”
ed
“
essere
in
bolletta
”
.
[3]
Quest’
ultima
è
espressione
di
origine
settentrionale
,
attestata
a
partire
dal
sec
.
[4]
XIX
(
la
si
trova
spesso
nelle
poesie
di
Carlo
Porta
)
.
[5]
Secondo
un’
ipotesi
attendibile
,
deriva
dall’
uso
d’
esporre
pubblicamente
la
lista
(
bolletta
)
dei
falliti
.
[6]
“
Essere
al
verde
”
,
invece
,
è
un’
espressione
di
origine
toscana
.
[7]
Viene
spiegata
con
riferimento
al
fatto
che
le
candele
,
nella
parte
più
bassa
,
erano
colorate
di
verde
.
[8]
Quando
la
fiamma
arrivava
in
quella
zona
,
la
combustione
era
ormai
alla
fine
,
pare
che
la
candela
fosse
utilizzata
come
segnatempo
nelle
aste
,
ad
esempio
per
appaltare
le
tasse
delle
osterie
da
parte
della
Magistratura
del
sale
di
Firenze
.
[9]
La
difficile
sequela
[10]
L’
abbonato
Alfredo
Zampolini
di
Urbino
ha
notato
che
in
scritti
ecclesiastici
si
trova
a
volte
la
parola
sequela
,
con
un
significato
diverso
da
quello
comune
.
[11]
Nell’
italiano
di
tutti
i
giorni
sequela
vale
“
serie
di
fatti
spiacevoli
”
.
[12]
Nell’
italiano
del
passato
,
sequela
voleva
dire
“
conseguenza
”
e
anche
“
seguito
”
.
[13]
Quest’
ultimo
significato
si
trova
ad
esempio
nel
grande
predicatore
secentesco
padre
Ségneri
,
in
espressioni
del
tipo
“
chiamati
alla
sequela
del
Cristo
”
.
[14]
L’
uso
religioso
a
cui
il
lettore
si
è
riferito
richiam
a
certo
questa
nobile
tradizione
.
[15]
Ciò
dà
vita
nuova
a
un
arcaismo
,
ovviamente
.
[16]
Ognuno
è
libero
di
condire
la
prosa
con
qualche
parola
antica
,
con
la
funzione
di
quelle
erbe
gustose
le
quali
danno
sapore
alla
minestra
.
[17]
Basta
non
esagerare
con
gli
aromi
.
[18]
I
l
libriccino
del
birichino
[19]
Noris
De
Rocco
di
Monza
(
Milano
)
ha
ragione
.
[20]
Nella
pagina
di
FC
dedicata
al
“
Grande
concorso
d’
inverno
”
,
quarta
puntata
,
è
sfuggito
l’
errore
:
mete
re
ologia
al
posto
di
meteorologia
.
[21]
La
lettrice
se
ne
lamenta
,
osservando
che
in
altri
casi
il
giornale
è
molto
pignolo
,
anche
troppo
,
ad
esempio
quando
persiste
nella
forma
“
nulla
che
vedere
”
.
[22]
Come
la
signora
De
Rocco
già
sa
,
ma
come
è
sfuggito
al
signor
Giuseppe
Musicò
di
Genova
,
aver
che
fare
,
aver
che
vedere
ecc
.
sono
formule
più
antiche
,
tradizionali
e
solide
rispetto
alle
equivalenti
con
l’
”
a
”
.
[23]
Queste
ultime
,
però
,
sono
oggi
molto
diffuse
.
[24]
Quanto
all’
altra
domanda
posta
dalla
signora
Noris
,
sulla
grafia
di
libriccino
,
devo
confermare
che
la
doppia
c
è
più
diffusa
,
anche
per
l’
autorevole
scelta
di
Manzoni
nei
Promessi
sposi
(
cap
.
18
)
.
[25]
Libriccino
,
comunque
,
è
attestato
.
[26]
Esiste
anche
librino
,
che
Tommaseo
volle
inserire
nel
suo
vocabolario
.
[27]
Quanto
a
birichino
,
autori
che
contano
(
Giusti
,
Collodi
,
Carducci
,
Pascoli
)
l’
hanno
scritto
con
una
sola
c
,
così
come
vuole
il
lettore
.
[28]
Qualche
illustre
esempio
contrario
sarà
frutto
di
disattenzione
.
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