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Nel n. 10 del mese di marzo, ho promesso al lettore Alessandro Cirelli di Legnago (Verona) che avrei parlato degli strumenti lessicografici consultabili mediante Cd-Rom. La casa editrice Le Monnier di Firenze ha di recente messo in commercio una versione informatizzata del famoso Devoto-Oli, preparata con la collaborazione di Editel. Ho avuto modo di provare questo strumento, e sono rimasto colpito soprattutto dalla facilità e dalla velocità con cui è possibile accedere a una qualunque parola che entri nella definizione del lemma. Voi impartite l'ordine all'elaboratore: trovami tutte le voci in cui c'è la parola computer, e anche le voci in cui entrano elaborare e informatica. Immediatamente compaiono sul video decine di lemmi, consultabili con la semplice pressione di un tasto. Si creano così percorsi imprevedibili, trasversali, che collegano parti diverse del dizionario, evidenziando associazioni lessicale che raggruppano vere e proprie “famiglie” semantiche. Il Cd-Rom del Devoto-Oli, inoltre, permette alcune funzioni ausiliarie: si possono far comparire le figure che illustrano alcuni lemmi, o si possono (avendo l’attrezzatura adatta) ascoltare le pronunce esatte di molte parole, in particolare dei forestierismi. Il maggior divertimento, per l’appassionato di lingua, deriva però, lo ripeto, dalla possibilità di richiamare gruppi di parole: ad esempio quelle che vengono dal turco, o dal greco, o dallo spagnolo; o, ancora, le voci regionali, milanesi o napoletane. La Le Monnier ha realizzato anche un altro Cd-Rom, con l’Inferno di Dante commentato da Bosco-Reggio. Si è cercato soprattutto di far leva sulla “multimedialità”, per cui, “cliccando” con il mouse (parole del computer!) sull’imbuto dell’Inferno dantesco, appaiono illustrazioni (moderne). Poi si passa al testo, ascoltandolo anche alla voce di noti attori.
Il nevrile cavallo arabo
Ha ragione Giuseppe Nieri di Lucca: non è facile trovare nevrile nei vocabolari. E dire che si tratta di una parola comunissima in qualunque libro sui cavalli. È un tecnicismo che indica il temperamento vivace, pronto e (fin troppo) reattivo dei purosangue arabi, o di razze insanguate.
Il Re maiuscolo
Ci sono parole che possono prendere l'iniziale maiuscola quando chi scrive voglia usare speciale rispetto: così papa, o re. Non c'è obbligo. Io ho usato Re Magi (FC n.1, 1994) perché quel “Re” da leggenda è favoloso, affascinante come la cultura del popolo e dei bambini. Il re dei bambini e del popolo deve essere per forza “Re”, altrimenti addio favola. Spero di aver soddisfatto il dr. Francesco Ferrero di Cinaglio (Asti), il quale è un esperto, visto che si tratta di consultazioni linguistiche. Per rispondere all’altra sua domanda, sui libri di difficoltà grammaticali, consiglierò il recente G. Pittàno, Così si dice (e si scrive) (Zanichelli).
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