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Antonio Oliviero Amendolea di Livorno mi chi se non sarebbe meglio modificare la seguente formula, relativa al bando di un premio: «Il... ha instituito la concessione di un premio intitolato... che viene assegnato...». “Istituire la concessione” ha un sapore fortemente burocratico. Sarebbe più elegante istituire e basta.
Tanto tanto tanto
Il dott. Vittorio Moro di Firenze vuol sapere se vi è differenza di grado o intensità fra «tanti tanti saluti e «tanti, tanti saluti». No, non cambia la quantità. La scelta dipende dal gusto della virgola. D'Annunzio diceva che un periodo molto virgolato è un periodo bacato. In effetti, in un caso simile, la virgola (elemento separatore nelle enumerazioni) ha sapore un po’ pedantesco.
Accellerare o accelerare?
Per Tiziana Ferrucci di Amorosi (Benevento): si dice proprio accelerare, con una sola l, dal latino celer “rapido”. Anche il treno si chiamava un tempo accelerato, con una sola l. Ma non era rapido, direte voi. Ma - dico io - lo era più dell’omnibus, la carrozza dal nome latino che vuol dire “al servizio di tutti”. Poi l'accelerato diventò treno locale, e oggi è treno regionale.
Meglio, ma migliore
Tra le molte domande poste dalla prof. Anna Bartolacci di Firenze, ne scelgo (per ora) due sole. Perché si dice meglio, ma migliore? La prima parola viene dal latino MELIU(S): la E breve tonica diventa è aperta, e -LJ- passa a -gli-. In MELIOREM l’evoluzione delle consonanti è la stessa, ma la vocale E, protonica in sillaba iniziale, manifesta la tendenza a chiudersi in i, come in signore (lat. SENIOREM). Nell'italiano antico, specialmente nelle scritture settentrionali, si trova sia segnore che megliore (o meliore, alla latina). Perché epilessia, ma epilettico? Dal latino epilepsia (a sua volta dal greco) deriva epilessia; dal grecismo latino epilepticus deriva epilettico. Sono due casi di assimilazione consonantica regressiva: una consonante si trasforma in quella che segue: -ps- diventa -ss-, e -pt- diventa -tt-, come in atto “adatto” (lat. APTUM) e lasso “periodo, lasso di tempo” (lat. LAPSUS).
Anglicismi nell’italiano
La studentessa francese Stéphanie Rigotto, di origine italiana (come rivela il suo cognome), mi chiede indicazioni per svolgere una tesi sugli anglismi in italiano. Molti anglismi vengono registrati dai dizionari di neologismi (come quello di Cortelazzo-Cardinale) e dai normali vocabolari (vedi lo Zingarelli 1994). La rivista Lingua Nostra ha pubblicato elenchi di anglicismi. Vi è il Dizionario degli anglicismi nell’italiano postunitario di G. Rando (Olschki 1987).
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