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Italiano di Verga

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Datemanca la data
NewspaperFamiglia Cristiana
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page[…]
Column1


[1]
Annalisa Galli di Lonato (Brescia), leggendo Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga, ha incontrato forme che le sono parse strane.
[2]
Prima forma: Verga dice «un casa del diavolo», con l'articolo maschile.
[3]
La cosa - aggiungo io - fa De Marchi.
[4]
Entrambi possono contare sull'autorità del dizionario di Tommaseo.
[5]
Casa del diavolo, equivalente di inferno, baccano, demonio, veniva sentito come un tutt'uno, e indicato, appunto, con articolo maschile, non femminile (come sembra richiedere invece la parola casa, e come si usa oggi).
[6]
Seconda forma: toglier commiato al posto di prendere commiato.
[7]
Nell'italiano letterario togliere significa appunto prendere: toglier moglie non vuol dire togliere la moglie di mezzo, ma prender moglie.
[8]
Ultima forma: «parlar col squinci e linci».
[9]
Nell'italiano antico, squinci voleva dire qui, linci voleva dire .
[10]
La formula citata si riferisce dunque a un modo di parlare ricercato e affettato, ricco di parole inusuali.
[11]
stesso e l'omosessuale
[12]
Marco Pesce di Albenga, lettore nuovo della nostra rivista, si stupisce perché vi ricorre stesso con l’accento.
[13]
Non si tratta affatto di una svista.
[14]
È una scelta ponderata.
[15]
Già da molto tempo la redazione ha deciso di adottare sistematicamente questa forma grafica, che quasi tutti i grammatici ritengono più corretta di se stesso.
[16]
Lo so che le memorie della scuola e l'abitudine possono far credere il contrario.
[17]
FC, però, non ha paura di andare contro corrente.
[18]
Quando fu adottata questa piccola riforma, molti lettori protestarono, e discutemmo ampiamente dell'argomento, fornendo precise spiegazioni.
[19]
Ora non mi sembra più il caso di ritornare sull'argomento.
[20]
Un'altra osservazione del signor Pesce è relativa a un'espressione presente in un articolo di G.
[21]
Muraro comparso su FC.
[22]
Vi si legge: «...coppie di omosessuali e di lesbiche...».
[23]
È vero, come afferma il lettore, che gli omosessuali (parola composta di omòs uguale e sessuale) sono sia le donne che gli uomini, ed è vero che lesbiche (parola che si riferisce agli amori di Saffo, poetessa di Lesbo) è una ripetizione.
[24]
Ma siamo proprio sicuri che sia ripetizione inutile?
[25]
Alcuni lettori avrebbero corso il rischio di travisare il senso, senza quella precisazione.
[26]
Etimologia di bischero
[27]
Per Giorgio Massai di Prato (Firenze): non c'è una risposta convincente e definitiva sull'etimologia della parola bischero, parola che indica il legnetto infilato nel manico del violino per registrare le corde, e che nel toscano popolare vale sciocco, e anche membro virile.
[28]
Devoto metteva bischero in relazione con bisca tavolo da gioco, e lo collegava alla serie becero, tanghero, piffero, ganghero.
[29]
L'etimologia dal nome della famiglia fiorentina dei Bischeri, famosi per un affare sbagliato, è riportata dal Devoto-Oli.

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