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Italiano di Verga

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Datemanca la data


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Annalisa Galli di Lonato (Brescia), leggendo Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga, ha incontrato forme che le sono parse strane. Prima forma: Verga dice «un casa del diavolo», con l'articolo maschile. La cosa - aggiungo io - fa De Marchi. Entrambi possono contare sull'autorità del dizionario di Tommaseo. Casa del diavolo, equivalente di inferno, baccano, demonio, veniva sentito come un tutt'uno, e indicato, appunto, con articolo maschile, non femminile (come sembra richiedere invece la parola casa, e come si usa oggi). Seconda forma: toglier commiato al posto di prendere commiato. Nell'italiano letterario togliere significa appunto prendere: toglier moglie non vuol dire togliere la moglie di mezzo, ma prender moglie. Ultima forma: «parlar col squinci e linci». Nell'italiano antico, squinci voleva dire qui, linci voleva dire . La formula citata si riferisce dunque a un modo di parlare ricercato e affettato, ricco di parole inusuali.

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stesso e l'omosessuale

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Marco Pesce di Albenga, lettore nuovo della nostra rivista, si stupisce perché vi ricorre stesso con l’accento. Non si tratta affatto di una svista. È una scelta ponderata. Già da molto tempo la redazione ha deciso di adottare sistematicamente questa forma grafica, che quasi tutti i grammatici ritengono più corretta di se stesso. Lo so che le memorie della scuola e l'abitudine possono far credere il contrario. FC, però, non ha paura di andare contro corrente. Quando fu adottata questa piccola riforma, molti lettori protestarono, e discutemmo ampiamente dell'argomento, fornendo precise spiegazioni. Ora non mi sembra più il caso di ritornare sull'argomento. Un'altra osservazione del signor Pesce è relativa a un'espressione presente in un articolo di G. Muraro comparso su FC. Vi si legge: «...coppie di omosessuali e di lesbiche...». È vero, come afferma il lettore, che gli omosessuali (parola composta di omòs uguale e sessuale) sono sia le donne che gli uomini, ed è vero che lesbiche (parola che si riferisce agli amori di Saffo, poetessa di Lesbo) è una ripetizione. Ma siamo proprio sicuri che sia ripetizione inutile? Alcuni lettori avrebbero corso il rischio di travisare il senso, senza quella precisazione.

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Etimologia di bischero

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Per Giorgio Massai di Prato (Firenze): non c'è una risposta convincente e definitiva sull'etimologia della parola bischero, parola che indica il legnetto infilato nel manico del violino per registrare le corde, e che nel toscano popolare vale sciocco, e anche membro virile. Devoto metteva bischero in relazione con bisca tavolo da gioco, e lo collegava alla serie becero, tanghero, piffero, ganghero. L'etimologia dal nome della famiglia fiorentina dei Bischeri, famosi per un affare sbagliato, è riportata dal Devoto-Oli.


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