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Famiglia, familiare

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Datemanca la data
NewspaperFamiglia Cristiana
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page[…]
Column2


[1]
Franco Ghetti di Cervia (Ravenna) mi interpella sulla grafia di questi termini.
[2]
Tutte le parole latine in cui era presente il nesso -LJ-, come FAMILIA(M), CILIU(M), FILIU(M), CONSILIU(M), hanno subìto un'evoluzione fonetica che ha portato allo sviluppo della cosiddetta consonante palatale laterale, che in italiano rendiamo graficamente con il gruppo -gl-.
[3]
Non è vero che tale sviluppo sia avvenuto nel 1200, come dice il lettore.
[4]
Al di del fatto che non è corretto indicare un solo anno solare (sarebbe semmai il 200, o il Duecento), il fenomeno è certo più antico. Per molto tempo, tuttavia, mancò un segno grafico per rendere fedelmente la nuova pronuncia volgare, e si fece ricorso alla grafia del latino. In seguito ci furono diverse grafie per -gli-: -lgl-, -gl-, lgli. -lgi-, -1h-, -gli-. Il problema della grafia, comunque, va tenuto ben distinto da quello della pronuncia, che ebbe l'evoluzione sopra descritta: FAMILIA(M) divenne famiglia. Alcune parole, però, si sottrassero alla regolare evoluzione fonetica, perché furono introdotte non per via popolare, ma da umanisti, programmaticamente fedeli alla grafia e alla pronuncia del latino: ecco, quindi, familiare (contro famiglia), filiale (contro figlio), Vi è stato chi ha tentato di regolarizzare anche famigliare, e chi ha tentato di distinguere nel significato familiare è famigliare. Certo è che l'eventuale pronuncia e grafia familia per famiglia, oggi, non risulta un arcaismo un latinismo, ma semplicemente un dialettismo.
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L'anacoluto dell’amministratore
[6]
Il signor Nereo di Ostia (Roma) vuol sapere che cosa è un anacoluto: questo termine tecnico deriva dal greco anacoluthos (che non segue), e designa un repentino cambiamento sintattico che lascia in sospeso una frase, e la fa proseguire rompendone il regolare sviluppo.
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Trattandosi di movenza propria del parlato, alcuni scrittori ne hanno fatto uso con abilità.
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In genere, però, rivela che lo scrivente è impacciato.
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Ecco un bell'esempio tratto da un avviso apposto da un amministratore di condomini torinese: «...a seguito dei lavori... è riscontrata l'urgenza di sostituire i corpi illuminanti delle scale in quanto quelli esistenti, al momento dello stacco per la sostituzione dei fili di colonna fino al punto luce, si è rilevato che gli apparati interni sono secchi e non più collegabili poiché si sfaldano...».
[10]
Mentre ci si aspetta il verbo retto da quelli esistenti, improvvisamente il soggetto cambia, con si è rilevato.
[11]
E un vero sgambetto al lettore.
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Una incorreggibile parvenue
[13]
Anch’io, come Michelangelo Fedele di Roma, preferisco usare parvenue al femminile, quando è riferito a una signora (così come naïve e non naïf).
[14]
Non tutti i vocabolari danno parvenu invariabile.
[15]
Il De Felice-Duro (Sei) precisa che invariabile è solo la pronuncia di questa parola, non la grafia.

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