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Che meraviglia, la Liz!

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Datemanca la data


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In cuor suo, ogni studioso cova il sogno della perfetta memoria: avere sulla punta delle dita tutti i testi della nostra letteratura, muoversi in essi con la disinvoltura di chi ha il proverbiale cervello di Pico della Mirandola, trovare ogni parola in un battibaleno...
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Questo sogno è ora alla portata di ogni comune mortale grazie alla moderna tecnologia applicata alla letteratura del passato: la casa editrice Zanichelli ha messo in commercio la Liz (Letteratura Italiana Zanichelli) su cd-rom cioè su di un dischetto analogo a quelli in uso per ascoltare la musica.
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Questo disco permette di consultare rapidissimamente più di 350 testi, dal Cantico di san Francesco alla Coscienza di Zeno di Italo Svevo.
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È sufficiente collegare l'apposito lettore al proprio personal computer e far girare il docile dischetto.
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Mi piacerebbe parlare con voi per ore di questa meraviglia, che offre percorsi affascinanti, scoperte continue, accostamenti imprevedibili, ed è occasione di innumerevoli osservazioni linguistiche.
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Mi limiterò a dire che un simile corpus di testi su cd-rom ci pone all'avanguardia non solo in Europa, ma nel mondo intero.
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Inoltre il programma di interrogazione automatica è stato creato dal bravissimo Eugenio Picchi nell’àmbito di un programma Cnr.
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Ci troviamo quindi di fronte a un caso esemplare di collaborazione tra pubblico e privato.
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La Liz sarà d'ora in poi tra gli strumenti che useremo per rispondere ai nostri lettori.
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Nero, negro, moro
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L'abbonata Ornella Chiara Brocchi di Roma ha avuto una discussione con il suo editore, che le ha fatto cambiare la parola negro, trasformandola in nero.
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So bene che ad opera di disinvolti censori si va diffondendo l'opinione che negro sia una parola razzista.
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Ritengo che si tratti di una forzatura, frutto di una grossolana applicazione alla nostra lingua di categorie proprie dell'inglese, dove effettivamente a nigger (spregiativo) si contrappone polemicamente black, e quest’ultimo viene rivendicato dai movimenti d' emancipazione della gente di colore (es.: Black power, non certo Nigger power ecc.).
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A parte il fatto che non è direttamente trasferibile all'italiano lopposizione (anche etimologica) che si riscontra nella coppia black/nigger, sulla quale ricade il peso della storia degli Usa e dello schiavismo, il fatto è che in ltalia negro è parola innocentissima e poetica, usata come sinonimo di nero (uguale per indicare negri capelli, negre chiome, negro augel e negro mar (Carducci). Negro è stato persino antroponimo in uso nel Medioevo, tanto è vero che ne resta traccia in diversi cognomi! Viceversa potrei indicare molti esempi antichi di nero usato per gli schiavi: «Alcuno schiavo nero fuggitivo...» (Oviedo, in Ramusio: ricerca fatta in un attimo mediante la Liz). Nero, dunque, non è affatto una parola più innocente di negro. Inoltre il termine maggiormente adoperato al tempo del colonialismo era semmai ancora una volta un altro, cioè moro.

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