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Aboliamo i tecnicismi burocratici

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Datemanca la data


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Il ministro Cassese (intervista al Gr2 del 24 dicembre) ha annunciato la pubblicazione di una guida che insegnerà alla pubblica amministrazione come parlare al pubblico. Via obliterare per cancellare, dice il ministro, via la causale del versamento dai conti correnti postali. Purché non ci si limiti a prendersela con le parole, senza rendersi conto che l’origine della difficoltà terminologica sta altrove. Cancelliamo pure il latinismo causale e rimpiazziamolo con motivo, come propone Cassese. In fondo, però, questo innocuo latinismo non ha mai reso la vita difficile agli utenti, anche per la sua trasparenza semantica. Via ammenda, perché c'è multa; via accreditamento perché c'è già pagamento; via disdettare, perché è brutto; ma bellezza e chiarezza non sono la stessa cosa. Inoltre qualcuno più di me esperto osserverà che non sempre le alternative citate riguardano veri e propri sinonimi. La piena sinonimia è un'illusione. Ben venga la riforma, dunque, ma senza che ci si attenda da essa chissà quale miracolo, La verità è che i tecnicismi burocratici davvero nocivi proliferano dove le leggi sono complicate, e una lingua amministrativa più semplice è la bella conseguenza di una normativa lineare, priva di eccezioni, di sotterfugi e di trabocchetti. Cambiate le cose, se volete che cambino le parole, suggeriva Settembrini. Tra le parole da abolire vada comunque fin d'ora il neonato franchigiati (designa coloro che hanno pagato le 85.000 lire della tassa sul medico: vedi Il Monitore medico n. 8-9 del 1993, pag. 2).

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Spruzzare d'acqua benedetta

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L'abbonato Umberto Ronconi di Fonteblanda (Grosseto) è indignato perché durante i funerali di Fellini il radiocronista ha detto che il cardinale Silvestrini ha «spruzzato» d'acqua la bara del regista. Benché qualche scrittore meno raffinato dei secoli passati abbia parlato di buttare l'acqua benedetta, o di spargerla (c'era anche lo spargolo dell’acqua santa, citato dall'Aretino), il termine tecnico, di buon conio e di antica data, mi pare sia aspergere (l'atto di aspergere è detto anche l'asperges, lo strumento è l'aspersorio). Si tratta di un latinismo, voce dotta; quindi il radiocronista, che (forse) la pensa come il ministro Cassese, ha deciso che era meglio spruzzare, parola democratica, alla portata di tutti. Come vedete, la chiarezza non è sempre uguale all'eleganza.

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Il simbolo dei centimetri

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Una risposta per Adda M. di Romano d'Ezzelino (Vicenza): effettivamente cm per indicare centimetri" va scritto senza puntino, perché è un simbolo, non un'abbreviazione, come kg, dB, m, W, F, °C, oz (si veda un ricco elenco di simboli in R, Lesina, Il manuale di stile, Zanichelli). Le abbreviazioni si devono usare solo compagnate da un valore numerico, e possono essere evitate in un contesto non strettamente tecnico.


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