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Volevo …

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Datemanca la data
NewspaperFamiglia Cristiana
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page139
Column1


[1]
Luciano Ravaioli di Forlì pone sotto accusa quello che definisce un impiego «esagerato» dell'imperfetto: quando si sente dire: «Volevo chiedere...», e poi subito segue una domanda.
[2]
L'imperfetto è un tempo complicato; complicate sono in genere tutte le caratteristiche aspettuali del verbo.
[3]
Nell'esempio citato dal lettore è giusto preferire un perentorio Voglio... o un gentile Vorrei...
[4]
Bisogna però distinguere.
[5]
Chi si alza titubante ed esordisce di fronte a un'assemblea dicendo Volevo chiedere..., instaura un processo mentale in base al quale separa il momento dell'impulso a formulare la domanda dal momento in cui effettivamente prende la parola, un po' come se si scusasse: «Volevo, ma ora non sono ben sicuro di me...».
[6]
È un imperfetto di attenuazione, se così posso chiamarlo, che viene usato anche nei negozi, quando il cliente dice; «Volevo tre chili di arance».
[7]
«E adesso non le vuoi più?», chiederebbe forse il severo signor Ravaioli.
[8]
10 bollini pubblicati settimanalmente
[9]
Anche a me, come al signor Vincenzo Forneris, pare che la dicitura usata da FC per invitare alla raccolta dei 10 bollini sia un po’ equivoca: «Raccogli i 10 bollini pubblicati settimanalmente su queste pagine».
[10]
Pubblicati uno per volta, o dieci ogni settimana?
[11]
È vero, d’altra parte, che il contesto risolve il dubbio, visto che il bollino da ritagliare è palesemente uno solo.
[12]
So anche che alcuni lettori (così il signor Odino Dell’Oste di Udine) avrebbero preferito non veder usato il disinvolto tu.
[13]
Ma ormai del tu anche il Bancomat («Infila la tessera... premi il tasto»), una macchina che certo non ha nemmeno la dignità di un uomo.
[14]
Bisogna dunque aver pazienza.
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La S.
[16]
V. è invitata
[17]
Ho scritto che con il pronome di rispetto Lei si può usare l'accordo al maschile («Lei è invitato»).
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Ora il dott.
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Sergio Zaza di Somma Lombardo (Varese) mi chiede se tale norma si può applicare anche nel caso di S.
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V.
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(Signoria Vostra), abbreviazione che si adopera in inviti molto formali.
[22]
Mi pare che l'alto tasso di formalità e la ricercatezza dell'appellativo sconsiglino un accordo maschile.
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Del resto l'accordo grammaticale femminile è piuttosto comune anche con il maschile di rispetto Ella.
[24]
L'1l gennaio
[25]
È legittimo usare l'apostrofo davanti al numero arabo, come abbiamo fatto nel nostro titoletto?
[26]
È la domanda posta da Pasquale Rocchetta di Trebisacce (Cosenza).
[27]
Nemmeno un grammatico severo come Gabrielli lo considerava errore.
[28]
Invitava però a seguire l'esempio di Manzoni, che aggirò l'ostacolo, scrivendo in questi casi il giorno in lettere anziché in cifre: l'undici di gennaio.

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