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Luciano Ravaioli di Forlì pone sotto accusa quello che definisce un impiego «esagerato» dell'imperfetto: quando si sente dire: «Volevo chiedere...», e poi subito segue una domanda. L'imperfetto è un tempo complicato; complicate sono in genere tutte le caratteristiche “aspettuali” del verbo. Nell'esempio citato dal lettore è giusto preferire un perentorio Voglio... o un gentile Vorrei... Bisogna però distinguere. Chi si alza titubante ed esordisce di fronte a un'assemblea dicendo Volevo chiedere..., instaura un processo mentale in base al quale separa il momento dell'impulso a formulare la domanda dal momento in cui effettivamente prende la parola, un po' come se si scusasse: «Volevo, ma ora non sono ben sicuro di me...». È un imperfetto di attenuazione, se così posso chiamarlo, che viene usato anche nei negozi, quando il cliente dice; «Volevo tre chili di arance». «E adesso non le vuoi più?», chiederebbe forse il severo signor Ravaioli.
10 bollini pubblicati settimanalmente
Anche a me, come al signor Vincenzo Forneris, pare che la dicitura usata da FC per invitare alla raccolta dei 10 bollini sia un po’ equivoca: «Raccogli i 10 bollini pubblicati settimanalmente su queste pagine». Pubblicati uno per volta, o dieci ogni settimana? È vero, d’altra parte, che il contesto risolve il dubbio, visto che il bollino da ritagliare è palesemente uno solo. So anche che alcuni lettori (così il signor Odino Dell’Oste di Udine) avrebbero preferito non veder usato il disinvolto “tu”. Ma ormai dà del tu anche il Bancomat («Infila la tessera... premi il tasto»), una macchina che certo non ha nemmeno la dignità di un uomo. Bisogna dunque aver pazienza.
La S.V. è invitata
Ho scritto che con il pronome di rispetto “Lei” si può usare l'accordo al maschile («Lei è invitato»). Ora il dott. Sergio Zaza di Somma Lombardo (Varese) mi chiede se tale norma si può applicare anche nel caso di S.V. (Signoria Vostra), abbreviazione che si adopera in inviti molto formali. Mi pare che l'alto tasso di formalità e la ricercatezza dell'appellativo sconsiglino un accordo maschile. Del resto l'accordo grammaticale femminile è piuttosto comune anche con il maschile di rispetto “Ella”.
L'1l gennaio
È legittimo usare l'apostrofo davanti al numero arabo, come abbiamo fatto nel nostro titoletto? È la domanda posta da Pasquale Rocchetta di Trebisacce (Cosenza). Nemmeno un grammatico severo come Gabrielli lo considerava errore. Invitava però a seguire l'esempio di Manzoni, che aggirò l'ostacolo, scrivendo in questi casi il giorno in lettere anziché in cifre: l'undici di gennaio.
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