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Maarten Janssen, 2014-
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Liberismo e dirigismo linguistico
Language column
Parlare e Scrivere
Author
Claudio Marazzini
Date
manca la data
more header data
[1]
Giuseppe
Orsello
,
appassionato
di
problemi
linguistici
e
ortografici
(
anche
per
motivi
professionali
,
in
quanto
correttore
di
bozze
presso
l'
ufficio
pubblicazioni
della
Comunità
europea
)
,
mi
scrive
dal
Lussemburgo
,
intervenendo
ancora
sulla
più
volte
dibattuta
questione
dell'
articolo
da
porre
davanti
a
swatch
.
[2]
Su
questo
tema
è
ormai
inutile
ritornare
,
perché
abbiamo
detto
tutto
quanto
c'
era
da
dire
.
[3]
Il
lettore
affronta
tuttavia
un
altro
argomento
interessante
e
solleticante
:
se
ci
si
debba
affidare
al
prevalere
dell'
uso
,
assecondando
una
sorta
di
“
legge
del
più
forte
"
che
vige
anche
nella
lingua
,
o
se
viceversa
accademie
e
ministeri
abbiano
il
dovere
di
intervenire
per
dirigere
e
guidare
i
parlanti
,
Invito
voi
tutti
a
meditare
su
questo
delicato
tema
:
vi
invito
insomma
a
partecipare
ad
un
vero
e
proprio
sondaggio
di
opinioni
.
Scrivetemi
manifestando
ampiamente
il
vostro
pensiero
sul
tema
proposto
dal
sig
.
Orsello
.
[4]
Istàmbul
o
Istambùl
[5]
Ed
ecco
un’
occasione
per
applicare
subito
il
dirigismo
o
il
liberismo
linguistico
:
Mario
Fri
z
zierio
di
Venezia
(
anche
questo
lettore
è
correttore
di
bozze
,
se
non
ricordo
male
)
vuole
il
mio
parere
sull’
accento
esatto
della
parola
Istambul
.
[6]
Il
lettore
vorrebbe
scrivere
alla
Rai
una
lettera
di
diffida
,
basata
sul
mio
parere
.
[7]
Diffida
da
che
cosa
?
[8]
Dalle
oscillazioni
dell’
accento
,
ovviamente
!
[9]
Nella
fattispecie
,
credo
proprio
di
non
poter
assecondare
una
scelta
assolutamente
univoca
.
[10]
La
pronuncia
degli
italiani
conosce
tutte
e
tre
le
varianti
possibili
:
piana
,
tronca
,
sdrucciola
.
[11]
Piana
è
la
pronuncia
coerente
con
il
turco
:
Istàmbul
.
[12]
Tronca
è
la
pronuncia
coerente
con
la
nostra
antica
tradizione
,
che
vuole
così
i
nomi
“
barbari
”
o
semplicemente
stranieri
(
Dante
usò
infatti
Semiramìs
,
Boccaccio
usò
Decadmeròn
)
.
[13]
Sdrucciola
è
la
pronuncia
ipercorretta
,
secondo
la
tendenza
dei
meno
colti
,
che
arretrano
l’
accento
nelle
parole
che
paiono
loro
misteriose
:
io
abito
in
via
Tofàne
,
e
sono
costretto
a
sopportare
continuamente
le
Tòfane
.
[14]
A
parte
questa
ipercorrezione
,
la
lettura
tronca
e
quella
piana
sono
rispettivamente
frutto
di
due
diversi
princìpi
:
a
)
adattamento
alle
antiche
regole
della
nostra
tradizione
;
b
)
conservazione
della
forma
esotica
originale
.
[15]
Io
preferisco
la
soluzione
a
)
,
ma
non
ritengo
che
questa
mia
scelta
abbia
valore
assoluto
,
e
anzi
vedo
oggi
prevalere
semmai
il
tipo
b
)
.
[16]
Non
vorrei
che
alla
fine
quelli
della
Rai
,
spaventati
dalla
diffida
del
signor
Frizziero
,
ritornassero
alle
denominazioni
di
Costantinopoli
o
Bisanzio
.
[17]
Il
tipo
predicale
in
-
acco
[18]
Un
gruppo
di
pensionati
friulani
vorrebbe
conoscere
l’
origine
di
una
serie
di
toponimi
in
-
acco
della
zona
di
Udine
:
Laipacco
,
Lauzacco
,
Tavagnacco
,
Pagnacco
,
Moimacco
ecc
.
[19]
Si
tratta
,
secondo
la
spiegazione
corrente
tra
gli
studiosi
,
di
una
serie
di
nomi
prediali
,
ovvero
di
nomi
legati
al
possesso
di
una
proprietà
fondiaria
(
praedium
significa
“
podere
”
)
,
espressa
dalla
combinazione
di
un
antroponimo
con
il
suffisso
-
acco
.
[20]
Pagnacco
sarebbe
dunque
la
terra
di
Panius
,
Moimacco
la
terra
di
Mummis
(
si
tratta
ovviamente
di
antroponimi
latini
)
.
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