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Il “carattere” e il “temperamento”

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Date 29 dicembre 1993


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Quale differenza passa tra questi due concetti? È la questione posta dal dott. Vittorio Moro di Firenze. Premesso che oggi si è instaurata una sostanziale sinonimia, mi ricollegherò al significato etimologico dei due termini. Carattere viene dal greco charaktèr, che vuol dire impronta (su monete, sigilli). Tommaseo diceva che il carattere è l’«impressione» (nel senso di stampo) che «la natura e gli abiti (dal latino habitus) e gli affetti e i pensieri stampano nell’anima o nelle azioni dell’uomo». Il temperamento, invece, dal latino temperamentum mescolanza, si riallaccia ad un’antica concezione della medicina: sarebbe «quella temperie d’umori che fanno l’uomo essere tale o tal altro quanto allo stato del corpo, e anco a certe disposizioni e sentimenti dell’animo». La motivazione fisica prevale dunque in questo caso su quella morale. Oggi tale sottile ed elegante distinzione si è in gran parte perduta, ma il temperamento mi pare pur sempre uno stimolo contingente, meno profondo, più superficiale e immediato del carattere.

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Di sabato in sabato

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Il signor Arturo Santioli, con cui (ricorderete) ho avuto modo di discorrere a proposito del sabato (FC n. 40), mi ha scritto per dichiarare la fonte dell’etimologia della parola francese samedi, da lui attribuita a septima dies: il lettore, ahimè, ha prestato fede al Vocbolario etimologico di Ottorino Pianigiani, una vecchia opera non aggiornata, superata dalla produzione successiva. È probabile che all’utente della ristampa moderna (Fratelli Letizia editori) sia sfuggito che il testo del Pinigiani risale al 1901. Perché non acquistare un nuovo vocabolario etimologico davvero adeguato e affidabile? Posso suggerire il DELI di Cortelazzo-Zolli (Zanichelli), o il maneggevole Avviamento alla etimologia italiana di Devoto (Oscar studio Mondadori). Per l’etimologia del francese samedi, io ho preferito far riferimento a un ottimo testo, ovviamente francese, il Nouveau dictionnaire étymologique et historique di Dauzat Dubois Mitterand, edito da Larousse (Parigi). Quanto al problema dell’ultimo giorno della settimana (questione che interessa anche Edoardo Ferrarese di Roma), anziché tornare a dir la mia sull’argomento, mi limiterò a riportare la definizione del sabato data da due recentissimi e autorevoli vocabolari. Zingarelli 1994 (Zanichelli): «Sesto giorno della settimana civile, settimo di quella liturgica»; De Felice Duro (SEI): «Sesto giorno della settimana (ma settimo, festivo e consacrato da Dio e di assoluto riposo, nella settimana ebraica e nella tradizione israelitica)». Come vedete questi vocabolari non mi danno torto.

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La linea di affilo

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Un misterioso castello, di fronte al quale Tommaso Ferretti di Genova si è soffermato a meditare, avverte: «Zona di affillo». Tra i tecnicismi della caccia esiste la linea di affilo, la linea costante di volo tenuta dagli uccelli di passo sopra un determinato terreno. Però il mio affilo ha una sola l, e quindi non sono certo di aver indovinato: anzi, non mi resta che far appello all’ente che ha fatto porre quei misteriosi cartelli-indovinelli.


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