Sentence view

Il piede

Language columnParlare e Scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Date 17 gennaio 1990
NewspaperFamiglia Cristiana
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page[…]
Column1-2


[1]
Curiosa prepotenza nei numeri: càpita di leggere o di udire che «la ragazza ha due mani e due occhi bellissimi»; sembra di essere Pierino a lezione di aritmetica: quasi quasi si attende che una maestra ci chieda: «Quanto fa in totale?».
[2]
Quei due dovrebbe ovviamente essere tralasciati.
[3]
Un esempio del tutto opposto venne offerto tempo fa da un giornale in un vistoso titolo: «Attentati con bombo in Tunisia. Una inglese ha perso il piede. Colpite quattro turiste inglesi, una delle quali ha dovuto subire l’amputazione del piede».
[4]
D’accordo, il lettore non va subito a pensare che la poveretta avesse un piede solo, magari avendo perduto l’altro in un precedente attentato, visto che oggi fatti di questo genere sono più frequenti degli acquazzoni e dei telegiornali, tanto che se continua così andrà verso un’umanità fatta di zoppi e di monchi, se non di fantasmi; d’accordo, dicevo, il lettore non pensa a una turista monopiede che gira il mondo saltellando su quello residuo, tuttavia nel caso citato dal giornale quel piede solitario lascia un tantino perplessi.
[5]
Appare invece logico, accettabilissimo il singolare in altre frasi, per esempio: «Allungò il piede e schiacciò il mozzicone acceso», oppure: «Alzò la mano e la agitò in un vivace gesto di saluto»; tutto bene: non si schiacciano i mozziconi con ambedue i piedi contemporaneamente e di solito basta una mano sola sfarfallante sopra la testa per dire addio e bentornato.
[6]
Accordi
[7]
Una spinosa questione sul femminile è posta dalla lettrice Lina Ferrari di Milano: è sempre obbligatorio il maschile del predicato plurale, nel participio passato, quando dipende da più soggetti di genere diverso?
[8]
Non nascono dubbi in casi come questo: «Mia moglia, mia sorella, mia cugina ed io siamo andati al cinema»; e anche se abbiamo una donna che parla: «Mio marito, mia sorella, mia cugina ed io» grammatica vorrebbe che si concludesse dicendo «siamo andati al cinema»: quel prepotentone di un marito predomina e impone il maschile.
[9]
La grammatica si mostra più tollerante quando è in gioco l’accordo di un aggettivo con più soggetti di genere diverso: «Libri e riviste molto noiose», si ammette cioè, per la vicinanza del sostantivo femminile, lo sesso genere anche per l’aggettivo; bisogna tuttavia fare attenzione perché i può suscitare un dubbio giustificato: nella frase citato annoiano tanto i libri quanto le riviste o solo queste ultime?
[10]
Diavolessa
[11]
«Tutti d’accordo su contessa, baronessa, principessa; qualcuno vorrebbe dottora e professora invece di dottoressa e professoressa: ma che dice il curatore di codesta rubrica di diavolessa?».
[12]
G.
[13]
Rossi, Firenze.
[14]
Non dico nulla, cerco di girare al largo perché la diavolessa, stando almeno ai dizionari, è un tipino pericoloso.
[15]
Altro discorso dobbiamo fare trovandoci davanti una buona diavola o addirittura una povera diavola: qui il significato è benevolo.
[16]
Non parliamo poi del pollo alla diavola che solitamente la maggior parte accoglie col più cordiale sorriso.
[17]
Inglese e latino
[18]
«Ho trovato in un testo inglese il verbo to parse col significato di «fare l’analisi logica o grammaticale»: il vocabolo mi ha incuriosito, mi chiede quale possa essere la sua origine».
[19]
Carlo T., Milano.
[20]
È una delle tante parole inglesi discese dal latino: la pars orationis è per i grammatici la parte del discorso: forse attraverso l’antico francese, pars ha fatto nascere to parse: è questo un altro segno, conclude l’etimologo Eric Partridge, dell’influsso del latino sulla grammatica inglese.

Text viewParagraph view