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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Eccezionale
Language column
Parlare e Scrivere
Author
Claudio Marazzini
Date
31
gennaio
1990
more header data
[1]
Il
lettore
E
.
[2]
Silvestri
di
Padova
ha
udito
alla
televisione
un
“
molto
eccezionale
”
che
lo
lascia
dubbioso
:
eccezionale
non
è
uno
di
quegli
aggettivi
che
non
ammettono
la
compagnia
di
avverbi
tendenti
a
modificarne
,
in
più
o
in
meno
,
il
valore
e
la
portata
?
[3]
In
realtà
eccezionale
significa
“
che
esula
dalla
normalità
”
;
d'
accordo
,
si
può
esulare
più
o
meno
,
molto
o
poco
,
tuttavia
resta
il
fatto
che
qualcosa
(
o
qualcuno
)
o
è
eccezionale
o
è
normale
.
[4]
Eccezionale
ha
ormai
il
significato
di
“
straordinario
,
unico
”
,
e
qui
il
molto
non
va
.
[5]
C'
è
anche
,
per
eccezionale
,
il
valore
di
“
oltre
misura
conveniente
”
:
abbiamo
infatti
i
“
prezzi
eccezionali
”
in
occasioni
varie
,
ma
anche
qui
il
molto
è
già
assorbito
dal
senso
dell'
aggettivo
che
respinge
l'
aggiunta
.
[6]
Si
può
osservare
che
le
parole
,
con
l'
uso
,
si
deteriorano
,
come
le
banconote
,
e
mentre
queste
ultime
deteriorandosi
non
ampliano
il
valore
(
purtroppo
un
diecimila
non
diventa
un
centomila
;
può
capitare
magari
il
contrario
con
l'
inflazione
)
,
i
vocaboli
spesso
dilatano
i
significati
,
assumono
sensi
più
generici
,
più
ampi
;
per
esempio
il
nostro
bravo
eccezionale
è
usato
anche
per
“
di
grande
valore
”
;
ma
anche
qui
è
presente
il
concetto
di
superlativo
e
perciò
il
molto
eventualmente
aggiunto
striderebbe
come
inutile
e
fuori
posto
.
[7]
Maschietta
[8]
Qui
temo
di
finire
nei
pasticci
perché
la
lettrice
Lidia
T
.
di
Milano
mi
pone
un
quesito
tecnico
,
su
un
lessico
di
linguaggio
speciale
,
per
giunta
riguardante
le
barche
,
bellissimi
aggeggi
che
però
conosco
quasi
solo
per
averli
visti
galleggiare
pigramente
sulle
acque
dei
laghi
.
[9]
Chiede
dunque
la
lettrice
:
come
si
chiama
quella
specie
di
forcella
in
cui
s'
infila
il
remo
?
[10]
Un
amico
,
aggiunge
,
sostiene
che
il
suo
nome
è
maschietta
:
è
vero
?
[11]
Per
fortuna
nel
1889
il
frate
domenicano
Alberto
Guglielmotti
,
definito
da
Nino
Bixio
«
il
primo
marino
d'
Italia
»
(
dove
marino
sta
ovviamente
per
marinaio
)
,
pubblicò
il
suo
fondamentale
Vocabolario
marino
e
militare
ino
cui
si
spiega
che
le
mastiette
,
cioè
le
maschiette
,
possono
essere
diverse
cose
,
fra
cui
«
le
due
parti
che
stringono
in
mezzo
alcun
oggetto
»
e
anche
«
i
due
lati
di
un
incastro
»
,
perciò
si
possono
probabilmente
chiamare
così
con
ragione
le
due
parti
laterali
della
forcella
di
uno
sca
l
mo
,
fatto
appunto
,
come
dice
il
Guglielmotti
,
a
forcella
.
[12]
Sui
dizionari
di
oggi
maschetta
,
da
non
confondersi
con
la
maschieta
,
indica
ciascuna
delle
due
facce
di
una
carrucola
,
fra
le
quali
girano
le
pulegge
,
e
indica
anche
ciascuna
delle
due
mensole
a
sostegno
dei
tronchi
superiori
degli
alberi
delle
imbarcazioni
.
[13]
E
chi
ne
sa
di
più
alzi
la
mano
.
[14]
Autosilo
[15]
«
Anni
or
sono
era
in
voga
autosilo
,
oggi
invece
si
preferisce
,
mi
sembra
,
usare
parcheggio
sotterraneo
:
c'
era
qualcosa
di
sbagliato
nel
primo
vocabolo
?
»
.
[16]
È
la
domanda
del
lettore
G
.
[17]
Cattaneo
di
Milano
.
[18]
Nulla
di
errato
,
direi
,
se
si
accetta
quell'
auto
-
come
abbreviazione
di
automobile
(
si
è
arrivati
anche
all’
autodemolizione
per
la
demolizione
delle
auto
)
;
il
silo
va
benissimo
perché
è
il
greco
siròs
,
da
cui
il
latino
si
ru
s
,
deposito
sotterraneo
di
vari
prodotti
agricoli
;
perciò
il
concetto
di
un
ricovero
sotterraneo
era
correttamente
espresso
.
[19]
Si
dice
che
oggi
si
tende
alla
brevità
,
a
volte
invece
accade
proprio
il
contrario
;
nel
caso
di
parcheggio
sotterraneo
forse
gioca
la
parola
parcheggio
,
diffusa
e
dominante
,
araba
fenice
che
gli
automobilisti
cittadini
sognano
ad
occhi
aperti
;
autosilo
appare
meno
familiare
e
forse
meno
comprensibile
.
[20]
A
Luisa
T
.
,
Bari
:
stratego
(
più
vicino
al
greco
strateg
ó
s
)
vivacchia
,
sempre
più
spintonato
da
stratega
.
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