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Maarten Janssen, 2014-
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Campare
Language column
Parlare e Scrivere
Author
Claudio Marazzini
Date
14
febbraio
1990
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[1]
La
lettrice
Giovanna
R
.
di
Arezzo
legge
su
un
quotidiano
la
lettera
di
un
insegnante
,
in
cui
si
dice
:
«
Vivo
col
mio
solo
stipendio
,
col
quale
devo
campare
moglie
e
un
figlio
»
.
[2]
Ma
campare
,
chiede
la
lettrice
,
non
è
intransitivo
,
non
significa
“
vivere
”
,
“
cavarsela
”
,
“
provvedere
alla
propria
esistenza
"
?
Si
può
usare
in
senso
transitivo
col
valore
di
“
mantenere
”
?
In
realtà
l'
uso
di
campare
vede
generalmente
il
verbo
all'
intransitivo
;
si
ha
tuttavia
abbastanza
spesso
un
campare
la
vita
nel
senso
di
viverla
in
modo
piuttosto
stentato
:
«
Campava
una
vita
grama
,
piena
di
difficoltà
»
.
Ma
c'
è
anche
il
campare
con
il
vero
e
proprio
significato
di
“
mantenere
”
;
eccolo
per
esempio
nel
dizionario
del
Tommaseo
:
«
Campare
i
figliuoli
,
nutrirli
,
dar
loro
il
campamento
.
Dicesi
di
chi
deve
farlo
con
fatica
o
industria
:
quasi
scamparli
dalla
necessità
»
;
sempre
acuto
il
grande
Niccolò
.
[3]
Edizioni
[4]
Non
si
deve
sorprendere
,
cortese
lettore
Giorgio
S
.
di
Orvieto
,
dell'
importanza
data
a
certe
edizioni
famose
nella
nostra
letteratura
;
in
alcuni
casi
hanno
infatti
perla
prima
volta
offerto
opere
fondamentali
in
una
veste
finalmente
adatta
ai
contemporanei
e
sulla
quale
si
sono
fondate
le
successive
edizioni
,
giunte
poi
con
graduali
miglioramenti
fino
ai
giorni
nostri
.
[5]
Faccio
un
esempio
che
si
legge
nella
Storia
della
lingua
italiana
di
Bruno
Migliorini
:
nell'
autografo
del
Petrarca
un
verso
del
primo
sonetto
del
Canzoniere
appare
così
:
«
Quādera
ī
parte
altruom
da
ql
chi
sono
»
;
nell'
edizione
di
Aldo
Manuzio
del
1501
possiamo
capire
qualcosa
anche
noi
:
«
Quand'
era
in
parte
altr'
huom
da
quel
,
ch'
i
sono
»
.
[6]
Certo
a
volte
gli
editori
per
ammodernare
sostituivano
arcaismi
,
latinismi
eccessivi
e
dialettalismi
,
rasentando
anche
l'
abuso
,
come
quando
nell'
edizione
aldina
il
canto
e
il
pianto
degli
uccelli
che
nella
scrittura
del
Petrarca
fanno
“
retentir
le
valli
”
si
mettono
a
far
“
risentir
le
valli
”
:
al
poeta
era
sembrato
più
armonioso
il
francesismo
retentir
;
bisogna
arrivare
alle
edizioni
più
rispettose
dell'
autore
per
ritrovarcelo
.
[7]
Amerasiatico
[8]
«
In
una
conferenza
ho
sentito
accennare
a
ragazzi
amerasiatici
:
chi
sono
?
»
.
[9]
Patrizia
V
.
,
Treviso
.
[10]
Sono
figli
di
americani
di
razza
bianca
e
di
donne
di
razza
gialla
;
il
vocabolo
è
un
adattamento
dell'
inglese
amerasian
.
[11]
A
G
.
[12]
De
Rosa
,
Napoli
:
certo
,
i
testi
,
la
letteratura
sono
importantissimi
per
la
formazione
e
lo
sviluppo
di
una
lingua
,
oltre
che
per
il
suo
apprendimento
;
già
scriveva
nel
Cinquecento
Girolamo
Muzio
:
«
Da'
libri
bisogna
imparare
a
scrivere
,
ributtando
la
opinione
di
coloro
,
che
hanno
per
sofficienti
maestri
di
buona
lingua
le
balie
,
e
il
popolo
»
.
[13]
Tuttavia
nessuno
può
ignorare
la
fondamentale
importanza
del
parlato
;
se
torniamo
al
solito
Cinquecento
ecco
la
tesi
di
Benedetto
Varchi
che
dice
addirittura
:
«
Lo
scrivere
non
è
delle
lingue
,
ma
cosa
accidentale
,
perché
la
propria
,
e
vera
natura
delle
lingue
è
che
si
favellino
,
e
non
che
si
scrivano
,
e
qualunque
lingua
che
si
favellasse
,
ancora
che
non
si
scrivesse
,
sarebbe
lingua
a
ogni
modo
»
;
certo
è
,
riconosce
il
Varchi
,
che
una
lingua
senza
scrittori
non
è
“
nobile
”
.
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