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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Vaghezza
Language column
Parlare e Scrivere
Author
Claudio Marazzini
Date
7
febbraio
1990
more header data
[1]
A
volte
s'
incontra
la
parola
vago
,
si
tenta
di
afferrarne
il
senso
preciso
nel
contesto
ma
si
resta
nel
vago
:
il
significato
esatto
è
spesso
inafferrabile
nelle
sue
sfumature
,
e
in
chi
legge
rimane
una
vaga
perplessità
;
è
l'
osservazione
su
cui
la
lettrice
Patrizia
G
.
di
Varese
chiede
la
mia
opinione
.
[2]
In
realtà
il
latino
vagus
(
di
origine
vaga
)
che
significa
“
vagante
,
errante
”
,
ma
anche
“
incerto
,
incostante
,
indeciso
”
e
“
indeterminato
”
ci
ha
regalato
l'
italiano
vago
che
oltre
a
“
incerto
,
indeterminato
,
impreciso
”
vale
anche
“
mobile
,
instabile
”
,
nonché
“
attraente
,
adorno
,
leggiadro
"
a
cui
possiamo
aggiungere
“
desideroso
”
;
senza
contare
che
il
vago
,
sostantivo
maschile
,
è
l'
innamorato
:
una
ragazza
oggi
ha
il
ragazzo
,
la
sua
antenata
aveva
il
vago
.
E
lasciamo
ai
medici
il
nervo
vago
con
i
suoi
problemi
.
Così
quando
il
Leopardi
si
rivolge
alle
«
vaghe
stelle
dell'
Orsa
»
le
configura
di
una
bellezza
intima
e
discreta
;
ma
quando
il
Sacchetti
incontra
le
«
vaghe
montanine
pasturelle
»
e
chiede
:
«
Donde
venite
sì
leggiadre
e
belle
?
»
nasce
il
dubbio
:
vaghe
perché
graziose
o
perché
vaganti
col
gregge
?
Il
«
donde
venite
?
»
lo
farebbe
pensare
,
visto
che
il
poeta
già
le
ammira
come
«
legiadre
e
belle
»
;
d'
accordo
,
meglio
abbondare
con
i
complimenti
,
ma
anche
in
poesia
?
Lasciamo
dunque
le
pastorelle
,
vago
ricordo
di
tempi
più
vaghi
,
e
procediamo
:
da
vago
vaghezza
,
bellezza
non
vistosa
ma
attraente
fino
all’
intimo
;
però
anche
“
ornamento
,
abbellimento
”
e
ahimè
“
scarsa
determinazione
e
precisione
,
incertezza
”
;
valeva
in
passato
altresì
“
piacere
,
diletto
”
oltre
che
“
predilezione
”
,
“
desiderio
”
:
in
quest'
ultimo
significato
oggi
è
solo
scherzoso
:
«
Mi
punge
vaghezza
di
farmi
una
pizza
»
;
ma
un
tempo
era
una
cosa
seria
:
«
di
natura
è
frutto/ogni
vostra
vaghezza
»
dice
ancora
il
Leopardi
;
certo
gli
animali
obbediscono
solo
alla
natura
,
all'
istinto
,
non
devono
scegliere
,
decidere
e
non
conoscono
pentimenti
;
per
l'
uomo
invece
quasi
tutto
è
scelta
e
spesso
rimpianto
;
segnalo
perciò
ai
curatori
del
Devoto-Oli
un
piccolo
errore
nella
citazione
leopardiana
;
compare
nel
dizionario
una
“
nostra
vaghezza
”
che
è
proprio
il
contrario
del
succo
sopraindicato
;
ma
a
quanto
pare
il
nostro
desiderio
umano
di
scaricare
sulla
natura
la
responsabilità
di
ciò
che
facciamo
è
diffuso
:
anche
nella
nota
esplicativa
di
un'
edizione
dei
Canti
:
trovo
«
Ogni
nostra
predilezione
ci
viene
dalla
natura
»
;
cari
amici
,
non
è
così
,
a
parte
il
fatto
che
a
volte
l'
uomo
ha
vaghezze
tutt'
altro
che
naturali
.
Da
vagus
il
latino
fece
va
g
ari
da
cui
vagare
che
ci
conduce
qua
e
là
con
le
gambe
ma
anche
col
pensiero
,
con
la
fantasia
,
al
punto
che
il
verbo
una
volta
valeva
anche
“
divagare
”
.
Per
non
essere
da
meno
del
latino
l'
italiano
prende
vago
e
fabbrica
vagheggiare
,
“
contemplare
con
ammirazione
”
e
anche
“
desiderare
”
da
cui
poi
ecco
il
vagheggino
,
"
fatuo
corteggiatore
”
.
Capisco
che
a
questo
punto
sarete
vagamente
stufi
.
[3]
Rash
[4]
«
Che
è
questo
rash
che
leggo
nella
scheda
allegata
alla
scatola
di
pastiglie
appioppatami
dal
medico
?
Dice
che
possono
causare
un
rash
.
Che
cosa
rischio
?
»
.
[5]
M
.
[6]
Venturi
,
Bologna
.
[7]
Rischia
un'
eruzione
cutanea
.
[8]
Speriamo
che
il
vocabolo
resti
nella
forma
inglese
in
cui
ci
è
arrivato
:
se
cominciasse
a
italianizzarsi
vorrebbe
dire
che
l'
eruzione
cutanea
dilaga
;
con
la
pelle
devastata
,
parleremmo
di
rascio
o
di
rescio
,
ripenseremmo
alle
parole
di
sbalorditiva
acutezza
che
il
Machiavelli
scriveva
:
una
vera
lingua
patria
«
convertisce
i
vocaboli
ch'
ella
ha
accattati
da
altri
,
nell'
uso
suo
,
ed
è
sì
potente
,
che
i
vocaboli
accattati
non
la
disordinano
,
ma
ella
disordina
loro
;
perché
quello
ch'
ella
reca
da
altri
,
lo
tira
a
sé
in
modo
che
par
suo
»
.
[9]
Perfetto
,
ma
la
pelle
è
rovinata
.
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