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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Quel linguista senza pregiudizi
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
30
aprile
1989
more header data
[1]
Il
19
e
il
20
aprile
personalità
della
cultura
e
Studiosi
ricordano
a
Bologna
la
figura
e
l’
opera
di
Luigi
Hellmann
.
[2]
L’
introduzione
ai
lavori
è
di
Ezio
Raimondi
,
che
a
Heilmann
è
stato
accanto
nel
cooperare
con
gli
altri
amici
del
Mulino
a
costruire
e
far
camminare
sicura
quella
straordinaria
casa
editrice
collettiva
autogestita
che
è
appunto
il
Mulino
.
[3]
Linguisti
e
logici
italiani
(
Rosiello
,
Vineis
,
Pasquinelli
,
Sandri
,
Coco
)
e
stranieri
(
van
Dijk
,
Petofi
,
Plangg
,
Nickel
)
analizzano
il
contributo
di
Heilmann
nei
molti
campi
in
cui
si
è
mosso
con
scritti
e
interventi
che
hanno
fatto
epoca
:
Io
Studio
delle
concordanze
tra
lingue
semitiche
e
indoeuropee
,
l’
indianistica
,
lo
Studio
delle
parlate
ladine
,
l’
analisi
fonologica
,
il
metodo
e
la
filosofia
dell’
analisi
strutturale
,
Pequilibrata
valutazione
critica
delle
correnti
ideali
della
linguistica
del
secondo
Novecento
.
[4]
Heilmann
ha
avuto
un
ruolo
decisivo
,
con
i
suoi
scritti
e
con
l’
opera
di
paziente
tessitore
,
nel
far
cadere
la
pregiudiziale
antifilosofica
e
antiteorica
di
cui
in
Italia
(
ma
anche
in
Francia
,
Germania
,
Usa
)
soffriva
la
linguistica
.
[5]
Il
senso
stesso
della
complessità
sia
della
realtà
linguistica
sia
delle
operazioni
di
descrizione
,
analisi
e
intendimento
di
quella
realtà
da
parte
dei
linguisti
,
lo
portava
a
farsi
epistemologo
,
filosofo
.
[6]
E
,
insieme
,
ciò
lo
portava
a
quella
attenzione
per
gli
interventi
educativi
in
materia
linguistica
la
cui
analisi
e
continuazione
toccano
a
Enrico
Arcaini
.
[7]
Una
sua
creatura
,
per
noi
tutti
preziosa
,
è
la
Società
di
Linguistica
Italiana
.
[8]
IPSEDIXIT
[9]
Quando
il
chimico
Fleischmann
è
andato
a
Ginevra
al
Cern
per
illustrare
le
sue
ipotesi
sulla
fusione
nueleare
via
palladio
,
lo
ha
presentato
Carlo
Rubbia
cui
è
sfuggita
una
gaffe
memorabile
appunto
nel
fare
il
discorsetto
di
presentazione
:
«
Fleischmann
non
è
uno
scienziato
,
è
un
chimico
»
.
[10]
Rubbia
,
evidentemente
,
voleva
dire
«
non
è
un
fisico
»
.
[11]
Il
lapsus
è
palese
.
[12]
Ma
anche
a
non
aver
letto
Freud
è
chiaro
che
questa
voce
dal
sen
fuggita
poggia
su
un
reticolo
di
convinzioni
profonde
più
vere
e
salde
delle
esplicite
.
[13]
Ogni
epoca
ha
la
sua
scienza
guida
.
[14]
Nel
Settecento
europeo
fu
la
chimica
.
[15]
Oggi
,
un
po’
ammaccata
negli
Ultimi
anni
,
è
certo
la
fisica
.
[16]
Anni
fa
Vincenzo
Cappelletti
vaticinava
vicino
il
turno
della
biologia
.
[17]
Ogni
scienza
ha
le
sue
presunzioni
.
[18]
Ai
linguisti
piace
menar
vanto
delle
(
poche
e
fragili
)
certezze
filologiche
e
analitico-formali
.
[19]
Ai
fisici
teorici
piace
credere
che
solo
loro
fanno
davvero
scienza
.
[20]
Gli
altri
(
a
cominciare
dai
“
cari
colleghi
”
sperimentali
)
sono
solo
«
collezioni-
sti
di
francobolli
»
.
[21]
In
verità
,
sembrano
di
molto
preferibili
(
almeno
a
me
)
quei
fisici
che
,
come
il
nostro
Toraldo
di
Francia
,
sottolineano
nella
fisica
l’
enorme
capacità
di
definire
condizioni
e
limiti
di
validità
delle
teorie
elaborate
.
[22]
Una
scienza
eccelle
non
smerciando
certezze
ma
circostanziando
dubbi
.
[23]
VOCABOLARIO
[24]
Etnopoetica
.
[25]
La
rivalutazione
delle
tradizioni
narrative
e
poetichee
orali
di
popolazioni
indigene
del
Pacifico
e
delle
Americhe
,
avviata
negli
Usa
dal
primo
Novecento
,
matura
negli
anni
Sessanta
e
dall’
antropologia
passa
nella
stessa
letteratura
creativa
.
[26]
Nel
1970
appare
il
primo
numero
di
una
rivista
“
Alcherin-
ga/Ethnopoetics
”
che
da
voce
a
quello
che
è
ormai
un
vero
movimento
.
[27]
Con
etnopoetica
ci
si
riferisce
in
generale
a
una
letteratura
che
si
rifaccia
a
tradizioni
orali
.
[28]
Così
si
intitola
un
libro
di
Fedora
Giordano
appena
pubblicato
da
Bulzoni
(
Roma
)
.
[29]
USIEABUSI
[30]
Onomafobia
.
[31]
La
"
Bibliophobia
”
,
fu
pubblicata
anonima
nel
1832
a
Londra
.
Roberto
Palazzi
,
bibliofilo
è
bibliologo
romano
,
introducendone
la
preziosa
traduzione
(
Pierre
Marteau
Editore
,
Roma
1989
)
,
ci
dice
che
autore
fu
il
papà
di
Disraeli
,
Isaac
D’
Israeli
.
Che
,
dice
Palazzi
,
soffriva
di
onomafobia
”
.
Una
parola
macedonia
come
onomanzia
non
toglie
che
nei
composti
di
norma
si
debba
adoperare
onomato
-
,
non
onoma-
:
meglio
diremmo
dunque
onomatofobia
.
[32]
Molti
limiti
e
tanto
analfabetismo
[33]
Il
18
aprile
l’
Istituto
per
le
relazioni
pubbliche
ha
organizzato
a
Roma
,
con
la
Ferpi
(
Federazione
delle
relazioni
pubbliche
italiane
)
e
altri
enti
e
imprese
(
Enel
,
Esso
,
Iri
)
,
un
incontro
di
Studio
sulla
comunicazione
in
Italia
tra
il
1945
e
il
1960
.
[34]
Si
comunicava
,
e
come
e
a
chi
,
nell’
Italia
del
1945-60
?
[35]
Sì
,
evidentemente
.
[36]
Ma
con
limiti
d’
ogni
tipo
che
già
erano
stati
additati
nei
lavori
preparatori
del
convegno
.
[37]
Fece
scandalo
,
nel
1959
,
uno
scritto
di
Enzo
Forcella
intitolato
:
“
1500
lettori
:
confessioni
di
un
giornalista
politico
”
.
[38]
Eppure
quella
era
la
reale
situazione
,
e
non
solo
per
responsabilita
dei
notisti
.
[39]
Si
sfoglino
gli
annuarii
statistici
(
libri
piu
sconosciuti
dei
Vangeli
tra
noi
)
:
gli
adulti
con
più
che
licenza
media
erano
due
milioni
,
13
milioni
avevano
solo
la
licenza
elementare
,
25
milioni
(
il
60
per
cento
)
non
aveva
nessun
tilo-
lo
scolastico
.
[40]
Forse
Forcella
era
ottimista
.
[41]
Non
solo
oggi
sono
migliori
le
tecniche
,
ma
è
certo
cresciuta
la
capacità
collettiva
di
orientarsi
nella
comunicazione
.
[42]
AGENDA
[43]
Da
Roma
il
professor
Gozzer
scrive
per
notizie
e
dubbi
su
vari
punti
.
[44]
Un
buon
dizionario
etimologico
latino
,
ma
anche
uno
italiano
,
come
il
Cortellazzo-Zolli
della
Zanichelli
,
aiuta
a
vedere
che
testa
“
coccio
,
guscio
”
e
,
poi
,
“
capo
”
,
non
ha
a
che
fare
con
testis
“
il
terzo
,
il
testimone
”
e
testamentum
“
attestazione
”
,
ne
questi
con
textus
“
tessuto
,
trama
,
testo
”
.
[45]
Quanto
al
doppio
significato
di
testis
,
“
testimone
”
e
“
testicolo
”
,
esisteva
già
in
greco
,
e
allude
alla
funzione
sia
di
testimoni
poco
operosi
sia
di
manifesta
prova
di
virilità
.
[46]
Il
Congresso
della
Società
di
Linguistica
Italiana
del
1990
si
svolgerà
a
Milano
e
avrà
per
tema
i
rapporti
tra
stilistica
e
linguistica
pragmatica
.
Text view
•
Paragraph view