Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Ludwig, ti siamo tuti debitori!
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
26
novembre
1989
more header data
[1]
Si
discute
a
Roma
di
Ludwig
Wittgenstein
,
in
un
grande
convegno
promosso
dall’
università
della
Sapienza
nelle
sale
del
Consiglio
nazionale
delle
Ricerche
.
[2]
All’
origine
del
convegno
è
la
tenace
e
intelligente
attività
organizzativa
di
Rosaria
Egidi
,
una
delle
più
attente
studiose
di
temi
wittgensteiniani
fin
dai
primi
anni
Cinquanta
,
quando
ancora
di
Wittgenstein
non
si
parlava
molto
.
[3]
Idee
e
opere
di
Wittgenstein
sono
un
“
campo
di
battaglia
”
cui
in
molti
hanno
(
vorrei
osare
dire
:
abbiamo
)
attinto
,
in
ambiti
disciplinari
anche
lontani
,
su
vie
talora
divergenti
,
speso
contrastanti
.
[4]
Siamo
ben
lontani
dal
poter
supporre
che
tutto
sia
stato
detto
su
questa
sorprendente
e
multiforme
personalità
del
nostro
secolo
.
[5]
E
,
per
quanto
vasta
sia
stata
l’
eco
delle
sue
tesi
,
dalla
matematica
alla
scienza
del
diritto
,
dalla
linguistica
e
dall’
estetica
,
si
ha
l’
impressione
che
i
debiti
verso
Wittgenstein
siano
e
,
soprattutto
,
possano
diventare
ancora
più
grandi
nei
prossimi
decenni
.
[6]
Soltanto
una
parte
della
contemporanea
teoria
del
linguaggio
ha
messo
a
frutto
una
parte
del
capitale
di
idee
raccolto
negli
scritti
di
Wittgenstein
.
[7]
Le
barriere
disciplinari
e
nazionali
non
giocano
a
favore
.
[8]
Un
bel
saggio
di
Francisco
Varela
,
un
cileno
che
ha
insegnato
all’
università
di
New
York
,
di
Berkeley
,
di
Francoforte
,
di
Parigi
,
e
che
si
occupa
di
“
scienza
e
tecnologia
della
cognizione
”
(
Hopefulmonster
,
Firenze
)
,
ripropone
l’
idea
della
cognizione
(
e
del
linguaggio
)
come
pratica
attiva
(
e
non
mera
rappresentazione
)
e
mostra
che
si
possa
essere
“
naturaliter
”
wittgenstaniani
,
senza
saperlo
.
[9]
IPSE
DIXIT
[10]
«
I
termini
del
dibattito
vanno
spostati
più
avanti
perché
la
sfida
è
più
alta
»
:
così
dice
il
compagno
Ugo
Unipol
Bazzoni
.
[11]
Non
possediamo
una
sua
fotografia
sicura
,
sappiamo
che
era
,
è
«
un
bell’
uomo
,
alto
ed
elegante
»
.
[12]
Abbiamo
invece
una
fotografia
di
Michele
Serra
che
nei
suoi
nuovi
racconti
(
“
Il
nuovo
che
avanza
”
,
Feltrinelli
)
si
incarica
di
presentarcelo
e
di
illustrarne
così
il
parlare
:
«
Unipol
…
denunciava
con
fermezza
“
i
gravi
ritardi
”
del
movimento
democratico
.
Mentre
il
dibattito
si
spostava
in
avanti
,
ci
pareva
improba
,
la
lotta
perduta
per
sempre
.
Cercavo
di
fare
mente
locale
,
magari
per
individuare
il
momento
esatto
nel
quale
il
ritardo
aveva
iniziato
ad
accumularsi
e
la
sfida
a
seminarci
come
maratoneti
inciucchiti
.
Se
mai
avessi
avut
la
fortuna
di
capirlo
,
provvedeva
Unipol
a
mettermi
in
un
ulteriore
affanno
materializzando
all’
orizzonte
un
ulteriore
impiccio
:
il
nuovo
che
avanza
.
Quando
un
dirigente
parlava
del
nuovo
che
avanza
,
nella
mia
mente
già
in
angoscioso
affanno
subentrava
uno
stato
di
panico
…
»
.
[13]
Che
mai
sia
“
il
nuovo
che
avanza
”
lo
dicono
,
in
modo
drammatico
,
anche
se
sempre
ironico
e
accattivante
,
gli
altri
racconti
.
[14]
Ma
qui
volevamo
sottolineare
che
Serra
conferma
la
sua
felice
capacità
di
catturatore
in
anteprima
di
quelli
che
solo
molto
tempo
dopo
altri
avvertono
come
intollerabili
luoghi
comuni
.
[15]
VOCABOLARIO
[16]
Pay
tv
.
[17]
Secondo
le
indagini
di
mercato
esisterebbero
in
Italia
circa
cinque
milioni
di
persone
disposte
a
pagare
un
canone
mensile
di
trentamila
lire
per
assicurarsi
via
cavo
la
trasmissione
di
film
in
prima
visione
,
spettacoli
di
qualità
,
informazione
non
banale
e
non
lottizzata
.
[18]
Con
queste
valutazioni
e
speranze
vien
avanti
l’
espressione
,
nuova
per
i
nostri
vocabolari
,
pay
tv
o
pay
television
:
dove
pay
è
l’
aggettivo
deverbale
inglese
,
già
ben
consolidato
in
altre
locuzioni
di
quella
lingua
,
significante
“
a
pagamento
”
(
e
da
scrivere
senza
trattino
)
.
[19]
USI
E
ABUSI
[20]
Noventariato
.
[21]
Dagli
anni
Settanta
modernariato
,
sul
modello
dell’
usuale
antiquariato
ha
designato
il
commercio
di
mobili
e
oggetti
degli
anni
Cinquanta
e
Sessanta
(
così
Quaranta
,
Vassalli
,
Garzanti
;
non
Zingarelli
che
ha
riluttato
a
registrare
la
parola
)
.
[22]
Ora
un
fedele
e
illustre
lettore
segnala
un
meno
ben
formato
noventariato
per
l’
antiquariato
dei
mobili
e
oggetti
stile
Novecento
dei
vent’
anni
anteriori
.
[23]
In
favore
del
plurilinguismo
[24]
Come
altra
volta
abbiamo
ricordato
,
meno
d’
un
terzo
della
popolazione
italiana
dichiara
d’
avere
una
qualche
conoscenza
d’
una
lingua
straniera
.
[25]
La
scuola
,
che
sulla
carta
assicura
un
contatto
con
lingue
straniere
a
più
del
novanta
per
cento
della
popolazione
giovane
,
non
sembra
dunque
svolgere
in
modo
adeguato
il
suo
compito
.
[26]
All’
origine
sta
la
mediocre
formazione
universitaria
dei
nostri
insegnanti
di
lingue
,
cioè
il
cattivo
assetto
della
nostra
università
in
questa
materia
.
[27]
Nei
corsi
di
laurea
che
si
dicono
“
di
lingue
”
il
giusto
e
sacro
amore
per
le
belle
lettere
vive
a
spese
della
cura
per
lo
studio
,
sia
pratico
sia
scientifico
,
delle
lingue
.
[28]
Da
diversi
anni
operano
nelle
nostre
università
lettori
di
madrelingua
straniera
col
compito
primario
di
insegnarla
.
[29]
Ora
i
lettori
chiedono
che
la
dimensione
propriamente
linguistica
dell’
insegnamento
universitario
si
rafforzi
e
articoli
.
[30]
Lo
chiesero
inutilmente
vent’
anni
fa
gli
studiosi
della
Società
di
linguistica
italiana
,
torna
a
chiederlo
un
linguista
autorevole
come
Raffaele
Simone
.
[31]
Speriamo
che
il
plurilinguismo
,
così
necessario
alle
società
moderne
,
e
curiosamente
inviso
ai
membri
(
dico
bene
?
)
del
nostro
establishment
,
riesca
ad
affermarsi
.
Text view
•
Paragraph view