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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Quando il dialetto fa il verso perfetto
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
24
dicembre
1989
more header data
[1]
Abbiamo
accennato
qui
tante
volte
alla
straordinaria
fioritura
di
grande
poesia
nei
dialetti
italiani
d’
oggi
.
[2]
A
torto
,
molti
non
l’
hanno
non
dirò
valutata
,
ma
anche
solo
registrata
.
[3]
Eppure
sarebbe
bastato
tener
d’
occhio
le
traduzioni
della
nostra
poesia
contemporanea
in
lingua
straniera
per
capire
che
la
linea
della
lirica
nei
dialetti
si
andava
arricchendo
di
elementi
di
novità
.
[4]
A
cominciare
dalle
molte
e
speso
eccezionali
traduzioni
in
francese
,
in
inglese
e
,
ora
,
anche
in
svedese
della
poesia
tursitana
di
Albino
Pierro
.
[5]
I
riconoscimenti
ora
si
vanno
moltiplicando
e
a
quelli
di
studiosi
più
giovani
,
come
Mengaldo
o
Bellosi
o
Moretti
(
che
è
,
però
,
parte
in
causa
)
o
Brevini
,
si
affianca
adesso
una
notevole
pagina
di
un
decano
della
nostra
critica
,
Giacinto
Spagnoletti
,
che
nel
bimestrale
di
letteratura
“
Lunario
nuovo
”
,
apre
un
analitico
saggio
sul
“
balzo
della
poesia
dialettale
”
,
con
queste
affermazioni
:
[6]
«
Non
è
mera
ipotesi
che
la
nostra
poesia
acquisti
una
nuova
prospettiva
non
solo
sulla
linea
espressiva
della
lingua
,
ma
anche
su
quella
del
dialetto
(
dei
vari
dialetti
)
.
I
risultati
ottenuti
,
che
s’
accrescono
di
stagione
in
stagione
,
non
servono
più
come
un
tempo
ai
vari
parlanti
sparsi
in
ogni
regione
italiana
gelosi
delle
proprie
radici
linguistiche
,
ma
alla
poesia
medesima
,
al
suo
farsi
e
rinnovarsi
.
Il
dialetto
non
“
scorta
”
più
la
poesia
in
lingua
,
attardandosi
su
posizioni
care
alla
lirica
pura
e
a
quella
ermetica
;
al
contrario
si
pone
come
avanguardia
espressiva
»
.
[7]
IPSE
DIXIT
[8]
C’
è
stato
chi
nei
primi
anni
Settanta
pensava
all’
Unione
Sovietica
come
a
una
terra
popolata
da
morti
e
da
burocrati
poliziotti
.
[9]
Eppure
nella
sventurata
grande
potenza
le
scuole
e
le
università
continuavano
a
insegnare
a
masse
immense
cose
ben
lontane
dalle
stupidaggini
del
materialismo
di
Stato
.
[10]
E
la
gente
imparava
ad
amare
scienza
,
arte
,
poesia
su
scale
di
massa
sconosciute
a
molta
parte
del
felice
Occidente
.
[11]
Junna
Moric
ha
vissuto
,
come
tanti
altri
,
in
quel
gelo
.
[12]
E
la
sua
voce
poetica
(
“
Immagine
di
un
suono
”
,
poesie
tradotte
con
testo
russo
a
fronte
da
Giovanna
Musumeci
,
Prova
d’
Autore
,
Catania
1989
)
risuona
anche
come
una
testimonianza
.
[13]
Scriveva
nel
1980
:
«
Ho
vissuto
la
guerra
sotto
terra
,
/
là
dove
prima
conservavano
i
gelati
.
/
Con
la
mia
famiglia
riscaldai
quella
terra
,
/
occupando
il
posto
a
noi
concesso
.
/
Amammo
quello
scantinato
,
/
vi
costruimmo
una
stufa
di
mattoni
.
/
(
…
)
…
Amammo
quel
sarcofago
.
/
Lasciandolo
sorridemmo
tra
le
lacrimeHoHH
»
.
[14]
Della
sua
orgogliosa
solitudine
,
lontana
dai
circoli
ufficiali
,
scrive
nel
1987
:
«
Se
a
vent’
anni
avessi
saputo
quante
disgrazie
avrei
sofferto
,
/
che
tanti
beni
avrei
perso
,
/
avrei
innalzato
bandiera
bianca
.
/
Repentina
avrei
cambiato
strada
/
avrei
mutato
mezzi
e
scopo
.
/
Ma
sono
finita
troppo
lontano
.
/
Non
posso
,
fratelli
,
darmi
per
vinta
.
/
Rimane
solo
essere
me
stessa
»
.
[15]
VOCABOLARIO
[16]
Biocompatibile
.
[17]
Nel
n
.
[18]
5
di
“
Ricerca
scientifica
e
tecnologica
”
l’
articolo
di
apertura
è
dedicato
ai
“
materiali
innovativi
avanzati
”
,
di
cui
in
Italia
si
occupano
soprattutto
,
a
quanto
pare
,
Cnr
ed
Enea
.
[19]
Nell’
articolo
appare
l’
aggettivo
biocompatibile
,
detto
dei
materiali
«
utilizzati
dall’
organismo
fino
a
situazioni
estreme
di
sostituzione
totale
di
organi
»
.
[20]
L’
aggettivo
manca
nei
vocabolari
.
[21]
Soltanto
il
“
Vocabolario
della
lingua
italiana
”
diretto
da
Duro
registrato
il
derivato
astratto
,
biocompatibilità
,
ma
non
l’
aggettivo
base
.
[22]
USI
E
ABUSI
[23]
Corvo
.
[24]
Una
puntuale
nota
di
Salvatore
Claudio
Sgroi
(
“
La
Sicilia
”
,
18
novembre
)
ci
dice
che
il
primo
articolo
in
cui
si
sia
parlato
dell’
anonimo
autore
di
lettere
sulla
Procura
di
Palermo
e
lo
si
sia
chiamato
“
il
Corvo
”
è
apparso
nella
“
Repubblica
”
del
19
luglio
.
[25]
Sgroi
suppone
che
quest’
uso
di
corvo
ricalchi
il
francese
,
lingua
in
cui
dal
film
di
Henri-Georges
Clouzot
in
poi
(
1943
)
i
valori
spregiativi
attribuiti
al
nome
del
simpatico
uccello
si
sono
specializzati
in
“
autore
di
lettere
anonime
”
.
[26]
La
Corsica
è
anche
Sardegna
[27]
Dodici
anni
fa
Armistizio
Matteo
Melillo
pubblicò
ella
serie
dei
“
Profili
dei
dialetti
italiani
”
diretta
da
Manlio
Cortelazzo
(
Pacini
editore
,
Pisa
)
,
un
pregevole
volumetto
sulle
parlate
della
Corsica
.
[28]
Ora
,
con
ampio
impegno
storico-linguistico
,
torna
sul
tema
Pascal
Marchetti
,
col
volume
“
Corsophonie
.
Un
idiome
à
la
mer
”
(
Editions
Albatros
,
21
rue
Cassette
,
Paris
VI
)
.
[29]
Le
parlate
corse
,
di
documentazione
scritta
relativamente
recente
,
sembrano
risultare
dalla
toscanizzazione
medievale
di
un
fondo
linguistico
inizialmente
affine
alle
parlate
della
Sardegna
settentrionale
.
[30]
Lasciate
in
ombra
a
lungo
dagli
studi
dialettologici
,
sono
state
oggetto
di
accurate
indagini
di
studiosi
tedeschi
e
italiani
,
questi
mossi
nel
periodo
fascista
da
interesse
dialettologico
e
sociolinguistico
.
,
rinvigorito
anche
dal
rinascente
senso
di
autonomia
dell’
Isola
e
della
sua
cultura
.
[31]
Marchetti
sa
di
scrivere
in
un
delicato
momento
di
crisi
,
forse
anche
di
crescenza
e
rinnovata
affermazione
,
della
“
lingua
corsa
”
.
[32]
E
di
questa
dà
con
cautela
i
tratti
storici
e
sincronici
,
standard
e
subregionali
prestando
attenzione
ai
quadri
storico-politici
dei
fenomeni
.
Text view
•
Paragraph view