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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Patrie lettere troppo italiane
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
23
luglio
1989
more header data
[1]
In
tempi
non
sospetti
,
in
questa
colonnina
avevamo
parlato
di
afganismo
.
[2]
Col
termine
gli
americani
bollano
nel
loro
giornalismo
il
malvezzo
di
preoccuparsi
assai
di
quel
che
avviene
tra
gli
afgani
e
pochino
pochino
delle
stesse
cose
,
se
avvengono
alla
porta
di
casa
.
[3]
Di
etnie
“
strane
”
la
nostra
stampa
parla
solo
in
funzione
di
rudimentale
anticomunismo
,
per
afganismo
.
[4]
Per
la
pluralità
etnicolinguistica
del
mondo
c’
è
poco
reale
interesse
.
[5]
In
ciò
si
riflette
una
più
generale
sordità
della
nostra
cultura
intellettuale
,
dominata
da
professori
di
letteratura
italiana
poco
esperti
di
lingue
e
culture
diverse
da
quella
nostra
ufficiale
e
da
storici
che
hanno
assai
poco
in
simpatia
sia
il
tema
della
nazionalità
(
come
ha
rilevato
Silvio
Lanaro
)
sia
le
incursioni
nelle
storie
politico-sociali
di
altri
paesi
.
[6]
Se
si
aggiunge
che
discipline
come
l’
etnologia
,
l’
antropologia
e
la
linguistica
sono
non
robuste
nell’
accademia
,
si
ottiene
il
quadro
d’
una
tradizione
culturale
in
cui
l’
autocontemplazione
fa
largamente
premio
sulla
curiosità
,
l’
interesse
,
lo
studio
per
altre
culture
e
paesi
.
[7]
Nessuno
stupore
quindi
se
nelle
patrie
lettere
l’
ambiente
è
dominantemente
italiano
,
se
,
con
assai
poche
eccezioni
(
Calvino
,
Tabucchi
)
,
di
terre
altre
e
lontane
non
c’
è
traccia
,
Salgari
o
“
Fiammiferino
”
a
parte
.
[8]
Non
fosse
altro
che
per
quest’
aspetto
,
per
avere
tessuto
una
storia
intrecciante
diverse
vite
e
culture
nel
dirompente
mondo
mediorientale
,
meritano
attenzione
e
onore
le
pagine
di
Pietro
Buttitta
,
“
Terra
di
nessuno
”
(
Scheiwiller
,
Milano
1989
)
.
[9]
IPSE
DIXIT
[10]
Si
è
tenuto
a
Barcellona
un
congresso
sulla
diversità
delle
culture
.
[11]
Jorge
Amado
vi
ha
parlato
del
suo
rapporto
profondo
con
la
gente
e
le
tradizioni
religiose
di
Bahia
,
in
mezzo
a
cui
vive
,
di
cui
sente
il
valore
,
pur
professandosi
ateo
e
materialista
.
[12]
E
ha
detto
:
«
Quel
che
lo
scrittore
sa
,
l’
apprende
nella
sua
vita
con
il
popolo
»
.
[13]
Questa
sua
consapevolezza
è
,
secondo
lo
stesso
Amado
,
«
una
scelta
politica
»
.
[14]
È
anche
un
commentatore
del
convegno
ha
voluto
ricordare
che
,
in
effetti
,
Amado
è
stato
un
attivo
militante
comunista
.
[15]
Ma
davvero
è
necessario
essere
comunisti
per
capire
che
nessuno
scrittore
di
qualità
vive
separato
dalla
sua
tradizione
,
dalla
memoria
della
sua
gente
?
[16]
Non
era
comunista
Croce
che
più
volte
ha
scritto
mirabilmente
della
continuità
e
coralità
della
grande
poesia
.
[17]
E
non
era
comunista
Goethe
che
in
una
conversazione
disse
:
«
Le
mie
opere
sono
nutrite
da
migliaia
di
individui
diversi
.
Ho
raccolto
messi
che
altri
hanno
seminato
.
La
mia
è
l’
opera
d’
un
essere
collettivo
che
porta
il
nome
di
Goethe
»
.
[18]
Sempre
ogni
opera
significativa
ripiglia
da
altre
il
suo
canto
.
[19]
E
dell’
isolamento
in
cui
il
creatore
può
pure
vivere
in
mezzo
ai
contemporanei
deve
dirsi
che
,
come
per
Pessoa
,
è
«
una
affollata
solitudine
»
.
[20]
Le
scelte
politiche
,
se
intelligenti
e
civili
,
valorizzano
,
ma
non
pongono
in
essere
questa
realtà
.
[21]
VOCABOLARIO
[22]
Risolmatura
.
[23]
L’
appello
lanciato
con
l’
aiuto
di
Marco
Trimani
(
25
giugno
1989
)
ha
avuto
una
risposta
.
[24]
Scrive
da
Acireale
il
professor
Francesco
Pavone
:
«
La
“
risolmatura
”
è
la
“
ricolmatura
”
che
rimpiazza
la
piccola
quantità
di
vino
,
venuta
a
mancare
a
seguito
del
“
piccolo
assaggio
”
,
mediante
uno
strato
di
vino
d’
annata
che
assume
lo
spessore
e
la
forma
della
suola
la
quale
,
nella
scarpa
,
sostituisce
la
consumata
mediante
la
“
risolatura
”
»
.
[25]
Abbiamo
dunque
ancora
una
volta
un
parola
porte-manteau
.
[26]
Tuttavia
,
l’
asse
Montalcino-Acireale
è
ancora
un
po’
esile
per
scuotere
la
pigrizia
(
e
cautela
)
dei
nostri
lessicografi
:
c’
è
qualche
altro
lettore
che
usa
la
nostra
parola
?
[27]
Può
darcene
notizia
?
[28]
USI
E
ABUSI
[29]
Cartellinare
.
[30]
Claudio
Cuba
,
da
Peseggia
di
Scorzé
,
segnala
che
“
Repubblica
”
(
del
22
giugno
)
dice
che
«
il
Brunico
ha
cartellinato
Glazczov
»
.
[31]
Il
lettore
ha
le
sue
ragioni
nel
segnalarci
come
“
nuova
”
la
parola
:
nemmeno
dizionarioni
poderosi
la
registrano
nel
senso
nuovo
.
[32]
Ma
uno
sì
:
l’
ottima
undicesima
edizione
dello
Zingarelli
.
[33]
Non
è
proprio
il
caso
di
indignarsi
[34]
Scrive
Nico
Valerio
di
Roma
:
«
Seguo
la
rubrica
.
Confesso
che
vi
cerco
ogni
volta
una
improbabile
(
conoscendo
qualche
suo
scritto
)
condanna
di
questo
o
quel
neologismo
pernicioso
o
pubblicitario
.
Ma
invano
.
Eppure
,
come
autore
di
manuali
Mondadori
,
faccio
di
tutto
per
sfrondare
il
mio
discorso
(
tranne
un
mondano
“
vacanziere
”
sfuggito
alla
mia
censura
)
dei
termini
effimeri
creati
da
questo
o
quel
pubblicitario
.
Faccio
bene
o
no
?
So
già
quale
sarà
la
sua
risposta
,
forse
troppo
scanzonata
e
ottimista
.
E
allora
offrirò
al
crudele
Moloch
un
ultimo
boccone
pregiato
.
La
vittima
è
questa
volta
il
Tour
Operator
Intersaga
,
che
dalla
pubblicità
si
fa
paladino
di
un
nuovo
modo
di
“
vacanzare
”
.
Sì
,
lo
so
,
perché
il
verbo
“
vacanzare
”
dovrebbe
essere
più
scandaloso
del
sostantivo
“
vacanziere
”
?
Ha
ragione
:
non
posso
scagliare
la
prima
pietra
.
Però
mi
dichiaro
un
pentito
del
neologismo
giornalistico-pubblicitario
.
Ho
messo
la
testa
a
posto
.
E
anche
Lei
,
scusi
,
che
bisogno
aveva
di
intitolare
“
Il
Paroliere
”
la
rubrica
?
»
.
[35]
Ecco
le
risposte
:
1
)
Il
nome
della
rubrica
,
che
è
quello
d’
un
giochino
per
bambini
,
è
stato
scelto
(
non
da
me
)
per
dire
che
ci
si
occupava
qui
di
parole
con
qualche
levità
;
2
)
Fa
bene
nei
manuali
a
esprimersi
evitando
parole
troppo
nuove
o
fuor
del
comune
;
altra
cosa
,
ovviamente
,
se
scrivesse
memorie
nelle
“
Kantstudien
”
o
in
“
Lancet
”
:
ma
qui
,
dove
potrebbe
farlo
,
imparerebbe
anche
lo
scrupolo
di
usare
parole
nuove
solo
secondo
necessità
.
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