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Belle pagine dagli zingari

Language columnIl paroliere
AuthorTullio De Mauro
Date 21 gennaio 1990
NewspaperL’Espresso
Publication placeRoma
Publication countryItalia
Page116
Column-


[1]
Fra le molte remore che hanno ostacolato in Italia il cammino dei disegni di legge sulle minoranze etnico-linguistiche c’è anche la diffidenza verso gli zingari.
[2]
Fra le tredici minoranze di antico insediamento presenti oggi in Italia ci sono alcune decine di migliaia di zingari, sia ormai sedentari sia ancora nomadi o seminomadi.
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Non amati dalle burocrazie statali, incontrano talvolta ostilità anche fra rappresentanti di altri gruppi minoritari.
[4]
Soltanto le Chiese, e in specie la cattolica, paiono avere cura e sollecitudine per loro e per il loro stato.
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In complesso, non sembra dubbio che essi siano la più diseredata e spregiata fra le minoranze.
[6]
Per un paradosso tipico della nostra cultura, la più diseredata delle minoranze ha quella che, senza offesa per nessuno, è forse la più bella rivista dedicata a un gruppo minoritario.
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È la rivista Lacio Drom (cioè Buon cammino) edita dal Centro di studi Zingari, via dei Barbieri 22, 00168 Roma.
[8]
Essa si regge sul contributo di circa duemila abbonati dal punto di vista finanziario (l’abbonamento costa 17mila e 500 lire e si può versare sul ccp 46977005 intestato a Lacio Drom Centro studi Zingari).
[9]
Nella sostanza si regge per l’opera intelligente e appassionata della direttrice, Mirella Karpati, e di monsignor Bruno Nicolini, che hanno fatto della rivista un punto attivo di incontro fra studiosi stranieri e italiani e gli zingari stessi.
[10]
Oggi la rivista compie 25 anni e dedica il suo sesto fascicolo, 1989, a un prezioso indice degli studi, documenti, interventi e cronache pubblicati in un quarto di secolo.
[11]
IPSE DIXIT
[12]
Le decisioni prese da diversi partiti dell’Est di cambiare il loro nome e le discussioni dei comunisti italiani su questo stesso tema, hanno riproposto su grande scala antiche questioni.
[13]
Basta cambiare nome per essere o farsi diversi?
[14]
Il vecchio Chi l’ha detto di Fumagalli (editore Hoepli) è sempre prezioso per rivestire di citazioni autorevoli le diverse risposte in tenzone.
[15]
Nel comunicare, lo dice la parola stessa, vince quell’equilibrio di forze diverse, di diversi bisogni che riesca a farsi comune.
[16]
E questo accadimento è frutto del maturare di convergenze tra innumerevoli scelte e intendimenti individuabili.
[17]
Delibere, scelte e comportamenti d’una sola fonte, per quanto autorevole, non bastano se non trovano consenso nell’uso comune.
[18]
In questo senso (ma solo in questo senso) è giusto ripetere il detto Caesar non supra grammaticos, cesare non vince i grammatici, con l’avvertenza che grammatici siamo tutti e tutti insieme.
[19]
Come ricorda Gaio Svetonio Tranquillo, anche il potente Tiberio, una volta che aveva usato un grecismo in latino, si sentì dire da un grammatico: tu, Cesare, puoi dare cittadinanza alle persone, non a una parola, Tu Caesar civitatem dare potes hominibus, verbo non potes.
[20]
Ma, poi, i grecismi invasero il latino.
[21]
VOCABOLARIO
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Fotolografo.
[23]
L’olografia (la parola è registrata nei vocabolari italiani nella nuova accezione dal 1970) sta diventando una tecnica diffusa.
[24]
Nasce una nuova professione: quella del fotolografo, cioè dell’esperto nella riproduzione tridimensionale di oggetti a mezzo del laser.
[25]
La parola, con altri neologismi professionali, è reperibile nell’articolo Professione matricola di Roberto Di Caro L’Espresso, 1 ottobre 1989).
[26]
Non c’è traccia, per ora, dei potenziali ovvi derivati.
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USI E ABUSI
[28]
Grand Attractor.
[29]
Abbiamo qui a due riprese segnalato l’espressione inglese Great Attractor e il suo claco italiano Grande Attratore per denotare il punto di convergenza di movimenti a scala cosmica dei moti di una parte delle galassie a noi note.
[30]
Dalla stampa di alta divulgazione le espressioni sono ora passate in quella quotidiana, condite di varie imprecisioni e dell’enfasi con cui il nostro giornalismo accompagna spesso le notizie astronomiche.
[31]
Qualche giornale (Il Messaggero, 13 gennaio) anche la forma Grand Attractor: uso o abuso?
[32]
Discutendo di vita e di scuola
[33]
Dal 22 al 25 febbraio, all’Ergife Hotel Palace di Roma la Nuova Italia di Firenze organizza un altro dei suoi grandi incontri nazionali sulla scuola.
[34]
Il tema cui il convegno si intitola è una scuola per tutta la vita: nella seduta di apertura, presieduta da Natalino Sapegno, sarà tratteggiato nei suoi profili essenziali da Sergio Piccioni, Carlo Bernardini e Benedetto Vertecchi.
[35]
Il 23 e il 24 in sedute parallele un fitto seguito di relazioni tratterà dei saperi, del curricolo per tutta la vita, della scuola.
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Il 25 le conclusioni delle varie sezioni e la relazione finale di Aldo Visalberghi su tradizione e innovazione nell’impresa educativa.
[37]
Numerose relazioni riguarderanno questioni anche linguistiche: di Pietro Ingrao, su società multietnica e formazione culturale, di Antonio Thiery, su linguaggi della didattica, di Raffaele Simone, su scambiarsi, accrescere e ricordare le conoscenze.
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Il coordinamento organizzativo è curato da Dina Talocci, presso la Nuova Italia di Roma.
[39]
La partecipazione al convegno è gratuita.
[40]
Il Gabinetto del ministro dell’Istruzione ha promanato una circolare che concede l’esonero dall’insegnamento al personale docente della scuola che partecipi al convegno.

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