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Maarten Janssen, 2014-
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Quando l’università diventa corporazione
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
18
giugno
1989
more header data
[1]
Un
gruppo
di
studiosi
di
vario
orientamento
e
notevole
valore
ha
diffuso
un
appello
per
costituire
un’
associazione
a
tutela
dello
sviluppo
delle
nostre
istituzioni
universitarie
e
di
ricerca
(
ne
parliamo
,
scherzosamente
,
ma
non
troppo
,
in
altra
parte
della
pagina
)
.
[2]
Nell’
appello
c’
è
una
domanda
:
come
mai
dopo
il
decreto
382
del
1980
nessuno
più
ha
discusso
questioni
di
fondo
dell’
assetto
dei
nostri
studi
superiori
?
[3]
Eppure
,
si
osserva
nell’
appello
,
il
382
rinviava
a
leggi
di
riorganizzazione
complessiva
degli
studi
:
nessuno
(
per
la
verità
:
quasi
nessuno
)
le
ha
chieste
e
ne
ha
discusso
.
[4]
Naturalmente
,
una
parte
della
disattenzione
generale
per
gli
studi
superiori
andrà
ricondotta
alle
colpe
del
destino
cinico
e
baro
e
alla
comune
incuria
nazionale
per
le
istituzioni
formative
e
di
cultura
(
musei
,
biblioteche
,
scuola
)
.
[5]
Ma
una
parte
dipende
anche
dal
blocco
di
fatto
del
reclutamento
di
forze
giovani
che
il
382
ha
favorito
,
consentendo
l’
arruolamento
d’
ogni
transitante
nell’
università
durante
gli
anni
Settanta
,
e
soprattutto
dipende
dall’
assetto
microcorporativo
e
aleatorio
dei
meccanismi
di
selezione
dell’
accesso
agli
insegnamenti
:
entrambe
le
condizioni
hanno
reso
inutile
anzi
pericoloso
,
agli
occhi
di
molti
,
sollevare
questioni
di
portata
generale
.
[6]
Meglio
non
rompere
le
scatole
alla
microcorporazione
,
tenersi
buoni
tutti
.
[7]
Ecco
perché
è
rischioso
mettere
in
discussione
,
come
altri
aspetti
di
portata
generale
,
così
livelli
e
modi
della
formazione
in
materia
linguistica
nelle
nostre
università
.
[8]
Ma
le
sollecitazioni
sono
tante
che
,
sprezzando
il
pericolo
,
affronteremo
qui
questo
rischio
.
[9]
IPSE
DIXIT
[10]
Lo
sviluppo
delle
scienze
cognitive
non
è
ancora
riuscito
a
intaccare
la
comune
idea
della
mente
o
,
più
banalmente
,
del
cervello
umano
.
[11]
Ci
si
pensa
come
se
si
trattasse
d’
una
scatola
di
spazio
limitato
in
cui
,
se
entra
qualcosa
,
qualcos’
altro
deve
uscirne
.
[12]
E
si
sottovalutano
le
possibilità
d’
espansione
dell’
intelligenza
della
specie
umana
.
[13]
Non
è
passato
molto
tempo
da
quando
riviste
anche
snob
pubblicavano
articoli
sulla
morte
della
civiltà
della
parola
e
della
scrittura
,
a
causa
del
sopravvenire
della
malvagia
e
semplificante
civiltà
dell’
immagine
e
della
comunicazione
automatica
,
informatizzata
.
[14]
Ogni
nuova
tecnica
è
stata
salutata
da
lai
per
la
morte
delle
antiche
:
invece
la
stampa
ha
rafforzato
le
potenzialità
della
scrittura
,
questa
quella
del
parlare
,
e
il
linguaggio
verbale
(
come
spiega
bene
Emilio
Garroni
)
ha
esaltato
e
fonda
le
potenzialità
della
comunicazione
non
verbale
.
[15]
Come
attesta
Henri
Labot
,
biologo
e
medico
,
l’
avvento
delle
nuove
tecniche
di
comunicazione
a
distanza
,
per
immagini
e
per
via
automatizzata
,
ha
tutt’
altro
che
cancellato
le
tecniche
antiche
.
[16]
Anzi
:
«
A
giudicare
dal
numero
di
manoscritti
che
ricevo
ogni
settimana
,
i
nostri
contemporanei
trovano
nella
scrittura
un
mezzo
per
agire
,
un
modo
per
fare
qualcosa
che
,
secondo
loro
,
è
in
grado
di
influenzare
gli
altri
»
(
“
Dio
non
gioca
a
dadi
”
,
Eleuthera
,
Milano
,
1989
)
.
[17]
VOCABOLARIO
[18]
Epr
.
[19]
Sigla
di
incerta
lettura
,
“
epir
”
,
“
epierre
”
e
,
secondo
alcuni
,
anche
,
come
in
un
singulto
,
“
epr
”
.
[20]
La
si
può
leggere
in
documenti
delle
OO
.
[21]
SS
.
[22]
(
nome
d’
arte
dei
sindacati
)
e
,
ora
,
anche
in
un
appello
giustamente
preoccupato
per
l’
avvenire
delle
università
e
della
ricerca
in
Italia
.
[23]
Tra
le
molte
chiare
proposte
dell’
appello
c’
è
anche
quella
,
che
a
taluni
può
risultar
non
perspicua
,
di
potenziare
gli
Epr
.
[24]
Si
tratta
degli
“
enti
pubblici
di
ricerca
”
.
[25]
Chiarito
questo
dubbio
,
l’
appello
,
per
il
resto
sennato
,
può
ben
essere
sottoscritto
.
[26]
USI
E
ABUSI
[27]
Questo
.
[28]
Un
grido
di
dolore
di
Francesco
Roccaforte
,
di
Roma
.
[29]
Lo
rilanciamo
:
«
Ho
ascoltato
tutta
la
sera
questi
intellettuali
che
polemizzavano
su
questa
moda
di
questi
salotti
di
queste
donne
in
carriera
.
Ma
anche
su
queste
televisioni
che
parlano
parlano
e
poi
fanno
questa
pubblicità
su
queste
feste
.
Quale
voto
nasconde
il
malvezzo
di
abusare
del
pronome
questo
?
»
.
[30]
Lo
stesso
vuoto
che
,
trent’
anni
fa
,
fece
dilagare
certo
come
incerto
epiteto
.
[31]
Per
fortuna
,
certi
abusi
non
hanno
vita
lunga
,
e
torna
il
tempo
degli
usi
appropriati
.
[32]
Difendiamo
il
diritto
alla
lingua
[33]
Un
signore
anonimo
scrive
una
lettera
ingiuriosa
per
una
noticina
apparsa
qui
il
19
marzo
scorso
.
[34]
Si
osservava
che
l’
onorevole
Pazzaglia
ha
proposto
poco
tempo
fa
una
legge
che
regola
la
forma
degli
atti
pubblici
,
relativi
a
cittadini
italiani
nati
nei
territori
un
tempo
italiani
ora
iugoslavi
,
e
che
questa
legge
è
stata
approvata
all’
unanimità
e
in
tempi
assai
rapidi
,
«
mentre
»
,
si
aggiungeva
nel
testo
,
«
continuano
a
languire
le
norme
di
legge
sulle
minoranze
»
.
[35]
Questa
frase
,
secondo
l’
anonimo
,
rivela
«
pregiudizi
politici
»
.
[36]
In
realtà
,
implicava
solo
alcune
inquiete
domande
.
[37]
Se
tanta
giusta
sollecitudine
ha
il
Parlamento
per
i
nostri
cittadini
nati
in
terre
oggi
Iugoslave
,
perché
non
ne
ha
punto
per
i
cittadini
nati
in
terra
italiana
e
d’
altra
lingua
?
[38]
Perché
il
nostro
Stato
,
pur
aderendo
a
organismi
internazionali
che
tutelano
,
tra
gli
altri
,
i
diritti
linguistici
,
non
fa
niente
in
materia
,
se
non
occasionalmente
e
parzialmente
?
[39]
C’
è
di
più
:
alle
centinaia
e
centinaia
di
migliaia
di
cittadini
italiani
d’
altra
lingua
,
si
sommano
oggi
altrettanti
lavoratori
stranieri
.
[40]
Ma
con
che
faccia
entriamo
in
Europa
senza
leggi
a
favore
e
tutela
di
questi
,
del
loro
diritto
e
di
apprendere
l’
italiano
e
di
parlare
le
loro
lingue
?
[41]
È
un
“
pregiudizio
politico
”
o
,
piuttosto
,
“
civile
”
chiedere
a
tutte
le
forze
politiche
di
onorare
due
articoli
della
nostra
Costituzione
e
imitare
gli
altri
Stati
della
Cee
,
la
Svezia
,
gli
Usa
,
l’
Australia
?
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