Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Un asse linguistico tra Milano e Roma
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
18
febbraio
1990
more header data
[1]
Chi
vive
a
Milano
inquinata
,
a
Roma
,
Napoli
,
Palermo
e
nelle
città
del
Sud
devastate
da
speculazione
,
camorra
e
incuria
può
dubitarne
,
ma
nel
complesso
è
vero
che
«
è
in
atto
una
decisa
riscoperta
della
centralità
dei
temi
e
delle
politiche
urbane
»
:
ce
lo
ricorda
l’
articolo
di
apertura
del
primo
numero
“
XXI
secolo
”
,
la
nuova
rivista
di
studi
e
ricerche
della
Fondazione
Giovanni
Agnelli
.
[2]
Il
fascicolo
è
tutto
dedicato
alle
“
nuove
gerarchie
”
delle
città
in
Europa
e
in
Italia
.
[3]
Qua
e
là
c’
è
qualche
traccia
di
superficialità
che
si
vorrebbe
non
vedere
,
come
quando
si
asserisce
che
«
la
tradizionale
immagine
dell’
Italia
come
paese
delle
cento
città
»
si
fonda
,
almeno
per
metà
,
su
«
rappresentazioni
culturali
di
matrice
localistica
»
.
[4]
L’
asserto
è
subito
bilanciato
dal
riconoscimento
di
radici
oggettive
dell’
immagine
.
[5]
Ma
la
superficialità
dell’
asserto
resta
.
[6]
Di
Tarascone
e
Eatanswille
è
pieno
ogni
paese
,
ma
se
si
guarda
con
occhi
più
che
nazionali
all’
Europa
si
vede
bene
che
(
come
ha
visto
Fernand
Braudel
)
solo
all’
Italia
e
,
in
minor
misura
,
alla
Germania
tocca
«
l’
insigne
debolezza
»
d’
essere
terra
delle
cento
città
.
[7]
Ma
il
resto
del
fascicolo
è
del
più
grande
interesse
.
[8]
L’
analisi
dei
flussi
comunicativi
tra
le
città
italiane
dà
base
alle
osservazioni
di
quegli
studiosi
dell’
Italia
linguistica
più
recente
secondo
i
quali
nel
persistente
coro
delle
molte
“
capitali
”
italiane
emerge
un
duopolio
,
un
asse
Milano-Roma
,
come
luoghi
di
convergenza
,
vaglio
,
rilancio
su
scala
nazionale
delle
novità
negli
usi
linguistici
.
[9]
IPSE
DIXIT
[10]
Gregory
Bateson
amava
cercare
e
rendere
evidente
ciò
che
chiamava
«
il
solitario
scheletro
della
verità
»
.
[11]
Come
altri
grandi
studiosi
della
mente
e
della
cultura
,
egli
ha
mostrato
che
spina
dorsale
di
questo
scheletro
è
il
ruolo
centrale
,
ineliminabile
della
parola
,
della
capacità
di
simbolo
e
metafora
nel
costruire
i
nostri
rapporti
con
il
mondo
.
[12]
Bateson
affida
a
Pablo
Picasso
un’
arguta
dimostrazione
sintetica
di
questa
sua
tesi
.
[13]
Egli
scrive
:
«
Si
racconta
che
Picasso
,
in
treno
,
fu
interpellato
da
uno
sconosciuto
che
gli
chiese
con
aria
di
sfida
:
“
Perché
non
dipinge
le
cose
così
come
sono
?
”
.
Picasso
rispose
mitemente
che
non
capiva
bene
il
senso
di
quella
domanda
.
Allora
lo
sconosciuto
estrasse
dal
portafogli
una
foto
della
moglie
.
“
Voglio
dire
questo
”
,
rispose
.
“
Ecco
,
mia
moglie
è
così
”
.
E
Picasso
,
con
un
colpetto
di
tosse
imbarazzato
:
“
È
piccolina
,
no
?
E
anche
un
po’
piatta
…
”
»
.
[14]
Nel
suo
libro
postumo
,
edito
da
Adelphi
(
“
Dove
gli
angeli
esitano
.
Verso
un’
epistemologia
del
sacro
”
)
.
[15]
Bateson
così
commenta
l’
aneddoto
e
la
tesi
:
«
Il
nome
non
è
mai
la
cosa
designata
,
la
mappa
non
è
mai
il
territorio
,
la
“
struttura
”
non
è
mai
“
vera
”
…
La
mappa
non
è
il
territorio
,
ma
talvolta
è
utile
discutere
in
che
modo
essa
differisce
dall’
ipotetico
territorio
.
Più
di
così
non
possiamo
avvicinarci
all’
indicibile
,
all’
inafferrabile
»
.
[16]
VOCABOLARIO
[17]
Mentazione
.
[18]
Ancora
un
vocabolo
nato
come
latinismo
in
inglese
e
prontamente
registrato
dai
vocabolari
di
quella
lingua
:
mentation
,
da
prima
degli
anni
Settanta
,
era
usato
per
indicare
l’
attività
della
mente
.
[19]
Nell’
uso
degli
psicologi
sembra
più
specificamente
indicare
lo
sviluppo
delle
capacità
d’
uso
della
mente
.
[20]
Dall’
inglese
la
parola
è
passata
nella
prosa
tecnica
degli
psicologi
e
psichiatri
italiani
.
[21]
Salvo
errore
,
i
vocabolari
italiani
omettono
ancora
questo
vocabolo
.
[22]
USI
E
ABUSI
[23]
Grand
Attractor
.
[24]
Abbiamo
qui
a
due
riprese
segnalato
l’
espressione
inglese
Great
Attractor
e
il
suo
claco
italiano
Grande
Attratore
per
denotare
il
punto
di
convergenza
di
movimenti
a
scala
cosmica
dei
moti
di
una
parte
delle
galassie
a
noi
note
.
[25]
Dalla
stampa
di
alta
divulgazione
le
espressioni
sono
ora
passate
in
quella
quotidiana
,
condite
di
varie
imprecisioni
e
dell’
enfasi
con
cui
il
nostro
giornalismo
accompagna
spesso
le
notizie
astronomiche
.
[26]
Qualche
giornale
(
“
Il
Messaggero
”
,
13
gennaio
)
dà
anche
la
forma
Grand
Attractor
:
uso
o
abuso
?
[27]
“
Lingua
nostra
”
compie
cinquant’
anni
[28]
“
Lingua
nostra
”
ha
compiuto
cinquant’
anni
.
[29]
Fondata
e
diretta
da
Bruno
Migliorini
e
Giacomo
Devoto
,
a
partire
dal
1939
la
rivista
volle
essere
,
come
ricorda
un
sobrio
editoriale
dell’
ultimo
numero
apparso
,
fedele
a
una
vocazione
:
«
Portare
il
discorso
sulla
nostra
lingua
fuori
della
divagazione
giornalistica
,
ma
anche
fuori
delle
torri
d’
avorio
della
scienza
,
per
farne
un
argomento
di
riflessione
proposto
all’
intera
comunità
nazionale
»
.
[30]
Il
tempo
è
passato
.
[31]
Devoto
e
Migliorini
non
sono
più
.
[32]
Cambiata
è
la
situazione
linguistica
:
«
L’
italiano
è
diventato
la
lingua
materna
di
quasi
tutti
i
nostri
concittadini
;
il
mondo
si
è
trasformato
in
una
specie
di
grande
paese
percorso
da
messaggi
che
espongono
incessantemente
uomini
e
popoli
a
ogni
tipo
di
interferenza
;
i
vecchi
modelli
non
hanno
più
il
prestigio
di
un
tempo
…
»
.
[33]
Ma
“
Lingua
nostra
”
(
ora
edita
da
Le
Lettere
di
Firenze
)
,
guidata
adesso
da
Gianfranco
Folena
e
Ghino
Ghinassi
,
continua
validamente
la
sua
opera
,
e
ci
addita
magistralmente
«
un’
idea
di
lingua
come
patrimonio
di
tutti
,
luogo
di
incontro
e
di
mediazione
di
diversità
secolari
e
,
insieme
,
riflesso
vivo
di
una
volontà
di
concordia
tuttora
,
e
perennemente
,
in
cerca
del
suo
centro
di
equilibrio
migliore
.
»
Text view
•
Paragraph view