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Quella favola un po’ vergognosa

Language columnIl paroliere
AuthorTullio De Mauro
Date 14 gennaio 1990
NewspaperL’Espresso
Publication placeRoma
Publication countryItalia
Page116
Column1-4


[1]
Più volte si è qui proposto il tema del multilinguismo.
[2]
Il tema è di evidente interesse internazionale sia nell’immediato, inteso come difesa dei diritti umani minimi di tante genti, dall’America del Sud all’est europeo; sia a medio termine, inteso come obiettivo sociale ed economico: arricchire le competenze multilingui è vitale per accrescere l’interscambio tra i diversi paesi.
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Il Consiglio d’Europa il 19 e 20 dicembre ha tenuto a Varsavia una sessione su questo tema.
[4]
La Polonia, come anche Ungheria, Santa Sede, Jugoslavia, partecipa a pieno titolo alle attività del Consiglio nei settori culturali e educativi.
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I diversi Stati a regime democratico e no, con tradizioni centralistiche e no, a governo conservatore e no, si presentano tutti con le carte in regola: sono generali gli sforzi nel migliorare la condizione delle minoranze linguistiche interne a ciascuno Stato e nello sviluppare politiche di incremento del multilinguismo e della industria della lingua.
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Solita unica malinconica eccezione è l’Italia.
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Sottovoce, i nostri parlamentari e governanti hanno spesso raccontato che le nostre inadempienze dipenderebbero da un fatto: i missini sono contrari.
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LA cosa aveva l’aria di una favola, vergognosetta alquanto.
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Ora, a Varsavia, la smaschera definitivamente Pino Rauti (lui, si) autore di un lucido ed esemplare rapporto sulla tutela del multilinguismo e delle minoranze.
[10]
Presidenti Iotti e Spadolini, a quando la legge italiana in materia?
[11]
IPSE DIXIT
[12]
Mario Lodi per ani ha resistito a sollecitazioni di chi lo voleva portare altrove e ha continuato a insegnare nelle scuole elementari di Vho di Piadena.
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Ora è in pensione, ma continua la sua attività di maestro attraverso Il Giornale dei bambini, e libri come questo appena apparso preso le edizioni Sonda di Torino: Storie di adulti bambini.
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Scrive Lodi: «L’idea di raccogliere storie di bambini raccontate da adulti, risale in me al tempo in cui iniziai le esperienze pedagogiche fondate sulla ricerca, che partivano sempre dal vissuto».
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E, in effetti, i bei diari didattici di Lodi contengono molte testimonianze di visite di adulti a scuola (lo stesso faceva don Milani, e hanno fatto Albino Bernardini e Roberto Sardelli).
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E alcuni dei bellissimi libretti della Biblioteca di lavoro di Lodi e Manzioli furono appunto storie di adulti.
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Di làdel prezioso uso didattico, questi materiali hanno per Lodi un altro senso: «Adulti e bambini che vogliono diventare amici. Diventare amici significa conoscersi, rispettare le diversità, capire i problemi degli altri e il modo diverso di pensare e di comportarsi Se si stabilisce sin dall’infanzia un dialogo fra i bambini e gli adulti, la conoscenza porterà al reciproco rispetto e al superamento dei cosiddetti scontri generazionali».
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In anni di lavoro Lodi ha creato un punto di riferimento illuminante, che si impone a tutti.
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VOCABOLARIO
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Grande Attrattore.
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Avevamo segnalato qui (5 marzo) l’uso incipiente del calco italiano di Great Attractor: dalla matematica e fisica dei moti caotici, attrattore è passato negli anni Ottante alla cosmologia per designare il punto (direzione Croce del Sud o, con più larga approssimazione, tra Idra e Centauro) verso cui scorrono le galassie del nostro Ammasso.
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Nel numero di dicembre di Astronomia la locuzione ha l’onore dello strillo di copertina: La Via Lattea nel gorgo del Grande Attrattore.
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USI E ABUSI
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In oro.
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Marc’Antonio Parenti di Udine ricorda che un suo professore, negli anni Trenta, riprese aspramente, come francesismo, un porte in legno.
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Oggi invece «si è subissati da oggetti in oro, visone ecc.».
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La lunga marcia di in per indicare la materia in cui si lavora qualcosa comincia già dal Tre e Cinquecento, fuori d’ogni possibile influsso del francese, in cui analoga marcia si svolge in parallelo, anche con lamenti puristici.
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Dall’uso coi verbi (legittimo anche per i puristi) si è passati a quello coi sostantivi, che Serianni accoglie senza riserve.
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Primo piano sull’immigrazione in Italia
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La Nuova Italia Scientifica di Roma pubblica con meritoria tempestività un buon saggio di insieme su Politiche sociali ed immigrati stranieri.
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Autrici sono Graziella Favaro, da molti anni attiva nei corsi di alfabetizzazione e formazione linguistica per immigrati che si tengono a Milano (unico centro italiano operoso in questa materia), e Maria Tognetti Bordogna, docente di sociologia.
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Il libro delinea il nostro povero quadro politico nazionale, individua e documenta le diverse componenti etniche e linguistiche, dell’immigrazione in Italia, descrive la condizione giuridica dell’immigrato, i suoi problemi di sussistenza e di formazione.
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Se i nostri politici leggessero (come leggeva, che so?, Bottai) sarebbe un libro da consigliargli.
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Ma, al massimo, i libri li scrivono.
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È istruttivo l’ultimo capitolo, di confronto con le politiche e legislazioni dei grandi paesi europei (Germania, Svezia, Gran Bretagna, Francia).

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