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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Che bel sondaggio sul linguaggio
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
11
giugno
1989
more header data
[1]
L’
Istat
ha
diffuso
in
questi
giorni
il
“
foglio
41
”
(
anno
X
,
n
.
1
aprile
)
del
suo
“
Notiziario
”
.
[2]
Contiene
i
primi
risultati
di
sintesi
di
una
imponente
serie
di
indagini
sui
comportamenti
sociali
e
culturali
di
un
esteso
campione
di
nuclei
familiari
e
persone
(
oltre
settantamila
)
tale
da
rappresentare
in
modo
fine
l’
intero
universo
nazionale
nelle
sue
articolazioni
regionali
e
sociali
.
[3]
Grandi
gruppi
finanziari
e
professionali
prendono
decisioni
sulla
base
di
campioni
di
due
,
tremila
persone
.
[4]
E
i
politici
si
emozionano
per
sondaggi
su
poche
centinaia
di
persone
.
[5]
Molti
risultati
dell’
indagine
Istat
sono
straordinariamente
preziosi
per
capire
i
livelli
di
conoscenze
linguistiche
della
popolazione
italiana
,
i
suoi
comportamenti
,
le
grandi
tendenze
in
atto
.
[6]
Alla
persistenza
di
conoscenza
e
uso
dei
dialetti
per
il
60
per
cento
della
popolazione
,
al
13
per
cento
con
difficoltà
a
usare
l’
italiano
invece
del
dialetto
abbiamo
già
fatto
qualche
cenno
in
anteprima
.
[7]
Torneremo
più
volte
su
questi
dati
.
[8]
Essi
sono
tanto
più
preziosi
in
quanto
correlati
a
dati
su
istruzione
,
lettura
,
ascolto
radiotelevisivo
,
dislocazione
.
[9]
Chi
lavora
da
anni
a
racimolare
dati
certi
per
stime
di
queste
interrelazioni
di
fondo
saluta
l’
arrivo
delle
indagini
Istat
come
l’
occasione
d’
una
svolta
profonda
negli
studi
di
storia
linguistica
,
dialettologia
e
sociologia
del
linguaggio
in
Italia
.
[10]
Speriamo
che
gli
studiosi
si
mostrino
all’
altezza
dell’
occasione
offertagli
.
[11]
IPSE
DIXIT
[12]
Da
questa
rubrica
(
6
novembre
1988
)
mi
ero
permesso
di
sollecitare
Bettino
Craxi
a
non
ricorrere
a
citazioni
latine
inutili
e
,
nel
caso
,
a
controllarle
per
bene
.
[13]
Naturalmente
il
suggerimento
voleva
valere
anche
per
altri
.
[14]
Ma
nei
mesi
seguenti
non
fu
accolto
.
[15]
Eppure
basterebbe
comprare
e
usare
i
due
ottimi
manuali
Hoepli
di
Luigi
De
Mauri
e
Giuseppe
Fumagalli
per
migliorare
la
quota
di
decenza
delle
citazioni
e
per
capire
che
ognuno
può
farne
mille
,
sicché
non
c’
è
un
grana
merito
a
esibirle
.
[16]
È
un
peccato
che
anche
Claudio
Martelli
ricorra
talora
a
riferimenti
classici
imprecisi
e
ridondanti
,
da
ultimo
ancora
nel
discorso
del
18
maggio
al
congresso
del
Psi
.
[17]
È
un
peccato
,
perché
per
il
resto
lo
stile
di
Martelli
migliora
notevolmente
qualità
positive
presenti
anche
nello
stile
di
Craxi
:
sono
evitate
la
profluvialità
e
oscurità
di
tanta
prosa
politica
italiana
;
alla
stringatezza
corrispondono
la
nitida
scansione
delle
argomentazioni
,
la
brevità
delle
frasi
(
ma
senza
sgradevoli
ricerche
d’
effetto
)
,
un
vocabolario
complessivamente
chiaro
,
ma
senza
semplicismi
e
con
un
ricorso
accorto
a
parole
fuori
del
comune
,
per
sottolineare
un’
ironia
o
un
concetto
.
[18]
È
il
caso
dell’
acciglioso
(
un
neologismo
che
incrocia
il
latineggiante
supercilioso
con
accigliato
)
con
cui
Martelli
ha
marcato
ironicamente
e
negativamente
il
modo
in
cui
altri
nel
suo
partito
guardano
al
resto
della
sinistra
,
mentre
molto
concedono
alla
destra
.
[19]
VOCABOLARIO
[20]
Ombudsman
.
[21]
La
parola
è
stata
stampata
con
grafia
scorretta
nel
“
Paroliere
”
del
21
maggio
.
[22]
Me
ne
scuso
con
i
lettori
e
ne
approfitto
per
dire
che
,
evidentemente
,
non
è
ancora
familiare
a
tutti
.
[23]
In
questa
grafia
la
parola
è
svedese
,
composta
da
ombud
“
incaricato
,
rappresentante
(
pubblico
)
”
e
man
“
uomo
”
.
[24]
In
Svezia
,
in
Nuova
Zelanda
(
dunque
in
inglese
)
e
,
con
grafie
un
po’
diverse
,
in
altre
lingue
e
nazioni
nordiche
designa
il
rappresentante
pubblico
che
tutela
i
cittadini
nei
rapporti
con
la
pubblica
amministrazione
.
[25]
In
italiano
è
registrata
nei
vocabolari
fin
dagli
anni
Settanta
(
va
dunque
corretta
la
data
1980
nel
“
Dizionario
di
parole
nuove
”
di
Cortelazzo
e
Cardinale
)
.
[26]
USI
E
ABUSI
[27]
Ostensibile
.
[28]
Nicola
Pacucci
documenta
che
alla
Reggia
di
Caserta
i
visitatori
sono
avvertiti
che
il
registro
per
i
reclami
è
ostensibile
presso
il
bigliettaio
.
[29]
Chiede
Pacucci
:
«
L’
uso
è
motivato
dal
voler
ridurre
al
minimo
i
reclami
?
»
.
[30]
Copierò
il
grande
Mike
:
la
domanda
è
esattaaa
!
[31]
La
scuola
non
insegna
a
parlare
[32]
Abbiamo
avuto
occasione
di
ricordare
qui
(
7
maggio
)
,
citando
Peter
Bichsel
,
che
l’
insegnamento
delle
lingue
non
gode
di
buona
salute
non
solo
in
Italia
,
ma
anche
in
altri
paesi
.
[33]
Con
poche
eccezioni
(
Svezia
,
Olanda
,
Urss
)
i
risultati
,
anche
in
sistemi
scolastici
di
alto
livello
(
in
Francia
,
Germania
,
Regno
Unito
)
e
negli
Usa
,
sono
stati
ritenuti
a
più
riprese
sconfortanti
.
[34]
Solo
da
poco
tempo
,
nell’
ambito
dell’
Osservatorio
linguistico
e
culturale
italiano
che
si
sta
cercando
di
avviare
alla
Sapienza
,
è
attivo
un
gruppo
che
sonderà
i
livelli
di
conoscenza
delle
lingue
straniere
in
Italia
.
[35]
Giungono
a
proposito
i
dati
Istat
(
vedi
in
questa
pagina
)
.
[36]
Solo
le
ulteriori
elaborazioni
potranno
dirci
quanti
dichiarano
un
pieno
controllo
(
sia
scritto
sia
parlato
)
di
almeno
una
lingua
.
[37]
Una
qualche
conoscenza
anche
parziale
è
dichiarata
da
meno
d’
un
terzo
della
popolazione
.
[38]
Qualche
giornale
ha
presentato
ottimisticamente
il
dato
.
[39]
Errore
.
[40]
Si
tenga
conto
che
il
52
,
8
per
cento
del
campione
ha
la
licenza
media
o
titoli
superiori
:
dunque
,
se
la
scuola
avesse
un
po’
funzionato
,
dovrebbe
essere
almeno
questa
la
percentuale
di
chi
dichiara
qualche
pratica
di
lingue
straniere
.
[41]
La
scuola
ha
funzionato
solo
a
metà
e
(
se
si
tiene
conto
del
molto
che
in
questo
campo
fa
l’
extra-scuola
)
anche
meno
.
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