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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
IL PAROLIERE di Tullio De Mauro
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
09
aprile
1989
more header data
[1]
Il
dialetto
è
ancora
una
lingua
viva
[2]
In
queste
settimane
parecchi
,
e
tra
l’
altro
autorevoli
giornalisti
,
mostrano
di
credere
che
i
dialetti
,
in
Italia
,
siano
in
liquidazione
,
roba
vecchia
,
imbastardita
,
da
nascondere
negli
stanzini
di
sgombero
nelle
vecchie
case
.
[3]
Questa
percezione
della
realtà
linguistica
italiana
,
probabilmente
comune
dentro
le
redazioni
dei
giornali
e
di
per
sé
un
dato
interessante
.
[4]
Essa
aiuta
a
misurare
,
in
concreto
,
un
certo
distacco
che
c’
è
tra
noi
che
facciamo
parte
di
quello
che
don
Milani
chiamava
il
Pil
,
“
Partito
italiano
laureati
”
,
e
la
realtà
della
gente
.
[5]
La
realtà
è
tutt
’
altra
da
quella
che
noi
del
Pil
immaginiamo
(
se
non
siamo
,
beninteso
,
linguisti
,
preti
,
viaggiatori
di
commercio
o
giornalisti
un
po’
mitici
,
di
quelli
che
andavano
in
giro
per
i
paesi
e
le
città
di
cui
parlavano
)
.
[6]
La
realtà
ce
la
fanno
intravedere
le
benemerite
indagini
demoscopiche
della
Doxa
,
che
ancora
un
anno
fa
ci
ha
fatto
sapere
che
soltanto
un
terzo
degli
italiani
parla
abitualmente
sempre
e
solo
italiano
.
[7]
Per
due
terzi
,
l’
uso
di
uno
dei
dialetti
e
una
realtà
ancora
ben
viva
.
[8]
E
per
uno
strato
di
popolazione
,
sia
giovane
sia
anziana
,
l’
uso
dell’
italiano
e
ancora
un
problema
:
per
loro
parlare
dialetto
rimane
,
purtroppo
,
un
obbligo
,
non
una
scelta
.
[9]
Si
possono
stimare
,
sulla
base
dei
dati
Doxa
,
tra
il
10
e
il
20
per
cento
della
popolazione
.
[10]
Del
resto
stanno
per
essere
resi
pubblici
dati
dell’
Istat
su
questa
stessa
materia
fondati
su
un
campione
vastissimo
.
[11]
Sarebbe
un
errore
per
la
scuola
non
tenere
conto
della
realtà
vera
e
dell’
ambiente
linguistico
in
cui
lavora
.
[12]
IPSEDIXIT
[13]
I
dizionari
,
non
solo
italiani
,
legano
in
genere
la
nozione
di
ironia
a
quella
di
“
beffa
”
,
“
sarcasmo
”
.
[14]
Il
legame
dubbio
,
è
già
nella
retorica
ellenistica
e
romana
.
[15]
Da
allora
quasi
ogni
generazione
di
Studiosi
di
Stile
e
lingua
ha
cercato
di
stringere
in
una
definizione
soddisfacente
l’
idea
di
ironia
:
da
ultima
(
con
ironia
)
ha
provato
tra
noi
anche
Bice
Garavelli
Mortara
nel
suo
utile
“
Manuale
di
retorica
”
(
Bompiani
,
1989
)
.
[16]
Dopo
il
molto
discutere
,
in
termini
pragmatologici
,
logici
,
semantici
,
forse
il
meglio
e
pur
sempre
risalire
alle
origini
.
[17]
Le
parole
che
designano
l’
ironico
e
il
fare
ironia
appaiono
come
d’
un
colpo
,
senza
che
ne
sia
chiara
e
sicura
l’
etimologia
,
nell’
Atene
di
Aristofane
e
Platone
.
[18]
Aristotele
si
è
posto
in
più
luoghi
la
questione
di
una
definizione
esplicita
,
formale
.
[19]
L’
ironia
è
vista
da
lui
come
un
atteggiamento
cognitivco
e
pratico
di
distacco
:
rispetto
al
parlare
“
pro
veritate
”
e
all’
essere
sinceri
,
l’
essere
ironici
gli
appare
una
deviazione
.
[20]
Ma
l’
esempio
di
Socrate
(
e
dei
dialoghi
di
Platone
)
stava
là
a
dirgli
della
nobiltà
dell’
ironia
.
[21]
Rispetto
ai
simulatori
«
gli
ironici
,
dicendo
meno
del
vero
,
appaiono
più
simpatici
:
non
sembrano
parlare
per
guadagno
,
ma
per
sfuggire
ogni
sfoggio
e
le
onorificenze
:
come
Socrate
»
.
[22]
Perciò
solo
gli
spiriti
più
elevati
sono
capaci
di
ironia
,
per-
che
capaci
del
distacco
e
della
solitudine
che
a
essa
paiono
accompagnarsi
.
[23]
VOCABOLARIO
[24]
Suffragismo
.
[25]
Le
individue
dell’
Istituto
Gramsci
(
“
Paroliere
”
,
2
aprile
)
,
oltre
a
mettere
in
circolo
questo
nuovo
sostantivo
femminile
,
hanno
dedicato
una
interessante
riflessione
al
movimento
dei
suffragisti
e
delle
suffragiste
:
Anna
Rossi
Doria
ha
parlato
sul
tema
“
Stando
da
sole
imparammo
il
nostro
potere
:
le
idee
del
suffragismo
”
.
[26]
Questo
sostantivo
,
suffragismo
,
e
assente
anche
nelle
ristampe
più
aggiornate
dei
nostri
vocabolari
.
[27]
Ed
è
usato
invece
correntemente
.
[28]
USI
E
ABUSI
[29]
Disguidato
.
[30]
Dallo
spagnolo
descuido
“
negligenza
”
,
in
napoletano
deriva
,
fin
dal
Seicento
,
desguilo
,
desguido
.
[31]
La
burocrazia
d
’
origine
meridionale
ha
generalizzato
la
parola
già
a
fine
Ottocento
nella
forma
disguido
,
ormai
comune
nel
senso
di
“
mancato
recapito
”
.
[32]
Ora
un
lettore
di
Ravenna
,
che
si
firma
Giovanni
il
Grammatico
,
mi
manda
una
lettera
dell
’
Ufficio
locale
delle
poste
(
febbraio
1989
)
,
in
cui
si
chiede
scusa
per
la
trasmissione
«
dell’
unita
corrispondenza
disguidata
»
.
[33]
Non
borbonica
la
lettera
,
bruta
ed
evitabile
la
parola
“
buroitaliana
”
.
[34]
La
parola
passa
ai
cosmologi
[35]
Lorenzo
Enriques
,
vicepresidente
della
Zanichelli
,
scrive
gentilmente
a
proposito
di
big
crunch
(
“
Paroliere
”
12
marzo
)
.
[36]
«
È
esatto
che
Io
Zingarelli
registra
hing
e
bang
separati
,
ma
dal
1986
registra
anche
big
bang
(
per
ora
solo
il
senso
proprio
)
.
Perciò
la
voce
non
e
solo
nel
Garzanti
e
nel
Duro
»
.
[37]
Vero
:
diversamente
dalle
prime
ristampe
dell’
undicesima
edizione
(
1983
)
dello
Zingarelli
,
nell’
ultima
(
dicembre
1987
,
chiusura
in
redazione
)
,
figura
big
bang
anche
unito
.
[38]
Continua
Enriques
:
«
Esiteremmo
a
registrare
big
crunch
,
che
non
credo
sia
stabilizzato
,
neanche
fra
i
cosmologi
»
.
[39]
Anche
io
ho
esitato
a
lungo
.
[40]
Maffei
,
Masani
,
Giacomelli
hanno
scritto
recenti
opere
di
ottima
divulgazione
:
in
esse
si
usa
big
bang
,
ma
pur
discutendosi
l
’
ipotesi
del
crollo
finale
,
non
appare
big
crunch
.
[41]
Ma
il
successo
che
sta
avendo
il
libro
di
Stephen
Hawking
(
“
Dal
Big
Bang
ai
buchi
neri
,
Rizzoli
,
1988
)
,
fa
pensare
che
l’
espressione
possa
ora
avere
qualche
più
larga
fortuna
.
[42]
Enriques
ha
però
ragione
nel
farci
capire
che
la
decisione
non
spetta
ai
lessicografi
.
[43]
Spetta
ai
cosmologi
.
[44]
AGENDA
[45]
Il
18
maggio
,
durante
il
suo
XXIII
congresso
,
la
Società
di
Linguistica
Italiana
,
riunita
a
Trento
,
dovrà
eleggere
le
nuove
cariche
sociali
;
Gaetano
Berruto
,
presidente
da
due
bienni
,
lascia
questa
carica
.
[46]
È
stato
proposto
per
la
presidenza
Alberto
Sobrero
.
[47]
“
Prospettive
nel
mondo
”
dedica
nel
numero
di
gennaio-febbraio
ampio
spazio
a
un
servizio
di
Claudio
Quarantotto
,
“
Italiese
:
quell’
oggetto
misterioso
nel
grande
ingorgo
dei
gerghi
”
.
Text view
•
Paragraph view