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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Salviamo le lingue delle minoranze
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
8
gennaio
1989
more header data
[1]
In
uno
speciale
del
10
dicembre
“
L’
Osservatore
romano
”
ha
pubblicato
il
messaggio
di
papa
Giovanni
Paolo
II
per
la
giornata
mondiale
della
pace
,
il
1°
gennaio
1989
.
[2]
Il
messaggio
,
in
quindici
punti
,
è
dedicato
alle
minoranze
etniche
e
nazionali
.
[3]
Risuonano
accenti
di
speranza
:
«
in
questo
momento
di
distensione
internazionale
,
dovuto
a
intese
e
mediazioni
che
fanno
intravedere
possibili
soluzioni
in
favore
di
popoli
vittime
di
conflitti
sanguinosi
»
,
i
problemi
dei
rapporti
tra
maggioranze
nazionali
e
minoranze
si
presentano
solubili
in
modi
nuovi
.
[4]
Un’
importante
capitolo
teorico
(
il
terzo
)
recupera
all’
attualità
politica
la
lezione
evangelica
del
«
costruttivo
sviluppo
di
ciò
che
ci
distingue
come
individui
e
come
popoli
virgola
di
ciò
che
rappresenta
la
nostra
identità
»
.
[5]
Territorio
,
cultura
,
lingua
,
credenze
religiose
sono
gli
elementi
del
patrimonio
da
promuovere
,
attraverso
la
scuola
,
le
iniziative
degli
Stati
e
la
maturazione
di
un
nuovo
rispetto
per
la
diversità
punto
le
minoranze
hanno
il
dovere
di
evitare
atteggiamenti
estremistici
e
terroristici
,
ma
sta
alle
maggioranze
costruire
la
pace
attraverso
la
promozione
attiva
del
rispetto
delle
minoranze
.
[6]
Nei
vari
paesi
parecchi
grandi
giornali
hanno
dato
rilievo
soltanto
agli
accenni
al
terrorismo
.
[7]
Ignorando
il
resto
del
discorso
.
[8]
Piero
Ardizzone
,
presidente
della
sezione
italiana
dello
“
European
Bureau
for
Lesser
Used
Languages
”
ha
spedito
il
discorso
ai
nostri
parlamentari
che
avevano
giurato
di
discutere
a
novembre
la
legge
612
sulle
minoranze
in
Italia
.
[9]
Leggeranno
?
[10]
Capiranno
?
[11]
IPSE
DIXIT
[12]
L’
ossimoro
(
ossìmoro
alla
greca
)
è
uno
dei
tanti
modi
con
cui
,
nel
parlare
e
scrivere
,
diamo
riconoscimento
alle
contraddizioni
di
cui
è
intrisa
la
nostra
esperienza
.
[13]
Nel
linguaggio
di
una
società
complessa
è
una
necessità
fargli
posto
,
come
suggerì
Aldo
Moro
nel
suo
ultimo
articolo
,
lui
che
era
stato
inventore
di
uno
dei
più
celebri
ossimori
della
politica
italiana
,
le
“
convergenze
parallele
”
.
[14]
Questo
è
in
effetti
etimologicamente
è
in
retorica
un
ossimoro
:
un
detto
“
acutamente
stupido
”
,
un’
ottusa
acutezza
.
[15]
«
Estremista
del
conformismo
»
è
un
bell’
esempio
di
drammatico
ossimoro
qui
ha
fatto
ricorso
Michele
Serra
per
spiegare
le
sue
idee
sui
drogati
(
“
l’
Unità
”
,
10
.
12
.
1988
)
.
[16]
Tra
le
molte
cose
che
la
società
supermercato
ci
offre
«
come
surrogato
della
felicità
»
,
il
drogato
sceglie
la
più
esclusiva
e
costosa
.
[17]
I
drogati
sono
figli
legittimi
del
nostro
sistema
di
valori
,
un
anello
debole
della
nostra
catena
dei
consumi
:
«
Noi
ci
fermiamo
allo
stereo
,
lui
,
il
drogato
,
arriva
all’
eroina
»
.
[18]
In
questo
senso
,
è
un
«
estremista
del
conformismo
»
.
[19]
L’
espressione
e
virgola
nella
comune
infelicità
,
felice
.
[20]
Serra
,
come
sa
chi
lo
segue
,
è
tra
i
nostri
giornalisti
più
sorvegliati
nello
scrivere
e
,
quindi
,
più
sensibili
anche
alle
più
sottili
modificazioni
espressive
.
[21]
VOCABOLARIO
[22]
Brunch
.
[23]
Un
“
breakfast
”
,
“
prima
colazione
”
,
molto
ritardato
;
un
“
lunch
”
,
“
seconda
colazione
”
molto
anticipato
:
questo
,
nell’
uso
familiare
nordamericanno
e
britannico
,
è
il
“
brunch
”
.
[24]
Non
sfuggito
da
tempo
ai
buoni
vocabolari
bilingui
,
circola
da
tempo
in
Italia
.
[25]
Su
n
volantino
di
rudi
studenti
della
desolata
Tor
Vergata
si
legge
che
,
dopo
una
lezione
di
Carlo
Bernardini
,
alle
12
,
30
c’
è
un
“
brunch
”
.
[26]
USI
E
ABUSI
[27]
Psic
(
o
)
analisi
.
[28]
Alfredo
Todisco
ha
spiegato
nel
“
Corriere
della
Sera
”
che
“
psicoanalisi
”
con
la
“
o
”
è
più
conforme
all’
originale
di
Freud
(
1896
)
,
mentre
la
grafia
senza
“
o
”
sarebbe
dovuta
a
influenza
francese
.
[29]
Omettono
la
“
o
”
i
lessicografi
e
molti
altri
(
da
Gramsci
a
Pasolini
)
.
[30]
Il
partito
con
la
“
o
”
,
minoritario
,
incute
rispetto
:
le
prime
attestazioni
,
Svevo
,
Musatti
e
Calvino
,
le
edizioni
Boringhieri
.
[31]
Etimi
e
analogia
non
ci
aiutano
:
non
diremmo
“
logoaritmo
”
,
ma
nemmeno
“
autambulanza
”
.
[32]
All’
uso
futuro
,
forse
,
la
scelta
.
[33]
Rinneghiamo
quello
straniero
[34]
Anche
in
Germania
è
tempo
di
discussioni
linguistiche
.
[35]
La
“
Frankfurter
Allgemeine
Zeitung
”
del
2
novembre
ospita
un
articolo
di
Jürgen
Erich
Schmidt
di
toni
preoccupanti
.
[36]
Altrui
ricerche
rivolte
a
storicizzare
la
concezione
linguistica
di
Saussure
(
soltanto
gli
sciocchi
,
come
Goethe
insegnava
,
hanno
il
dubbio
vantaggio
di
essere
sempre
«
originali
di
prima
mano
»
)
sono
stravolte
da
Schmidt
per
sostenere
che
Saussure
,
tapino
,
non
inventò
niente
:
sapevano
già
tutto
(
e
meglio
)
i
linguisti
tedeschi
del
secondo
Ottocento
.
[37]
Ma
Bally
e
gli
altri
poveri
ginevrini
,
ignari
di
tedesco
scambiarono
le
lezioni
di
Saussure
per
alcunché
di
originale
e
crearono
la
leggenda
dell’
originalità
di
Saussure
.
[38]
Schmidt
non
si
cura
di
spiegare
come
mai
a
tale
leggenda
abbiano
contribuito
studiosi
di
tutto
il
mondo
,
e
tedeschi
anche
,
di
lingua
e
patria
,
come
Streitberg
,
Jaberg
o
Wackernagel
.
[39]
AGENDA
[40]
Ricchezza
e
rigore
caratterizzano
il
libro
di
Harald
Weinrich
,
da
noi
ben
noto
per
gli
studi
di
linguistica
della
menzogna
e
sul
tempo
narrativo
.
[41]
Il
suo
recente
“
Vie
della
cultura
linguistica
”
(
Deutscher
Taschenbuch
Verlag
,
novembre
1988
)
,
discute
tradizioni
,
norme
attuali
e
futuro
della
lingua
tedesca
,
in
modi
accessibili
anche
al
non
specialista
.
[42]
Roberto
Giacomelli
pubblica
un
accurato
lavoro
su
molte
parole
tipiche
del
linguaggio
di
molti
giovani
(
soprattutto
italiani
)
più
legati
al
mondo
del
rock
,
dagli
anni
Sessanta
a
oggi
:
“
Lingua
Rock
”
(
Morano
editore
)
.
Text view
•
Paragraph view