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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
IL PAROLIERE di Tullio De Mauro
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
7
maggio
1989
more header data
[1]
Capire
una
lingua
:
un
vero
mistero
[2]
A
Québec
,
per
quattro
giorni
,
Studiosi
di
vari
paesi
(
Australia
,
Canada
,
Francia
,
India
,
Italia
,
Regno
Unito
,
Usa
)
hanno
parlato
dello
«
stato
della
nostra
ignoranza
»
.
[3]
Hanno
analizzato
i
rapporti
che
legano
,
in
modo
misurabile
,
mutamenti
sociali
e
diffusione
delle
lingue
.
[4]
Diceva
il
popolano
di
Belli
:
«
Sempre
ho
sentito
a
dì
che
li
paesi
/
hanno
ognuno
una
lingua
indifferente
,
/
che
da
ciuchi
l
’
impareno
a
l’
ammente
,
/
e
la
parleno
poi
per
esse
intesi
.
/
Sta
lingua
che
dich’
io
l’
hanno
uguarmente
/
Turchi
,
Spagnoli
,
Moscoviti
,
Ingresi
,
/
Burrini
,
Ricciaroli
,
Marinesi
,
/
e
Frascatani
,
e
tutte
l’
antre
gente
»
.
[5]
Per
molto
tempo
,
la
linguistica
scientifica
non
è
che
abbia
saputo
proprio
molto
più
di
questo
.
[6]
Ma
sì
,
si
sapeva
che
in
Svizzera
non
si
parla
lo
svizzero
(
e
in
Austria
l’
austriaco
)
,
ma
si
diceva
anche
,
con
gran
tranquillità
,
che
in
Francia
si
parla
francese
,
in
Spagna
spagnolo
,
in
Italia
italiano
.
[7]
Appena
affermazioni
di
questo
tipo
sono
finite
al
vaglio
di
misure
precise
,
appena
il
si
impersonale
è
diventato
«
questi
ceti
,
questi
gruppi
»
,
sono
esplosi
i
problemi
.
[8]
Ma
davvero
in
Italia
,
come
credeva
Robert
Hall
,
tutta
la
popolazione
parla
italiano
o
negli
Usa
inglese
ecc
.
?
[9]
Ma
per
carità
!
[10]
Solo
una
parte
,
piccola
nell’
Italia
di
trent
’
anni
fa
,
grande
nell’
Italia
d’
oggi
o
,
per
l’
inglese
,
negli
Usa
.
[11]
Ma
quale
inglese
?
[12]
E
quale
italiano
?
[13]
E
che
significa
parlare
?
[14]
Capire
un
po’
d
’
una
lingua
?
[15]
Capirne
molto
?
[16]
E
quanto
?
[17]
E
saperla
parlare
in
ogni
circostanza
?
[18]
O
no
?
[19]
E
scrivere
?
[20]
E
che
cosa
?
[21]
E
il
tutto
come
precisamente
si
lega
a
(
certi
)
cambiamenti
?
[22]
La
discussione
è
aperta
.
[23]
Per
ora
,
«
venissimo
a
capi
che
so
misteri
»
.
[24]
IPSE
DIXIT
[25]
Come
si
insegnano
le
lingue
straniere
?
[26]
Male
e
,
spesso
,
traumaticamente
male
.
[27]
E
,
in
molti
paesi
,
non
lo
si
può
nemmeno
dire
ad
alta
voce
.
[28]
Gli
insegnanti
di
lingue
(
parlo
d’
altri
paesi
,
s’
intende
,
di
terre
lontane
)
sono
particolarmente
irritabili
e
compatti
nel
manifestarsi
tali
.
[29]
Pare
che
non
solo
in
Italia
,
anzi
altrove
più
che
in
Italia
,
alla
domanda
«
Scusi
,
Lei
conosce
la
lingua
X
?
»
,
risuoni
la
risposta
:
«
No
,
l'
ho
studiata
a
scuola
»
.
[30]
In
quel
fastoso
“
giornale
reale
”
che
per
lui
e
la
letteratura
,
Peter
Bichsel
incontra
la
scuola
,
e
nella
scuola
incontra
,
per
la
sua
esemplarità
,
l'
insegnamento
delle
lingue
.
[31]
Alle
pagine
immortali
di
Kipling
,
Jerome
,
Cechov
,
Mark
Twain
su
questo
tema
.
bisogna
aggiungere
d
’
ora
in
poi
le
pagine
di
Bichsel
,
per
io
meno
il
saggio
“
Quando
imparavo
le
lingue
straniere
”
che
apre
la
raccolta
(
curata
da
Chiara
Allegra
per
Marcos
y
Marcos
)
“
Al
mondo
ci
sono
più
zie
che
lettori
”
.
[32]
Dice
Bichsel
:
«
Sono
una
vittima
delle
lezioni
di
francese
.
La
scuola
mi
ha
precluso
per
sempre
questa
lingua
.
Non
imparammo
solo
quanto
e
difficile
,
incredibilmente
difficile
,
dire
e
n
:
imparammo
tutte
le
difficoltà
della
lingua
francese
:
non
il
francese
,
solo
le
difficoltà
.
Credo
di
sospettare
a
ragione
che
anche
il
mio
insegnante
conoscesse
solo
le
difficoltà
.
La
questione
non
era
imparare
qualche
cosa
,
bensì
di
rendere
qualche
cosa
valutabile
per
un
esame
»
.
[33]
VOCABOLARIO
[34]
Marsupio
.
[35]
Oltre
al
valore
primario
,
serve
anche
a
indicare
la
tasca
anteriore
di
giacche
a
vento
o
il
sacco
per
portar
bimbi
al
collo
.
[36]
Qualche
vocabolario
registra
anche
,
come
«
antiquato
»
o
«
settentrionale
»
.
anche
il
valore
“
borsa
,
sacca
”
.
[37]
Da
cronache
sul
furto
di
cinque
miliardi
alla
Controlpol
di
Roma
apprendiamo
che
i
sacchi
in
cui
si
serba
il
danaro
(
trafugato
dai
ladri
)
sono
detti
metrsupi
dai
vigilantes
,
certo
non
settentrionali
e
nemmeno
,
pare
,
antiquati
.
[38]
USI
E
ABUSI
[39]
Vigilantes
.
[40]
Un
altro
giornale
(
“
L
’
Unità
”
,
4
aprile
)
racconta
lo
stesso
furto
(
vedi
sopra
)
e
titola
:
“
Fermato
un
vigilantes
”
.
[41]
Eh
no
!
[42]
La
parola
ci
viene
,
attraverso
l'
inglese
d'
America
,
dallo
spagnolo
vigilante
,
“
componente
ai
comitato
per
l’
ordine
pubblico
”
.
[43]
In
Italia
serve
a
indicare
il
dipendente
di
ditte
private
che
,
pagate
,
sorvegliano
enti
o
persone
.
[44]
Come
i
carabinieri
,
i
vigilantes
di
rado
son
soli
:
di
qui
il
frequente
plurale
.
[45]
Ma
un
solo
vigilante
dicesi
vigilante
,
non
un
vigilantes
(
e
,
per
carità
,
tanto
meno
un
vigilans
)
.
[46]
Cercasi
opinioni
sul
futuro
delle
parole
[47]
Da
San
Marco
in
Lamis
,
il
paese
pugliese
del
poeta
dialettale
Francesco
Paolo
Borazio
,
ricco
anche
di
canti
popolari
,
scrive
Matteo
Coco
,
desideroso
di
«
una
lingua
del
futuro
(
.
.
.
)
non
imposta
dall’
Onu
,
ma
dal
desiderio
di
farsi
capire
un
po’
da
tutti
quelli
ai
quali
si
vorrebbe
che
giungesse
il
nostro
messaggio
,
ai
quali
si
vorrebbe
raccontare
il
nostro
dolore
d’
essere
uomini
,
le
nostre
indifferenze
,
i
nostri
sentimenti
,
le
nostre
esperienze
o
speranze
inutili
.
È
possibile
costruire
questo
linguaggio
del
futuro
?
»
.
[48]
La
domanda
ammette
varie
risposte
e
il
riferimento
a
realtà
che
vanno
nel
senso
sognato
da
Coco
:
i
linguaggi
scientifici
.
certi
linguaggi
artistici
,
l
’
esperanto
e
le
lingue
ausiliarie
internazionali
e
,
infine
,
con
un
paradosso
caro
a
Humboldt
e
Saussure
,
ogni
e
qualunque
lingua
.
[49]
Ma
,
prima
di
continuare
la
discussione
,
c’
è
qualcuno
che
vuol
dire
la
sua
rispondendo
a
Coco
?
[50]
AGENDA
[51]
II
dottor
Salvatore
De
Cesare
,
specialista
cardiologo
,
scrive
:
«
Leggo
nella
rubrica
del
giornalista
Tullio
De
Mauro
del
26/4
che
ictus
significa
“
attacco
,
emorragia
cerebrale
”
.
Non
condivido
la
definizione
delfictus
data
dal
curatore
anche
se
cita
io
Zingarelli
.
Infatti
ictus
e
il
participio
passato
di
icere
e
quindi
significa
“
colpito
,
percosso
"
c
non
attacco
!
»
.
Dottorc
,
non
son
purtroppo
giornalista
.
Non
dissertavo
sull'
ictus
,
ma
solo
rammentavo
a
un
giornalista
(
vero
)
che
altro
e
un
ictus
.
altro
un
raptus
.
Infine
,
ictus
e
un
sostantivo
della
quarta
declinazione
(
genitivo
ictus
)
,
come
ben
sanno
i
metricisti
e
sapeva
Giacomo
De-
voto
,
e
non
un
participio
passato
di
icere
(
ma
la
sua
svista
e
anche
di
dizionari
autorevoli
assai
)
.
Text view
•
Paragraph view