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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Se si trascura casa propria
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
06
novembre
1988
more header data
[1]
Negli
ultimi
mesi
parecchi
giornali
italiani
hanno
parlato
di
tàtari
e
armeni
,
di
sloveni
e
serbi
e
croati
,
e
delle
delibere
della
Cee
in
materia
linguistica
.
[2]
A
volte
le
rivendicazioni
linguistiche
e
nazionali
fanno
comodo
in
funzione
banalmente
strumentale
a
quel
tipo
di
polemica
che
negli
Usa
hanno
chiamato
«
afghanistanism
»
:
guardare
lontano
e
trascurare
casa
propria
.
[3]
Se
di
“
afganismo
”
non
si
trattasse
,
giornali
così
sensibili
alle
sorti
del
turco
osmanli
in
Urss
sguinzaglierebbero
corrispondenti
per
vedere
che
fine
sta
facendo
l’
occitanico
in
Piemonte
o
lo
sloveno
nell’
Udinese
.
[4]
Ci
sono
anche
profonde
ragioni
storiche
e
culturali
in
questo
atteggiamento
della
nostra
stampa
.
[5]
Ma
è
certo
che
oggi
alla
sua
base
ci
sono
anzitutto
disattenzione
e
ignoranza
delle
condizioni
reali
del
mondo
contemporaneo
.
[6]
Il
“
risorgimento
”
delle
nazionalità
ne
è
diventato
un
tratto
profondamente
costitutivo
,
in
una
con
i
processi
di
accentuazione
della
comunicazione
planetaria
.
[7]
Sempre
di
più
lo
scontro
di
lingue
e
di
modi
d’
uso
della
stessa
lingua
è
un
terreno
di
grande
valenza
civile
e
politica
.
[8]
Qualcuno
addebita
a
Saussure
o
Gramsci
,
al
tedesco
Utz
Maas
o
(
«
si
parva
…
»
)
perfino
a
me
questo
punto
di
vista
.
[9]
Ma
lo
insegnava
bene
già
Aristotele
:
senza
linguaggio
e
parola
,
nessuna
decisione
sul
giusto
e
sull’
utile
e
nessuna
società
civile
;
e
senza
l’
ansia
umana
di
associarsi
,
niente
linguaggio
o
parola
.
[10]
L’
arte
del
dire
e
l’
arte
politica
sono
due
facce
d’
un’
unica
realtà
:
questo
scoprirono
ad
Atene
.
[11]
Ma
il
dispaccio
non
è
ancora
arrivato
nelle
redazioni
dei
giornali
italiani
.
[12]
Mandiamogli
un
“
fax
”
,
con
qualche
pagina
della
“
Politica
”
e
della
“
Retorica
”
.
[13]
IPSE
DIXIT
[14]
Non
è
stato
bello
leggere
nel
“
Corriere
della
Sera
”
Gianfranco
Piazzesi
intento
a
spiegare
che
,
poi
,
via
!
,
Vecchio
O
Giovane
non
è
gran
differenza
.
[15]
Migliore
è
stata
la
figura
di
Bettino
Craxi
che
,
rimproverando
scherzosamente
il
suo
alter
ego
Ghino
di
Tacco
,
ha
ammesso
francamente
d’
aver
sbagliato
e
confuso
i
due
Plinii
.
[16]
Quel
che
dà
a
pensare
non
è
tanto
l’
errore
,
quanto
il
ricorso
a
fonti
latine
,
l’
aspirazione
a
dotte
citazioni
.
[17]
Nello
stile
di
Craxi
è
un
fatto
nuovo
.
[18]
A
metà
degli
anni
Settanta
,
Craxi
entrò
di
prepotenza
“
a
gamba
tesa
”
,
nell’
arena
politica
nazionale
.
[19]
Ai
periodi
complessi
,
bilanciati
,
sinuosi
di
altri
leader
,
alle
loro
espressioni
sottili
,
talvolta
inconsuete
(
come
un
“
inciprignito
”
di
Enrico
Berlinguer
)
,
egli
contrappose
discorsi
di
taglio
diverso
:
centrati
sul
suo
“
self
”
,
presentato
come
quello
d’
un
uomo
concreto
,
insofferente
di
indugi
,
di
«
opere
lasciate
a
metà
»
,
che
parla
perciò
semplice
e
diretto
,
duro
,
se
serve
,
e
più
spesso
confidenziale
,
casalingo
.
[20]
Studiosi
non
sospettabili
di
piaggeria
,
Mario
Medici
e
l’
acuta
e
ironica
Paola
Desideri
,
hanno
rilevato
vantaggi
e
meriti
di
questo
stile
.
[21]
Ma
ci
sono
anche
rischi
,
quelli
d’
una
semplificazione
eccessiva
e
del
pantofolismo
buonsensaio
.
[22]
Non
sempre
Craxi
li
ha
evitati
.
[23]
Qualcuno
lo
ha
punzecchiato
.
[24]
Il
latinorum
è
un
correttivo
a
questi
rischi
?
[25]
Il
rimedio
sarebbe
peggiore
del
male
.
[26]
VOCABOLARIO
[27]
Pasticcere
.
[28]
Dopo
la
“
industria
lattiera
”
e
i
“
prodotti
conservieri
”
(
già
debitamente
ascritti
ai
vocabolari
)
,
ecco
avanzarsi
,
dolcissima
,
la
“
tradizione
pasticcera
”
(
e
meglio
sarebbe
se
fosse
“
pasticciera
”
con
la
“
i
”
)
.
[29]
Non
sono
aggettivi
di
particolare
grazia
o
dovuti
a
forte
necessità
.
[30]
Si
sospettano
nati
all’
incrocio
tra
onesti
settori
produttivi
,
semiartigianali
,
e
sussiegose
burocrazie
”
regolamentiere
”
.
[31]
Ma
l’
irritazione
verso
il
nuovo
aggettivo
si
placa
,
quando
lo
si
vede
stampato
dentro
una
scatola
di
buonissimi
“
anicini
”
genovesi
.
[32]
USI
E
ABUSI
[33]
Gaudista
.
[34]
Ecco
uno
sbaglio
che
,
per
fortuna
,
non
ha
fatto
lingua
.
[35]
L’
errore
fu
commesso
nel
1930
da
un
prefetto
che
qualificava
così
,
scrivendo
da
Pisa
alla
Questura
di
Perugia
,
Aldo
Capitini
,
uomo
mitissimo
,
ma
per
i
questurini
pericoloso
in
quanto
antifascista
.
[36]
Il
prefetto
,
a
sua
volta
,
avrà
letto
e
capito
male
qualche
nota
in
cui
il
giovane
Capitini
era
detto
seguace
di
Gandhi
e
,
quindi
,
“
gandista
”
.
[37]
Ma
“
gaudista
”
fu
.
[38]
E
per
quarant’
anni
.
[39]
Finito
il
fascismo
storico
,
ancora
negli
anni
Sessanta
(
come
rivela
Clara
Cutini
)
,
Capitini
restò
schedato
.
[40]
E
sempre
restò
,
misteriosamente
,
“
gaudista
”
.
[41]
Devoto
,
il
più
romantico
dei
cartesiani
[42]
Giacomo
Devoto
,
il
grande
storico
della
antica
lingua
di
Roma
e
dell’
Italia
linguistica
moderna
,
morì
a
settantasette
anni
nel
dicembre
1974
.
[43]
Dieci
anni
dopo
,
il
Comune
ligure
di
Borzonasca
,
donde
traeva
origine
la
famiglia
,
e
il
Circolo
linguistico
fiorentino
,
sua
ancor
vitale
creatura
,
organizzarono
due
giornate
di
ricordo
,
studio
,
riflessione
.
[44]
Ora
gli
atti
vedono
la
luce
(
“
Atti
e
memorie
dell’
Accademia
La
Colombaria
”
,
vol
.
53
,
1988
,
pagine
221-330
)
.
[45]
Eugenio
Garin
,
anzitutto
,
e
poi
allievi
,
da
Mastrelli
ai
più
giovani
,
Prosdocimi
,
Maria
Luisa
Altieri
Biagi
,
Anna
e
Paolo
Ramat
,
Scardigli
,
ci
restituiscono
il
senso
della
persona
e
dell’
opera
di
Devoto
,
«
Il
più
cartesiano
dei
romantici
»
,
come
una
volta
disse
Benedetto
Marzullo
.
[46]
E
aggiunse
:
«
E
il
più
romantico
dei
cartesiani
»
.
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