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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I ragazzi d’oggi scrivono meglio
Language column
Il paroliere
Author
Tullio De Mauro
Date
05
febbraio
1989
more header data
[1]
Il
mensile
“
Le
Monde
de
l’
éducation
”
di
gennaio
tratta
del
patrimonio
linguistico
dellc
giovani
generazioni
.
[2]
Come
nel
Regno
Unito
e
in
Italia
(
“
II
Paroliere
”
,
24
novembre
,
4
,
11
dicembre
1988
,
29
gennaio
1989
)
c
’
è
chi
parla
di
decadenza
delle
capacità
linguistiche
dei
giovani
anche
in
Francia
.
[3]
Christian
Baudelot
e
Roger
Establet
hanno
pubblicato
da
Seuil
un
libro
per
documentare
che
«
les
chimères
de
la
décadence
»
volteggiano
da
gran
tempo
nei
cieli
francesi
.
[4]
Già
dal
secolo
scorso
si
diceva
che
gli
allievi
al
termine
degli
studi
superiori
non
erano
abili
nel
maneggio
della
lingua
,
ne
controllavano
la
correttezza
ortografica
.
[5]
Valutazioni
globalmente
negative
dcl
genere
si
sono
succedute
di
generazione
in
generazione
:
i
francesi
d'
oggi
dovrebbero
essere
ormai
àgrafi
e
àlali
,
commentano
sarcasticamente
i
due
Studiosi
.
[6]
In
Italia
le
difficoltà
espressive
di
adulti
e
giovani
sono
materia
d'
osservazione
costante
in
qucsta
pagina
.
[7]
Ma
non
si
può
asserire
che
ragazze
e
ragazzi
d'
oggi
parlino
e
scrivano
peggio
di
genitori
e
nonni
.
[8]
Abbiamo
solo
indizi
e
segnali
in
contrario
,
e
spesso
nettamente
in
contrario
.
[9]
A
cominciarc
dalla
quantità
d’
anni
di
scuola
superati
con
succcsso
:
9
,
2
per
i
ventenni
d’
oggi
;
5
,
4
per
i
babbi
cinquantenni
;
3
,
9
per
i
nonni
settantenni
,
vissuti
a
lungo
in
un
’
Italia
per
due
terzi
semianalfabeta
.
[10]
Pochi
hanno
la
serenità
d'
ammetterlo
.
[11]
Lo
ha
fatto
da
par
suo
Aldo
Visalberghi
.
[12]
Al
convegno
“
Invito
alla
lettura
"
della
Fondazione
Bellonci
ha
raccontato
dell’
intelligente
insegnamento
che
,
a
Trieste
,
gli
impartiva
Giani
Stuparich
:
«
Ho
confrontato
i
miei
scritti
di
allora
con
gli
scritti
dei
ragazzi
di
oggi
.
Io
ero
mica
male
.
Ma
loro
,
questi
ragazzi
,
sono
per
metà
almeno
più
bra-
vi
»
.
[13]
IPSE
DIXIT
[14]
In
una
lontana
poesia
Giovanni
Giudici
scrisse
:
«
Dovremmo
essere
in
molti
,
sbagliare
in
molti/
in
compagnia
di
molti
sommar
i
nostri
vizi
»
.
[15]
Forse
Giudici
prende
questa
esortazione
alla
lettera
ancora
oggi
.
[16]
Certo
,
in
un
suo
libro
in
uscita
,
“
Frau
Doktor
"
(
Mondadori
)
,
troviamo
un
bel
documento
d
’
un
inerziale
comportamento
collettivo
nazionale
.
[17]
Con
qualche
fatica
,
tra
anni
Sessanta
e
Settanta
la
nostra
cultura
ha
accettato
l’
idea
che
esistano
e
abbiano
qualche
peso
tecniche
di
analisi
dei
linguaggi
e
del
parlare
da
un
punto
di
vista
teorico
e
generale
:
Saussure
,
Wittgenstein
,
Jakobson
,
Martinet
,
Chomsky
,
Lyons
hanno
potuto
pas-
sare
la
dogana
.
[18]
Resta
invece
ferma
ai
posti
di
frontiera
l'
analisi
storica
e
comparativa
delle
lingue
(
che
,
pure
,
è
quella
più
ricca
di
tradizioni
indigene
nell'
università
)
.
[19]
L
’
idea
che
le
lingue
mutino
profonda-
mente
nel
tempo
e
si
rimodellino
vicendevolmente
,
e
che
ciò
sia
oggetto
di
analisi
certe
,
non
passa
.
[20]
E
stupisce
che
lingue
di
popoli
eterogenei
,
lontani
,
abbiano
radici
comuni
.
[21]
Giudici
si
adegua
a
questa
difficoltà
nazionale
.
[22]
E
ci
mette
del
suo
.
[23]
La
ricostruzione
dei
tratti
comuni
alle
lingue
indoeuropee
e
,
scrive
,
una
«
infame
balla
razzista
»
.
[24]
Non
è
vero
,
anzi
è
vero
l'
esatto
contrario
.
[25]
Ma
nel
vizio
del
rifiutare
l'
analisi
storica
delle
lingue
Giudici
si
ritrova
con
molti
connazionali
.
[26]
VOCABOLARIO
[27]
Attor
(
i
)
ale
.
[28]
Rita
Cirio
(
“
L
’
Espresso
"
,
18
dicembre
1988
)
ha
usato
“
arte
attoriale
”
.
[29]
Un
lettore
,
Alberto
Ricca
,
scrive
da
Lamezia
per
chiedere
se
è
esatto
,
se
non
è
meglio
“
attorale
"
(
che
è
registrato
nel
Garzanti
)
o
“
attorico
”
.
Scartato
“
attorio
”
(
o
“
attoreo
”
)
,
aggettivo
di
“
attore
”
in
senso
giuridico
,
per
l’
attore
cinematografico
o
teatrale
,
e
per
l’
attrice
,
non
c’
è
un
aggettivo
ben
stabilizzato
e
diffuso
.
Né
migliore
è
la
situazione
in
francese
o
inglese
(
dove
c
’
è
un
raro
“
actorish
"
)
.
“
Attoriale
"
(
come
“
settoriale
”
)
e
"
attorale
”
(
come
“
dottorale
”
)
sono
formazioni
egualmente
lecite
entrambe
per
ora
poco
sostenute
dall’
uso
.
O
no
?
[30]
USI
E
ABUSI
[31]
Ero
.
[32]
L'
abbreviazione
di
“
eroina
”
era
diffusa
da
tempo
,
anche
nell’
uso
di
questo
settimanale
o
in
“
Grazia
”
,
ed
è
registrato
da
repertori
di
parole
nuove
o
gergali
(
autori
Cortelazzo
e
Cardinale
,
Giacomelli
,
Forconi
)
,
ma
non
dai
vocabolari
dell
’
uso
,
anche
i
più
aggiornati
(
Zingarelli
,
Duro
)
.
[33]
Adesso
“
ero
”
arriva
all'
onore
dei
titoli
,
come
parola
normale
:
“
Finanziere
,
schiavo
dell’
ero
,
spara
al
presunto
spacciatore
”
(
“
II
Secolo
XIX
”
,
17
gennaio
1989
)
.
[34]
Forse
ci
si
dovrà
rassegnare
a
“
ero
”
,
a
malincuore
.
[35]
Gli
albanesi
d’
Italia
allo
specchio
[36]
Demetrio
Emmanuele
,
insegnante
calabrese
e
pubblicista
,
ha
fondato
e
dirige
la
rivista
italo-albanese
“
Katundi
Yne
"
.
In
rapporto
con
le
iniziativc
della
Comunità
economica
europea
,
che
ormai
scavalca
le
inerzie
e
negligenze
del
Parlamento
e
dello
Stato
italiani
,
ha
ideato
un
progetto
di
alfabetizzazione
linguistico-culturale
nelle
aree
dell’
“
Arberia
”
,
cioe
dell
’
Italia
in
cui
si
parla
albanese
.
[37]
“
Arberia
.
Storia
,
cultura
,
folklore
”
(
Editrice
II
Coscile
,
Castrovillari
)
e
il
titolo
di
un
volume
di
Emmanuele
,
funzionale
appunto
a
questo
progetto
.
[38]
Dopo
un
capitolo
che
rievoca
la
storia
dell'
insediamento
degli
albanesi
in
Italia
,
c
’
è
l
’
illustrazione
delle
comunità
albafone
dagli
Abruzzi
alla
Sicilia
e
delle
personalità
più
significative
di
tali
comunità
.
[39]
AGENDA
[40]
Con
la
scomparsa
di
Andrea
Viglongo
,
l
’
editore
e
scrittore
torinese
amico
di
Gramsci
,
non
ha
cessato
la
sua
attività
la
casa
editrice
che
porta
il
suo
nome
.
[41]
È
bello
che
,
in
particolare
,
appaia
puntuale
anche
quest’
anno
il
tradizionale
“
Armanach
Piemonteis
”
,
curato
ora
da
Franca
Viglongo
e
Giovanna
Spagarino
Viglongo
,
con
scritti
in
piemontese
e
italiano
,
versi
e
prose
.
[42]
Nuovi
materiali
per
conoscere
il
linguaggio
della
pubblicità
e
quello
dei
pubblicitari
.
[43]
Da
Lupelli
(
Milano
)
appaiono
“
Spot
Babilonia
"
di
Katia
Ferri
,
storia
degli
spot
dal
primo
Carosello
ai
nostri
giorni
,
corredata
di
molte
immagini
e
testi
,
e
“
Il
Dizionario
della
pubblicità
e
comunicazione
”
,
di
Giuseppe
Maria-
ni
e
Luisa
Cortese
,
con
il
contributo
di
molti
collaboratori
per
singole
voci
.
Manfredi
Vinassa
de
Régny
ha
scritto
voci
informatiche
,
Mauro
Ferraresi
voci
sulla
comunicazione
ecc
.
.
.
Text view
•
Paragraph view