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L’isolamento della cultura politica italiana rispetto alle grandi correnti del mondo contemporaneo traspare anche nel trattamento riservato a culture e lingue minori e locali.
Le forze politiche presenti in Parlamento, dopo grandi promesse, dormono, come più volte abbiamo detto in questa pagina, e dorme, naturalmente, il governo.
Quanto al patrio giornalismo, sensibilissimo alle sorti del turco Azeri, delle lingue minori d’Italia se ne infischia.
Non avviene così nella società civile. Il comune siciliano di Piana degli Albanesi e l’Istituto di linguistica di Salerno hanno organizzato due importanti convegni sugli albanesi d’Italia.
I singoli gruppi minori producono eccellenti periodici e studi. Ma non c’è solo il fai da te della società civile.
Localmente, non vi sono iniziative esemplari, come il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale del Piemonte (22 dicembre 1989, n. 583) su «tutela, valorizzazione e promozione della conoscenza dell’originale patrimonio linguistico del Piemonte»: un’apertura di possibilità molto interessanti, dalla scuola alla toponomastica, col contributo e il filtro di competenti.
E dal Parlamento europeo Joachim Dalsass, presidente dell’Intergruppo Lingue minoritarie, il 18 gennaio ha scritto ai nostri Spadolini e Iotti per sapere che ne è dei problemi delle minoranze del nostro Parlamento nazionale. Si attende risposta.
IPSE DIXIT
Merita un vitalizio nel Pritaneo lo specialista che cerchi di rendere accessibili gli elementi d’una scienza. L’impresa è poco o niente apprezzata dai colleghi di disciplina. Ma è fondamentale specialmente in società complicate come ormai sono le nostre, destinate a migliorare soltanto se molti sapranno padroneggiare almeno la capacità di orientarsi nel dedalo delle conoscenze scientifiche.
Onore dunque a Roberto Vacca, figlio del matematico (e sinologo) Giuseppe Vacca, ingegnere e paziente divulgatore. Il suo libro “Anche tu matematico”, edito da Garzanti, sta incontrando un giusto successo di pubblico. Il libro è meritorio specie in una cultura intellettuale come la nostra italiana, che si fa un vanto della poca familiarità con la matematica.
Scrive Vacca: «Questo non è un libro per ingegneri. È un libro per intellettuali… E, in genere, gli intellettuali di matematica non sanno niente».
Giusta affermazione, se con la parola intellettuale ci si riferisce soltanto a umanisti, scrittori, artisti, ecc. Ma affermazione pericolosamente consonante col pregiudizio corrente, secondo cui “la cultura che conta” è soltanto quella che niente sa di tecniche, scienze dure, matematiche. Forse un giorno impareremo a chiamare intellettuali anche i biologi, gli ingegneri e perfino i matematici.
VOCABOLARIO
Agronico. Quando si parla del processo di accentuata trasformazione delle società complesse in società di servizi, si assume qualche volta il numero degli addetti all’agricoltura come indice della persistenza di condizioni anteriori. Si dimentica quanto i servizi in forma anche raffinata permeino la stessa produzione agricola. Qui da tempo si è affermata l’agronica e dal nome della tecnica (già noto ai vocabolari) si è ora tratto il nome dello specialista di tecnologie informatiche applicate all’agricoltura: agronico.
USI E ABUSI
Listare. I vocabolari italiani conoscono per questo verbo quasi solo il valore di “orlare”, “segnare con un bordo”. Valori riconducibili a “mettere in una serie, elencare, enumerare” mancano oppure figurano come arcaismi o come tecnicismi dell’informatica. Ora però, per influenza del francese lister e dell’inglese to list, si trova spesso listare, “enumerare in serie” in scritti tecnici di varie discipline. In francese e inglese è questo il valore fondamentale e l’accezione informatica è solo una sua variante.
Incoraggiamo il gusto per la lettura
Un altro caso di fai da te, nella vita culturale italiana, è quello dell’espansione delle letture. Nonostante l’agonia delle grandi biblioteche di conservazione e ricerca, lo stato caotico di gran parte delle biblioteche universitarie, l’assenza di centri di lettura territoriali e di quartiere da Roma verso il Sud, tuttavia la gente si è andata affezionando in misura crescente alla lettura. Soprattutto nella scuola media dell’obbligo molte iniziative di editori e associazioni appoggiano l’attività di quei gruppi di insegnanti impegnati a radicare il gusto della lettura tra le generazioni più giovani.
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