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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Dietro un «lo» si nasconde il piacere infinito
Language column
Bada come parli
Author
Salvatore Claudio Sgroi
Date
29
ottobre
1988
more header data
[1]
«
Toccalo
.
Accarezzalo
.
Stringilo
.
È
il
piacere
infinito
»
è
lo
slogan
a
far
capolino
con
prepotenza
in
questo
scorcio
di
fine
ottobre
nei
quotidiani
(
come
«
la
Repubblica
»
del
23-24
ottobre
,
paginonez
finale
e
nei
settimanali
(
vedi
«
L'
Espresso
»
del
30
ottobre
,
pagine
80-81
in
estenso
)
.
[2]
Il
testo
in
questione
sovrasta
l'
immagine
centrale
di
una
donna
distesa
,
pudicamente
nuda
ed
abbracciata
ad
una
morbida
coperta
.
[3]
Come
«
pendant
»
del
messaggio
verbale
si
trova
,
quasi
in
calce
alla
pagina
,
l'
indicazione
del
marchio
rosso
1733
della
ditta
«
Piacenza
»
,
soggetto
dell'
enunciato
«
Ti
veste
di
tessuti
unici
al
mondo
»
con
funzione
denotativa
(
«
Ti
veste
di
tessuti
»
)
e
una
specificazione
di
tipo
relativo
(
«
unici
al
mondo
»
)
.
[4]
Il
micro-testo
pubblicitario
(
«
Toccalo
.
Accarezzalo
.
Stringilo
.
È
il
piacere
infinito
»
)
aggredisce
in
effetti
il
più
distratto
dei
lettori
da
più
fronti
linguistici
.
[5]
I
tre
enunciati
imperativali
(
«
Tòccalo
.
Accarèzzalo
.
Strìngilo
»
)
,
condensati
ciascuno
in
una
sola
parola
,
si
susseguono
con
lunghe
scansioni
pausali
(
segnati
dai
punti
fermi
)
e
con
un
incalzante
ritmo
sdrucciolo
ascendente
.
[6]
Succede
quindi
un
quieto
e
piano
enunciato
copulativo
(
«
È
il
piacère
infinito
»
)
,
con
modalità
persuasivamente
assertiva
e
un
pacato
ritmo
discendente
.
[7]
Sotto
il
profilo
morfologico
,
il
testo
pubblicitario
esibisce
una
triplice
presenza
del
pronome
atono
(
il
clitico
«
lo
»
)
ribadito
nei
tre
imperativi
.
[8]
Il
significato
(
«
la
cosa
»
o
«
referente
»
)
di
tale
pro
forma
(
«
lo
»
)
coincide
col
(
referente
del
)
soggetto
non
espresso
della
frase
copulativa
(
«
E'
il
piacere
infinito
»
)
.
[9]
Esiste
,
cioè
,
come
si
dice
,
«
co-referenzialità
»
(
identità
della
«
cosa
»
)
tra
«
lo
»
e
il
soggetto
della
frase
copulativa
.
[10]
Il
pronome
(
«
lo
»
)
è
però
una
forma
«
vuota
»
ovvero
,
come
insegna
la
sana
grammatica
tradizionale
,
sta
al
posto
del
nome
.
[11]
Esso
rinvia
cioè
a
qualcosa
che
è
stato
già
detto
(
o
che
sta
per
dirsi
)
nel
corso
del
discorso
.
[12]
L'
identificazione
del
nome
sostituito
o
del
referente
cui
si
rimanda
,
è
quindi
essenziale
ai
fini
di
una
corretta
comprensione
di
tutto
il
messaggio
,
il
percorso
da
compiere
non
è
in
realtà
privo
di
difficoltà
,
di
ambiguità
e
di
sovrasensi
.
[13]
Linguisticamente
sembrerebbe
che
si
debba
escludere
il
riferimento
a
qualcosa
di
già
detto
prima
(
che
non
c'
è
)
;
il
«
lo
»
non
avrebbe
qui
valore
«
anaforico
»
,
di
collegamento
retrospettivo
,
all'
indietro
con
quanto
precede
.
[14]
Rimane
allora
il
rinvio
in
avanti
,
prospettico
,
«
cataforico
»
,
a
ciò
che
viene
detto
più
oltre
.
[15]
E
tale
collegamento
in
avanti
è
duplice
:
di
carattere
semiologico-oggettuale
(
il
disegno
della
coperta
abbracciata
dalla
donna
)
e
linguistico
(
il
termine
«
tessuti
»
dell'
enunciato
che
chiude
il
messaggio
pubblicitario
)
.
[16]
In
effetti
il
collegamento
tra
il
«
lo
»
e
l'
oggetto
«
coperta
»
è
imposto
dalla
configurazione
dei
«
semi
»
dei
tre
verbi
(
«
Tocca
,
«
Accarezza
»
,
«
Stringi
»
)
,
ma
presenta
la
difficoltà
dell'
accordo
grammaticale
:
maschile
il
cinico
«
lo
»
e
femminile
il
sostantivo
«
coperta
»
che
viene
subito
in
mente
(
diversamente
dal
freddo
e
genericissimo
«
tessuto
»
)
guardando
il
disegno
.
[17]
Ma
lo
scarto
grammaticale
impone
al
lettore
l'
interpretazione
metaforica-metonimica
dell'
oggetto-coperta
,
che
occupa
evidentemente
il
posto
di
un
partner
,
di
un
«
Lui
»
.
[18]
Un
«
Lui
»
,
peraltro
,
moravianamente
suscettibile
di
ulteriore
sovrasenso
erotico
,
autorizzato
dalla
carica
semantica
dei
tre
imperativi
(
«
Toccalo
»
.
«
Accarezzalo
»
.
«
Stringilo
»
)
,
che
presuppongono
un
complemento
oggetto
solido
(
non
liquido
)
,
duro
.
[19]
Con
il
che
si
reintroduce
il
valore
«
anaforico
»
,
retrospettivo
,
di
richiamo
a
qualcosa
di
implicito
nell'
universo
semantico
del
lettore
comune
,
che
si
era
all'
inizio
scartato
.
[20]
La
carica
fortemente
(
borghesemente
)
erotica
del
messaggio
pubblicitario
scatta
cosi
dalla
tensione
tra
valenza
cataforica
(
presupposta
)
e
anaforica
del
clitico
«
lo
»
e
dall'
interazione
di
forme
linguistiche
e
semiologico-oggettuali
,
con
strategie
tutte
allusive
e
indirette
.
[21]
C'
è
da
sospettare
che
il
messaggio
pubblicitario
sarebbe
ancor
meglio
riuscito
,
senza
lo
scarto
dell'
accordo
morfologico
in
un
idioma
come
il
siciliano
.
[22]
Magari
con
la
complicità
di
un
autore
come
Vitaliano
Brancati
che
,
all'
inizio
del
capitolo
quinto
del
«
Bell'
Antonio
»
,
ripropone
la
nota
coppia
di
lessemi
contrari
abilmente
tabuizzati
,
in
un
immaginario
mini-dialogo
metalinguistico
tra
due
anonimi
personaggi
:
[23]
«
—
Ma
come
,
della
donna
?
.
.
.
»
[24]
—
.
.
.
maschile
.
.
.
[25]
«
—
E
dell'
uomo
?
.
.
.
»
.
[26]
—
.
.
.
femminile
.
[27]
«
—
Com'
è
curioso
questo
vostro
dialetto
!
»
.
[28]
Salvatore
Claudio
Sgroi
Text view
•
Paragraph view