Sentence view

I vocabolari, questi falsari

Language columnBada come parli
AuthorSalvatore Claudio Sgroi
Date 25 novembre 1989
NewspaperLa Sicilia
Publication placePalermo
Publication countryItalia
Page3
Column2-6


[1]
Pochi dizionari riescono a dare l'idea della lingua come sistema dinamico di elementi legati l'uno all'altro
[2]
Sotto il profilo della vocabolaristica, il 1989, sulla scia degli anni precedenti, è stato caratterizzato da una ricca serie di pubblicazioni, anche di dimensioni non indifferenti.
[3]
Lo scorso settembre l'editore Zanichelli ha poi rimesso in circolazione, dopo 80 anni, in edizione anastatica, un'opera tutta particolare, del 1909-12: il Tesoro della lingua italiana.
[4]
Vocabolario nomenclatore illustrato di Palmiro Premoli.
[5]
Tutti i vocaboli italiani, com'è noto, ordinano la massa delle parole della lingua secondo l'ordine alfabetico.
[6]
Il che rende immediata e facile la reperibilità dell'informazione desiderata.
[7]
Ma l'ordine alfabetico è lungi dal riflettere il carattere strutturale della lingua.
[8]
Anzi il vocabolario con la sua disposizione alfabetica finisce con l'accreditare una concezione «falsa» della lingua, quasi questa fosse un semplice insieme di elementi senza alcun legame tra di loro.
[9]
Almeno da Ferdinand de Saussure sappiamo però che una lingua (o dialetto) non è un insieme disordinato di elementi, ma piuttosto un sistema in cui gli elementi in maniera dinamica, «si tengono tra di loro».
[10]
Com'è che i lessicografi e i loro prodotti (i vocabolari) danno conto del fatto che le migliaia di parole nella lingua (cioè nella testa dei parlanti della comunità) sono tra loro collegate?
[11]
Un criterio potrebbe essere quello di raggruppare i segni linguistici partendo dai significanti, cioè dal loro aspetto fonico-grafico, raggruppandoli in «famiglie» di derivati e composti.
[12]
Così sotto comune si registrano comunismo, comunista, ecc. anticomunismo, cattocomunismo, criptocomunismo, ecc.
[13]
Per quanto sappiamo, in italiano (diversamente dal francese) non esiste alcun dizionario del genere.
[14]
Si possono ricostruire le reti semantiche delle parole tenendo conto oltre che dei rapporti di derivazione e composizione in pura sincronia anche dei valori semantici di origine, cioè per affinità sia di significato che di etimologia.
[15]
Così sotto causa si collocano (sincronicamente) causale, causalità, ecc. e (etimologicamente) anche cosa, cosare, ecc. nonché scusare, scusabile ecc.
[16]
È questa la strada seguita dal Dir o Dizionario Italiano Ragionato (ed. D'Anna 1987).
[17]
C'è tuttavia una certa «forzatura» e contraddizione nel voler dar conto della struttura lessicale di una lingua in prospettiva a un tempo sincronica e diacronica.
[18]
Cosa e causa sono etimologicamente accomunate (entrambe derivanti dal lat. causa: la prima per via popolare, la seconda per via dotta) ma la consapevolezza di tale legame è del tutto impertinente, se non fuorviante, per il corretto funzionamento ed uso dei due termini nella lingua di oggi.
[19]
Una ulteriore possibilità per dar conto della struttura semantico-lessicale di una lingua è quella di partire da un termine base con i significati e i referenti cui rinvia, ricostruendo la costellazione di parole che si riferiscono allo stesso dominio lessicale.
[20]
La definizione e delimitazione del campo semantico-lessicale è fatta in una prospettiva rigorosamente sincronica, bandendo il ricorso all'etimo.
[21]
Essa è naturalmente aperta, perché aperta è la natura della lingua, e quindi suscettibile di ulteriori integrazioni di termini e significati.
[22]
Così sotto comune si collocano vari sinonimi generale, volgare ecc., e non solo comunismo e accomunare, ma anche socializzare, socialismo. ecc.
[23]
E questo è il modello offerto dal Vocabolario nomenclatore del Premoli, che non rinuncia però ai vantaggi (con gli opportuni rinvii) dell'ordine alfabetico.
[24]
Da qui il sottotitolo, ampiamente meritato, dell'opera: «spiega e suggerisce parole, sinonimi, frasi».
[25]
Questa organizzazione «strutturale» del lessico rende particolarmente leggibile (non solo consultabile) l'opera.
[26]
Così alla voce Anatomia e famiglia sono dedicate ben 6 pagine con varie decine di termini correlati, 8 a bambino, e così via.
[27]
Salvatore Claudio Sgroi

Text viewParagraph view