Sentence view

Vu' cumprà, sostantivo democratico

Language columnBada come parli
AuthorSalvatore Claudio Sgroi
Date 24 settembre 1989


[1]
Entrata già nell'uso, tanto da essere accolta almeno nel Grande dizionario del Gabrielli (Mondadori 1989), è ormai l'espressione vu' cumprà, indicante il venditore ambulante del Terzo Mondo, immigrato nel nostro Paese in cerca di miglior fortuna.
[2]
Il termine è pure registrato nei lessici speciali di Quarantotto (1987), Cortellazzo-Cardinale (1989) e in Vassalli, II neoitaliano (Zanichelli 1989), che stranamente però lo considera «voce onomatopeica» (sic!).
[3]
La parola vu' cumprà è un esempio di «foreign talk», di italiano cioè parlato in maniera approssimativa dagli stranieri, in quanto appreso in forma «spontanea», senza cioè alcun tipo di istruzione formale.
[4]
Sotto il profilo morfologico, l'espressione di foreign talk si presenta semplificata rispetto alle forme standard: vu' tronco per «vuoi» e cumprà (con tinta meridionale) per «comprare».
[5]
Anche la forma allocutiva alla seconda persona singolare (vu' «vuoi [tu]?») in luogo della più canonica terza persona («vuole [lei]?») di rigore nelle interazioni non-personali e transazionali, sembra in questo caso neutralizzare (semplificandola) l'opposizione tu/lei propria dello standard.
[6]
Sotto il profilo della formazione delle parole, vu' cumprà è inoltre un esempio di «conglomerato».
[7]
La parola è cioè ottenuta per coalescenza dei costituenti dell'enunciato interrogativo (vu' cumprà?) quale invito all'acquisto, ed è usata con funzione di sostantivo maschile invariabile, indicante il soggetto dell'enunciazione.
[8]
L'espressione vu' cumprà, da puramente descrittiva si è poi trasformata in voce valutativa con connotazioni negative («tra lo scherzoso e lo spregiativo», sottolinea il Gabrielli).
[9]
Essa implica infatti un atteggiamento quasi razzistico, di condanna, di derisione dell'utente verso il referente.
[10]
Il giudizio di valore negativo veicolato dal termine si spiega peraltro col prestigio sociale nullo di questa categoria di persone.
[11]
La raccomandazione di Eugenio Scalfari ai «redattori incaricati della titolazione del giornale» di evitare vu' cumprà in quanto termine razzistico («II Venerdì» n. 42 de «la Repubblica» 7-10-88 p. 10) è caduta, com'era facile aspettarsi, nel vuoto.
[12]
Appena due mesi dopo, su «la Repubblica» (10-12-88 p. 18) ecco infatti apparire il titolo: «Vu' cumprà finisce in vetrina nel centro di Pescara».
[13]
Ogni proposta di abolizione del termine e di sostituzione con sinonimi meno compromessi (nero, coloured, di colore ecc.) rischia di risultare un'operazione solo nominalistica con fallaci illusioni democratiche.
[14]
Non è cambiando i nomi che si modifica la realtà, ma piuttosto solo garantendo una adeguata integrazione sociale a questi immigrati del Terzo Mondo, si può sperare che anche le parole acquistino una carica semantica positiva.
[15]
Ha facilmente avuto quindi buon gioco Beniamino Placido nell'ironizzare («la Repubblica» 15-9-89 pp. 25-26) sulla mania neologica al riguardo quale pura «nevrosi eufemistica».
[16]
La grafia più diffusa del nostro termine comporta l'apostrofo in vu' indicante troncamento, e il segnaccento grave sul tronco cumprà.
[17]
Il Gabrielli (1989) opta però per una soluzione grafica insolita, con inversione dei dia critici: vu' cumprà.
[18]
Semanticamente vu' cumprà non indica, poi, solo e sempre l'ambulante africano.
[19]
Esso appare riferito infatti scherzosamente (ma non troppo) anche a un napoletano, venditore ambulante di cleenex, diventato poi autore de I santi li ho tirati già dal cielo (Mondadori 1987), cioè Antonio Bennato: «Anche il vu' cumprà ha scritto il romanzo» («Tutto libri» de «La Stampa» 10-9-88 p. 5).
[20]
Il termine è apparso pure come determinante, nel sintagma piazza vu' cumprà, quasi nome proprio: «Piazza vu' cumprà, ex Ghiberti» («Corriere della Sera» 10- 8-89 p. 7), in vista di una piazza da riservare a Firenze al «mercato multicolore dei venditori nordafricani».
[21]
Vu' cumprà si combina anche col prefisso anti- in funzione aggettivale: «Presidio anti-vu ' cumprà in spiaggia» a Rimini («Corriere della Sera» 24- 8-89 p. 8). Vu' cumprà, solitamente sostantivo, può tornare ad essere usato come enunciato interrogativo. Così «E il bianco disse: Vu' cumprà un po' di pattume?» (7 n. 27, suppl. del «Corriere della Sera» 2-7-88 p. 11), a proposito dello scarico abusivo dei rifiuti tossici nel Paesi del Terzo Mondo.
[22]
La (s) fortuna di vu' cumprà ha dato luogo inoltre a vari costrutti analogici.
[23]
Così vu' aggiustà? come enunciato: «Vu' cumprà o vu' aggiusta?» («Corriere della Sera» 3-7-88 p. 34), riferito a un artigiano milanese che «lavora il legno e vende le sue opere ai passanti e la gente può scegliere tra l'acquisto e la riparazione artigiana.
[24]
Salvatore Claudio Sgroi

Text viewParagraph view