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La sappiamo più lunga del vocabolario

Language columnBada come parli
AuthorSalvatore Claudio Sgroi
Date 16 aprile 1988
NewspaperLa Sicilia
Publication placePalermo
Publication countryItalia
Page3
Column3-6


[1]
Ogni dizionario è un po’ come una foto che illustra la competenza lessicale (in parte anche fonologica e morfo-sintattica) della lingua di una comunità di parlanti.
[2]
La lingua in quanto strumento di comunicazione di milioni di utenti non è naturalmente una realtà statica.
[3]
Essa si trova piuttosto in un processo di inarrestabile evoluzione determinato dai continui bisogni espressivi e comunicativi della comunità.
[4]
Se questa è la condizione essenziale per il funzionamento di un qualsiasi strumento linguistico, si capisce come nessun dizionario, per ampio che esso sia, potrà mai registrare tutti i vocaboli e tutti i significati, presenti e passati, della lingua di una comunità.
[5]
La nostra «foto» per particolareggiata che sia, risulterà sempre «parziale» e sfasata nel cogliere e descrivere gli usi lessicali di una lingua.
[6]
I dizionari di oggi cercano di dar conto di ogni aspetto della multiforme realtà di una lingua.
[7]
Registrano quindi non solo parole del patrimonio letterario, ma anche le voci dell'italiano parlato, formale e informale, i dialettismi, i termini dei linguaggi settoriali, le parole straniere, ecc.
[8]
In virtù di tale dinamismo immanente nella lingua e delle diverse opzioni teoriche, metodologiche e tecniche dei lessicografi, l'utente non può aspettarsi di trovare il dizionario della lingua.
[9]
Ma piuttosto dovrà guardare ai vari dizionari della lingua, tutti inevitabilmente incompleti, deficitari e nello stesso tempo variamente complementari.
[10]
Ineliminabile rimane peraltro l'aspetto paradossale e tautologico di qualsiasi dizionario.
[11]
L'utente può infatti capire le parole solo se già ne conosce... il significato.
[12]
Le parole (la lingua-oggetto) vengono definite con altre parole (definizioni ed esempi; il metalinguaggio) secondo un processo che va all'infinito.
[13]
Ci devono infatti essere delle parole «primitive» non definibili, il cui significato bisogna che sia già noto al lettore.
[14]
L'attuale stagione lessicografica dell'italiano sembra attraversare una fase particolarmente feconda.
[15]
La tipologia dei dizionari è assai varia: sincronici, storici, etimologia, generali, speciali, mono-bi- e plurilingui, selettivi, dialettali ecc.
[16]
Non ci soffermiamo qui sulle opere in più tomi come il Dizionario enciclopedico italiano (14 voll.) con 260.
[17]
000 lemmi, il Lessico Universale Italiano (27 voll.), il Vocabolario della lingua italiana a cura di A.
[18]
Duro (4 voll., di cui 2 in stampa) con 150.
[19]
000 lemmi, rutti editi dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, o il Nuovo vocabolario illustrato della lingua italiana di G.
[20]
Devoto-G.
[21]
C.
[22]
Oli, Selezione dal Reader's Digest-Le Monnier (2 voll.) con 150.
[23]
000 lemmi.
[24]
Ci limiteremo invece qui a ricordare alcuni dizionari generali in un volume, accennando a qualche tratto, a nostro giudizio, caratterizzante.
[25]
Ultimo uscito è il DIR, ovvero Dizionario italiano ragionato, a cura di A.
[26]
Gianni e L.
[27]
Satta, D'Anna-Sintesi, 1988, pp.
[28]
XII-2017, ricco, secondo una nostra stima, di circa 75.
[29]
000 lemmi.
[30]
I quali sono organizzati, è questo lo specifico del DIR, per famiglie etimologiche di derivati e composti.
[31]
L'idea di tale organizzazione non è nuova, visto che è presente almeno nella lessicografia medievale, ma è certamente feconda.
[32]
Il testo si presta così a utili esplorazioni storiche soprattutto nell'ambito della scuola.
[33]
Il Grande dizionario Garzanti della lingua italiana, Garzanti 1987, pp.
[34]
XV-2272 dichiara 270.
[35]
000 tra voci, significati e locuzioni.
[36]
Secondo una nostra stima comprende circa 92.
[37]
000 lemmi.
[38]
È ricco di 6.
[39]
000 citazioni da 200 scrittori.
[40]
I lemmi sono trascritti secondo l'ortografia corrente, privi cioè di tutti quei diacritici cui fanno ricorso gli altri dizionari.
[41]
Le informazioni fonologiche sono invece indicate ricorrendo alla sillabazione.
[42]
È corredato di opportune illustrazioni.
[43]
Particolarmente preziosi sono i lemmi costituiti da prefissi, prefissoidi, suffissi e suffissoidi.
[44]
È assai attento nell'indicare la pronuncia, all'italiana e originale, delle parole straniere entrate in italiano.
[45]
Notevoli le 62 tavole di nomenclatura con ben 27.
[46]
500 voci, nonché quelle delle 2.
[47]
600 sigle e abbreviazioni, in appendice.
[48]
Il Vocabolario della lingua italiana di N.
[49]
Zingarelli, undicesima edizione a cura di M.
[50]
Dogliotti e L.
[51]
Rosiello, Zanichelli 1983, pp.
[52]
XVI-2256, dichiara 127.
[53]
000 voci.
[54]
È l'unico dizionario a fornire, fin dal 1970, per tutti i lemmi la trascrizione fonematica mediante l’alfabeto fonetico internazionale.
[55]
Comprende 12 inserti di terminologia sistematica e repertori finali di sigle-abbreviazioni, di locuzioni, di proverbi, di nomi propri, di luoghi d'Italia, degli abitanti d'Italia, e 31 tavole di nomenclatura.
[56]
Il Nuovissimo Dardano.
[57]
Dizionario della lingua italiana, A.
[58]
Curdo-Thema, 1981-1982, pp.
[59]
XV-2389, dichiara «circa 100.000 voci analizzate e 300.000 significati».
[60]
Dotato di illustrazioni, è il solo vocabolario che comprende ben 112 articoli di linguistica «extradizionario» a cura di specialisti vari, oltre a 58 tavole di nomenclatura.
[61]
Il Dizionario della lingua e della civiltà italiana contemporanea di E.
[62]
De Felice e A.
[63]
Duro, Palumbo 1975, pp.
[64]
XXI-2221, dichiara «120.000 unità lessicali tra lemmi e sottolemmi, varianti e alterati o derivati, 300.000 significati e accezioni e 600.000 esempi».
[65]
Esso obbedisce a criteri rigorosamente sincronici, scartando quindi usi decisamente arcaici e ogni informazione di carattere etimologico.
[66]
Rimane insuperato, a nostro giudizio, per ricchezza e modernità della esemplificazione.
[67]
Accanto a questi dizionari, il mercato presenta altri testi, quali il Devoto-Oli (1971) della Le Monnier, il Palazzi-Folena (1974) della Fabbri-Loescher, il Sandron (1976), ecc., anche questi certamente utili per altri rispetti e, come sopra detto, variamente complementari.
[68]
Salvatore Claudio Sgroi

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