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Che carattere quella fìmminazza!

Language columnBada come parli
AuthorSalvatore Claudio Sgroi
Date 8 gennaio 1989
NewspaperLa Sicilia
Publication placePalermo
Publication countryItalia
Page3
Column6-8


[1]
Il 1988 è stato per la linguistica italiana un anno decisamente fecondo di studi di prim'ordine.
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Fra questi va ora segnalato il Lexikon der Romanistischen Linguistik a cura di G.
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Holtus - M.
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Meltzeltin e C.
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Schmitt, edito a Tubinga da Max Niemeyer.
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Si tratta di una Enciclopedia della linguistica romanza in 8 volumi, articolata in 511 articoli, affidati a oltre 400 specialisti, per un totale di circa 6.
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000 pagine, che aggiorna a distanza di un secolo l'analoga opera di G.
[8]
Gröber.
[9]
A voler riportare l'indice degli articoli degli 8 voli, non basterebbe lo spazio di questa rubrica.
[10]
E dobbiamo pure rinunciare a riprendere i titoli dei 59 articoli del . volume, il primo ora uscito, pp.
[11]
XVI+935 (costo, non indifferente, di L. 360.000), dedicato all'italiano e ai dialetti d'Italia.
[12]
Malgrado il titolo tedesco, i due terzi del volume sono però scritti in italiano, il resto essendo in tedesco e (per due articoli) in francese.
[13]
Certamente un'edizione tutta in italiano avrebbe contribuito ad una sua maggiore diffusione anche fuori dello stretto ambito specialistico.
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Il taglio dell'opera la rende infatti pienamente «godibile» per il lettore colto che ha a disposizione delle preziose sintesi, ricche di idee, fatti, dati e informazioni bibliografiche nei vari settori della linguistica italiana in un'ottica aperta alle prospettive della linguistica generale.
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Ogni articolo fa il punto delle conoscenze sull'argomento, uno «state of the art», costituendo oltre che un consuntivo al tempo stesso un punto di partenza per ulteriori ricerche.
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I primi 10 articoli (circa 130 pagg.) costituiscono una grammatica descrittiva dell'italiano, con metodologia strutturalista e generativista, articolata nei classici livelli di analisi (fonologia, prosodia, grafematica, morfologia, formazione delle parole, lessicologia, fraseologia, morfosintassi, sintassi).
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Gli articoli sulla morfosintassi (di L. Vanelli) e sulla sintassi (di G. Salvi) sono tra l'altro un eccellente avvio alla grande grammatica italiana di consultazione a cusa di L.
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Renzi (11 Mulino, 1988 voi. I), su cui occorrerà in altra occasione ritornare.
[19]
Accanto alla dimensione sincronica dell'italiano è presente naturalmente anche la dimensione storica della lingua, rappresentala da articoli come Storia della lingua (di P. Koch e di M. Metzeltin), Evoluzione del sistema grammaticale (di S. Gensini), Etimologia e storia del lessico (di M. Cortelazzo), Toponomastica (di G.B. Pellegrini); ed anche la «grammaticografia» ovvero Storia delle grammatiche (di T. Poggi Salani), Lessicografia (di P. Zolli), ecc.
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Prepotentemente rappresentata è poi la dimensione sociolinguistica della lingua con articoli come Sociolinguistica (di G. Berruto), Italiano regionale (di A. Sobrero), Linguistica delle varietà (di M. Berretta), Diglossia e poliglossia (di K. Bochmann), Norma e standard (di T. Muljačič), ecc.
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Numerosi altri articoli di carattere più generale sono sempre orientati sull'italiano.
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È il caso, per es., di voci quali Stilistica e Pragmatica (entrambi di R. Sornicola), Tipologia dei testi (di B. Mortara Garavelli), ecc.
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Questa sezione comprende 27 articoli, per un totale di circa 350 pagine.
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Un blocco di 13 articoli riguarda poi i vari dialetti italiani, che con i 3 dedicati al corso e i 6 al sardo, non considerati meri «dialetti», occupano oltre 400 pagine.
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Ai nostri lettori va particolarmente segnalato il denso saggio di Alberto Vàrvaro, tutto volto a illustrare la variabilità (piuttosto che la presunta uniformità) del siciliano, a livello sia diacronico che sincronico.
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Vàrvaro sottolinea così l'importanza del siciliano «standard», cittadino, letterario rispetto alle (e a scapito delle) varietà locali.
[27]
Egli fornisce anche un abbozzo di «storia esterna» del siciliano, soffermandosi sulla dimanica del repertorio verbale costituito da sicilano, italiano, castigliano, galloitalico e albanese.
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L'autore (che, per esemplificare il mutamento di -RB- in -rv-, etimologizza il proprio cognome riportandolo a Barbaro, p. 720) ci fornisce poi una sintesi di grammatica storica del siciliano «standard» a livello di grafia, di fonetica e di lessico.
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La specificità del vocabolario è così colta storicamente nella presenza di arabismi, voci galloitaliche (per es. orbu), mormannismi (per es. racina), catalanismi (per es. prijàrisi, sgarrari) e italianismi.
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Gli aspetti sincronici del siciliano emergono invece maggiormente a livello di morfologia, di sintassi e di formazione delle parole.
[31]
Tra i prefissi egli cita cosi malu/a- in malacrianza «villania» (italanizzato da L. Sciascia ne I mafiosi in malacreanza), malacunnutta, malannata, malanova, malucristianu «malvivente», malupassu ecc.; tra i derivati suffissali accrescitivi, non sempre negativi, fìmminazza donna di carattere», tra i diminutivi in -uni: scaluni «scalino»; tra i derivati in -usu; giallinusu; tra quelli in -óticu: pazzoticu, ecc; tra i deverbali in -usu: giallinusu; tra quelli in -óticu: pazzoticu, ecc; tra i deverbali in -usu: ammazzatina, ecc.
[32]
In un'ortica contrastiva con l'italiano è rilevante a livello sintattico, l'uso di chi «che» dopo i verbi di volontà (es. vogghiu chi l’accattanu) rispetto a ca «che» dopo i verbi dichiarativi (es. ti dicu ca è accussì).
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Peraltro, il relativo chi «che» può alternare con ca «che», per es. a fimmina chi (oppure: ca) vinni mi lassau na pignola.
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A livello morfologico è interessante l'opposizione del pronome chissu «costui; ciò» (es. chissu, cchi bboli?, rammi chissu) alla forma aggittivale aferizzata ssu «codesto; quello» (es. chiama a ssu carusu).
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Accanto al siciliano «standard» Vàrvaro dedica delle pagine alle differenziazioni geografiche del dialetto, cosi BL- che diventa br- nel catanese bratta, o BR- che passa a r-, per es. razzu «braccio».
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Per quanto riguarda l'articolo indeterminativo, possiamo ricordare a integrazione, in riferimento al siciliano orientale, la variante n, es. n amicu, soggetta a vaire assimilazioni, es. n carusu, gn jattu «un gatto», m masuni «un bacio»; del tutto assorbita dinanzi a sc-, es. passau n sceccu, ecc.
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Il LRL costituisce insomma un'opera classica di puntale consultazione non meno che di solida informazione criticamente vagliata, secondo i requisiti delle grandi opere «di riferimento».
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Salvatore Claudio Sgroi

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