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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Che carattere quella fìmminazza!
Language column
Bada come parli
Author
Salvatore Claudio Sgroi
Date
8
gennaio
1989
more header data
[1]
Il
1988
è
stato
per
la
linguistica
italiana
un
anno
decisamente
fecondo
di
studi
di
prim'
ordine
.
[2]
Fra
questi
va
ora
segnalato
il
Lexikon
der
Romanistischen
Linguistik
a
cura
di
G
.
[3]
Holtus
-
M
.
[4]
Meltzeltin
e
C
.
[5]
Schmitt
,
edito
a
Tubinga
da
Max
Niemeyer
.
[6]
Si
tratta
di
una
Enciclopedia
della
linguistica
romanza
in
8
volumi
,
articolata
in
511
articoli
,
affidati
a
oltre
400
specialisti
,
per
un
totale
di
circa
6
.
[7]
000
pagine
,
che
aggiorna
a
distanza
di
un
secolo
l'
analoga
opera
di
G
.
[8]
Gröber
.
[9]
A
voler
riportare
l'
indice
degli
articoli
degli
8
voli
,
non
basterebbe
lo
spazio
di
questa
rubrica
.
[10]
E
dobbiamo
pure
rinunciare
a
riprendere
i
titoli
dei
59
articoli
del
4°
.
volume
,
il
primo
ora
uscito
,
pp
.
[11]
XVI+935
(
costo
,
non
indifferente
,
di
L
.
360
.
000
)
,
dedicato
all'
italiano
e
ai
dialetti
d'
Italia
.
[12]
Malgrado
il
titolo
tedesco
,
i
due
terzi
del
volume
sono
però
scritti
in
italiano
,
il
resto
essendo
in
tedesco
e
(
per
due
articoli
)
in
francese
.
[13]
Certamente
un'
edizione
tutta
in
italiano
avrebbe
contribuito
ad
una
sua
maggiore
diffusione
anche
fuori
dello
stretto
ambito
specialistico
.
[14]
Il
taglio
dell'
opera
la
rende
infatti
pienamente
«
godibile
»
per
il
lettore
colto
che
ha
a
disposizione
delle
preziose
sintesi
,
ricche
di
idee
,
fatti
,
dati
e
informazioni
bibliografiche
nei
vari
settori
della
linguistica
italiana
in
un'
ottica
aperta
alle
prospettive
della
linguistica
generale
.
[15]
Ogni
articolo
fa
il
punto
delle
conoscenze
sull'
argomento
,
uno
«
state
of
the
art
»
,
costituendo
oltre
che
un
consuntivo
al
tempo
stesso
un
punto
di
partenza
per
ulteriori
ricerche
.
[16]
I
primi
10
articoli
(
circa
130
pagg
.
)
costituiscono
una
grammatica
descrittiva
dell'
italiano
,
con
metodologia
strutturalista
e
generativista
,
articolata
nei
classici
livelli
di
analisi
(
fonologia
,
prosodia
,
grafematica
,
morfologia
,
formazione
delle
parole
,
lessicologia
,
fraseologia
,
morfosintassi
,
sintassi
)
.
[17]
Gli
articoli
sulla
morfosintassi
(
di
L
.
Vanelli
)
e
sulla
sintassi
(
di
G
.
Salvi
)
sono
tra
l'
altro
un
eccellente
avvio
alla
grande
grammatica
italiana
di
consultazione
a
cusa
di
L
.
[18]
Renzi
(
11
Mulino
,
1988
voi
.
I
)
,
su
cui
occorrerà
in
altra
occasione
ritornare
.
[19]
Accanto
alla
dimensione
sincronica
dell'
italiano
è
presente
naturalmente
anche
la
dimensione
storica
della
lingua
,
rappresentala
da
articoli
come
Sto
ri
a
della
lingua
(
di
P
.
Koch
e
di
M
.
Metzeltin
)
,
Evoluzione
del
sistema
grammaticale
(
di
S
.
Gensini
)
,
Etimologia
e
storia
del
lessico
(
di
M
.
Cortelazzo
)
,
Toponomastica
(
di
G
.
B
.
Pellegrini
)
;
ed
anche
la
«
grammaticografia
»
ovvero
Storia
delle
grammatiche
(
di
T
.
Poggi
Salani
)
,
Lessicografia
(
di
P
.
Zolli
)
,
ecc
.
[20]
Prepotentemente
rappresentata
è
poi
la
dimensione
sociolinguistica
della
lingua
con
articoli
come
Sociolinguistica
(
di
G
.
Berruto
)
,
Italiano
regionale
(
di
A
.
Sobrero
)
,
Linguistica
delle
varietà
(
di
M
.
Berretta
)
,
Diglossia
e
poliglossia
(
di
K
.
Bochmann
)
,
Norma
e
standard
(
di
T
.
Muljačič
)
,
ecc
.
[21]
Numerosi
altri
articoli
di
carattere
più
generale
sono
sempre
orientati
sull'
italiano
.
[22]
È
il
caso
,
per
es
.
,
di
voci
quali
Stilistica
e
Pragmatica
(
entrambi
di
R
.
Sornicola
)
,
Tipologia
dei
testi
(
di
B
.
Mortara
Garavelli
)
,
ecc
.
[23]
Questa
sezione
comprende
27
articoli
,
per
un
totale
di
circa
350
pagine
.
[24]
Un
blocco
di
13
articoli
riguarda
poi
i
vari
dialetti
italiani
,
che
con
i
3
dedicati
al
corso
e
i
6
al
sardo
,
non
considerati
meri
«
dialetti
»
,
occupano
oltre
400
pagine
.
[25]
Ai
nostri
lettori
va
particolarmente
segnalato
il
denso
saggio
di
Alberto
Vàrvaro
,
tutto
volto
a
illustrare
la
variabilità
(
piuttosto
che
la
presunta
uniformità
)
del
siciliano
,
a
livello
sia
diacronico
che
sincronico
.
[26]
Vàrvaro
sottolinea
così
l'
importanza
del
siciliano
«
standard
»
,
cittadino
,
letterario
rispetto
alle
(
e
a
scapito
delle
)
varietà
locali
.
[27]
Egli
fornisce
anche
un
abbozzo
di
«
storia
esterna
»
del
siciliano
,
soffermandosi
sulla
dimanica
del
repertorio
verbale
costituito
da
sicilano
,
italiano
,
castigliano
,
galloitalico
e
albanese
.
[28]
L'
autore
(
che
,
per
esemplificare
il
mutamento
di
-RB-
in
-rv-
,
etimologizza
il
proprio
cognome
riportandolo
a
Barbaro
,
p
.
720
)
ci
fornisce
poi
una
sintesi
di
grammatica
storica
del
siciliano
«
standard
»
a
livello
di
grafia
,
di
fonetica
e
di
lessico
.
[29]
La
specificità
del
vocabolario
è
così
colta
storicamente
nella
presenza
di
arabismi
,
voci
galloitaliche
(
per
es
.
orbu
)
,
mormannismi
(
per
es
.
racina
)
,
catalanismi
(
per
es
.
prijàrisi
,
sgarrari
)
e
italianismi
.
[30]
Gli
aspetti
sincronici
del
siciliano
emergono
invece
maggiormente
a
livello
di
morfologia
,
di
sintassi
e
di
formazione
delle
parole
.
[31]
Tra
i
prefissi
egli
cita
cosi
malu
/a
-
in
malacrianza
«
villania
»
(
italanizzato
da
L
.
Sciascia
ne
I
mafiosi
in
malacreanza
)
,
malacunnutta
,
malannata
,
malanova
,
maluc
ri
stianu
«
malvivente
»
,
malupassu
ecc
.
;
tra
i
derivati
suffissali
accrescitivi
,
non
sempre
negativi
,
fìmminazza
donna
di
carattere
»
,
tra
i
diminutivi
in
-
uni
:
scaluni
«
scalino
»
;
tra
i
derivati
in
-
usu
;
giallinusu
;
tra
quelli
in
-
óticu
:
pazzoticu
,
ecc
;
tra
i
deverbali
in
-
usu
:
giallinusu
;
tra
quelli
in
-
óticu
:
pazzoticu
,
ecc
;
tra
i
deverbali
in
-
usu
:
ammazzatina
,
ecc
.
[32]
In
un'
ortica
contrastiva
con
l'
italiano
è
rilevante
a
livello
sintattico
,
l'
uso
di
chi
«
che
»
dopo
i
verbi
di
volontà
(
es
.
vogghi
u
chi
l’
accattanu
)
rispetto
a
ca
«
che
»
dopo
i
verbi
dichiarativi
(
es
.
ti
dicu
ca
è
accussì
)
.
[33]
Peraltro
,
il
relativo
chi
«
che
»
può
alternare
con
ca
«
che
»
,
per
es
.
a
fimmina
chi
(
oppure
:
ca
)
vinni
mi
lassau
na
pignola
.
[34]
A
livello
morfologico
è
interessante
l'
opposizione
del
pronome
chissu
«
costui
;
ciò
»
(
es
.
chissu
,
c
chi
bb
ol
i
?
,
ra
mmi
chissu
)
alla
forma
aggittivale
aferizzata
ssu
«
codesto
;
quello
»
(
es
.
chiama
a
ssu
carusu
)
.
[35]
Accanto
al
siciliano
«
standard
»
Vàrvaro
dedica
delle
pagine
alle
differenziazioni
geografiche
del
dialetto
,
cosi
BL-
che
diventa
br
-
nel
catanese
bratta
,
o
BR
-
che
passa
a
r-
,
per
es
.
razzu
«
braccio
»
.
[36]
Per
quanto
riguarda
l'
articolo
indeterminativo
,
possiamo
ricordare
a
integrazione
,
in
riferimento
al
siciliano
orientale
,
la
variante
n
,
es
.
n
amicu
,
soggetta
a
vaire
assimilazioni
,
es
.
n
carusu
,
gn
jattu
«
un
gatto
»
,
m
mas
u
ni
«
un
bacio
»
;
del
tutto
assorbita
dinanzi
a
sc
-
,
es
.
passau
n
sceccu
,
ecc
.
[37]
Il
LRL
costituisce
insomma
un'
opera
classica
di
puntale
consultazione
non
meno
che
di
solida
informazione
criticamente
vagliata
,
secondo
i
requisiti
delle
grandi
opere
«
di
riferimento
»
.
[38]
Salvatore
Claudio
Sgroi
Text view
•
Paragraph view