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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Ecco come si studia la grammatica
Language column
Bada come parli
Author
Salvatore Claudio Sgroi
Date
2
aprile
1988
more header data
[1]
Per
favore
non
studiate
la
grammatica
è
il
titolo
del
«
pezzo
»
di
questa
rubrìca
apparso
lunedì
28
marzo
,
in
cui
al
di
là
del
significato
letterale
del
titolo
si
sosteneva
non
di
non
studiare
la
grammatica
,
ma
di
non
studiare
certi
libri
di
grammatica
.
[2]
Nella
scuola
media
dell'
obbligo
,
senz'
alcun
dubbio
,
la
grammatica
va
fatta
(
come
indicano
i
Nuovi
Programmi
)
,
e
va
fatta
bene
(
sottolineavamo
noi
)
su
testi
scientificamente
e
pedagogicamente
attendibili
.
[3]
Strettamente
correlata
a
questa
esigenza
era
l'
altra
che
l'
educazione
linguistica
non
si
può
limitare
allo
studio
della
grammatica
,
ma
la
competenza
metalinguistica
va
subordinata
e
trattata
in
funzione
dello
sviluppo
della
competenza
della
lingua
nazionale
nelle
sue
quattro
abilità
:
«
Gli
apprendimenti
linguistici
—
recitano
i
Nuovi
Programmi
—
vanno
riferiti
alle
abilità
di
base
(
ascoltare
,
parlare
,
leggere
,
scrivere
)
,
alle
varie
funzioni
e
usi
del
linguaggio
(
.
.
.
)
e
tenendo
conto
delle
varietà
(
.
.
.
)
della
lingua
(
.
.
.
)
»
.
[4]
Un
testo
quindi
che
non
voglia
essere
«
fuorilegge
»
rispetto
ai
Programmi
deve
affrontare
questi
due
aspetti
dell'
educazione
linguistica
.
[5]
E
siccome
la
volta
scorsa
ci
siamo
soffermati
su
un
esempio
(
cattivo
)
,
vogliamo
ora
scegliere
un
testo
(
eccellente
)
per
mostrare
con
quali
criteri
si
può
analizzare
un
libro
,
e
quindi
quali
requisiti
esso
deve
soddisfare
per
raggiungere
una
soglia
di
accettabilità
.
[6]
La
Lingua
italiana
:
La
pratica
e
la
grammatica
.
[7]
Manuale
di
educazione
linguistica
di
A
.
[8]
A
.
[9]
Sobrero
-
G
.
[10]
L
.
[11]
Beccarla
-
C
.
[12]
Marazzini
(
SEI
1986
)
mostra
già
nel
titolo
in
maniera
alquanto
esplicita
come
sono
affrontate
le
due
facce
del
problema
.
[13]
Il
volume
,
di
circa
580
pagine
,
prende
le
mosse
nella
prima
parte
—
il
6%
—
da
«
La
comunicazione
»
(
pp
.
7-48
)
,
passando
quindi
alle
quattro
abilità
del
parlare-ascoltare-leggere-scrivere
—
il
40%
del
testo
—
(
pp
.
50-
250
)
.
[14]
Nella
seconda
parte
si
affronta
—
un
altro
40%
—
«
la
riflessione
sulla
lingua
»
(
pp
.
251-457
e
pp
.
571-582
)
.
[15]
La
terza
parte
riguarda
invece
«
La
Storia
»
,
cioè
la
preistoria
del
linguaggio
,
il
latino
,
la
storia
dell'
italiano
—
7%
—
(
pp
.
479-525
)
.
[16]
Quindi
gli
autori
hanno
voluto
inserire
anche
,
forse
un
po'
sacrificandoli
,
due
capitoli
sulla
varietà
letteraria
della
lingua
,
i
dialetti
,
l'
italiano
regionale
,
ì
linguaggi
settoriali
—
un
altro
7%
—
(
pp
.
526-570
)
.
[17]
Da
quest'
esame
puramente
quantitativo
emerge
subito
il
grande
equilibrio
tra
la
prima
parte
(
competenza
linguistica
)
e
la
seconda
(
competenza
metalinguistica
)
entrambe
presenti
al
40%
.
[18]
Se
poi
si
passa
a
un
esame
qualitativo
della
parte
seconda
,
ci
si
accorge
che
l'
analisi
grammaticale
qui
proposta
è
rivolta
ad
aspetti
della
lingua
tradizionalmente
trascurati
.
[19]
Si
veda
per
esempio
la
sezione
sulla
«
grammatica
del
testo
»
(
pp
.
251-281
)
,
che
è
un
modello
pedagogicamente
e
scientificamente
ineccepibile
sulle
proprietà
del
testo
,
che
dev'
essere
adeguato
alla
situazione
,
coerente
,
coeso
,
linguisticamente
corretto
.
[20]
(
Qui
l'
insegnante
potrà
apprezzare
l'
ottica
profondamente
innovativa
con
cui
vengono
considerate
categorie
pur
tradizionali
come
quelle
di
pronomi-congiunzioni-avverbi-preposizioni
)
.
[21]
Anche
nel
capitolo
sulla
fonologia
(
pp
.
470-
478
)
si
è
lontani
dalle
amenità
di
altri
per
i
quali
«
I
linguisti
distinguono
le
lettere
dell'
alfabeto
in
grafemi
(
segni
,
lettere
scritte
)
e
fonemi
(
suoni
delle
lettere
)
»
(
p
.
50
,
ripetuto
anche
nel
volume
per
le
superiori
)
.
[22]
Quanto
agli
altri
capitoli
su
analisi
del
periodo
,
della
frase
,
morfologia
,
verbo
,
il
modello
grammaticale
proposto
è
sì
quello
tradizionale
(
in
cui
quindi
l'
insegnante
si
ritrova
facilmente
)
,
ma
presentato
con
grande
accortezza
teorica
.
[23]
La
sensibilità
teorica
degli
autori
li
porta
anzi
a
fare
una
«
Avvertenza
per
lo
studente
»
(
p
.
284
)
,
di
grande
valenza
scientifico-educativa
,
a
nostro
giudizio
,
sui
limiti
di
qualsiasi
teoria
linguistica
(
compresa
ovviamente
quella
proposta
dagli
autori
)
.
[24]
Le
grammatiche
tradizionali
sono
difficilmente
difendibili
in
quanto
prive
di
scientificità
,
incoerenti
,
contraddirtene
e
inadeguate
a
descrivere
gli
usi
reali
della
lingua
.
[25]
Una
buona
grammatica
scolastica
deve
invece
,
soddisfare
i
requisiti
della
scientificità
:
coerenza
teorica
e
adeguatezza
descrittiva
ed
esplicativa
degli
usi
linguistici
.
[26]
Una
grammatica
scolastica
avrà
anche
carattere
normativo
.
[27]
Non
però
nel
senso
di
privilegiare
una
sola
norma
(
ottimisticamente
quella
degli
usi
letterari
toscani
,
ottocenteschi
e
conservatori
)
con
la
«
puzza
sotto
il
naso
»
per
le
altre
norme
,
considerate
semplicemente
devianze
ed
errori
.
[28]
Ma
,
piuttosto
,
sarà
certamente
normativa
,
se
descriverà
le
diverse
norme
degli
usi
molteplici
che
della
lingua
nazionale
fanno
i
parlanti
nella
diversità
delle
situazioni
comunicative
.
[29]
Una
grammatica
coerente-descrittivo-esplicativa
delle
norme
(
cioè
degli
usi
)
dei
parlanti
di
una
comunità
,
deve
inoltre
avere
carattere
pedagogico
,
in
quanto
testo
scolastico
destinato
a
giovani
di
11-13
anni
.
[30]
Essa
non
avrà
così
alcuna
pretesa
di
esaustività
ma
mirerà
alla
semplicità
e
all'
informalità
nella
presentazione
delle
categorie
linguistiche
,
privilegiando
una
disposizione
della
materia
adeguata
allo
sviluppo
mentale
dei
discenti
.
[31]
Né
mancherà
di
offrire
adeguate
opportunità
di
esercitazioni
.
[32]
Naturalmente
,
alquanto
diverse
sono
le
esigenze
per
gli
insegnanti
,
che
non
potranno
accontentarsi
della
conoscenza
delle
grammatiche
scientifico-pedagogiche
,
ma
dovranno
anche
avere
una
qualche
familiarità
sia
col
dibattito
attuale
sulle
teorie
grammaticali
,
sia
con
le
grammatiche
scientifiche
tout
court
,
di
riferimento
,
dell'
italiano
.
[33]
Preziose
e
insostituibili
sono
(
attualmente
)
:
A
.
[34]
L
.
e
G
.
[35]
Lepschy
,
La
lingua
italiana
.
[36]
Storia
,
varietà
dell'
uso
,
grammatica
,
Bompiani
1981
;
P
.
[37]
Tekačič
,
Grammatica
storica
dell'
italian
o
,
II
Mulino
(
3
voll
.
1972
)
;
nonché
la
Grande
Grammatica
a
cura
di
L
.
[38]
Renzi
,
di
imminente
pubblicazione
presso
II
Mulino
.
[39]
Evviva
dunque
la
grammatica
(
della
lingua
)
e
le
grammatiche
scientifiche
,
di
riferimento
e
pedagogiche
(
dei
linguisti
e
dei
grammatici
)
!
[40]
Salvatore
Claudio
Sgroi
Text view
•
Paragraph view