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Maarten Janssen, 2014-
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Il pasdar, i pasdaran
Language column
Bada come parli
Author
Salvatore Claudio Sgroi
Date
24
ottobre
1987
more header data
[1]
In
un’
epoca
come
quella
nostra
,
caratterizzata
da
una
fittissima
rete
di
scambi
comunicativi
e
di
contatti
interlinguistici
a
livello
planetario
,
niente
di
più
normale
che
le
parole
legate
a
fatti
di
particolare
risonanza
mondiale
viaggino
–
con
buona
pace
dei
puristi
–
da
una
lingua
all’
altra
,
accompagnandosi
in
forme
diverse
nei
vocabolari
dei
vari
idiomi
del
mondo
.
[2]
E
così
,
come
portato
del
già
settennale
conflitto
Iran-Iraq
,
sui
giornali
e
nei
giornali
radio
e
telegiornali
della
prima
decade
di
ottobre
,
è
apparsa
(
o
ricomparsa
a
distanza
di
qualche
anno
)
la
parola
p
a
sdaràn
:
«
pasdaran
in
agguato
»
(
Corriere
della
Sera
,
8
ottobre
)
,
«
motovedette
dei
Pasdaran
si
preparano
ad
attaccare
nel
Golfo
di
Dubai
»
(
La
Repubblica
,
8
ottobre
)
,
«
agguato
dei
pasdaran
(
La
Sicilia
,
8
ottobre
)
.
[3]
Dinanzi
all’
infinita
creatività
lessicale
di
una
comunità
linguistica
,
i
dizionari
non
possono
non
essere
incompleti
e
inevitabilmente
in
ritardo
nel
registrare
la
molteplicità
degli
usi
semantici
di
una
lingua
.
[4]
E
anche
se
i
vocabolari
italiani
di
quest’
ultimo
ventennio
si
sono
mostrati
meno
puristici
e
più
disposti
ad
accogliere
le
parole
straniere
approdate
in
italiano
con
le
loro
valenze
espressivo-comunicative
,
non
ci
meraviglieremo
se
il
nostro
termine
non
appare
registrato
neppure
nei
più
recenti
dizionari
generali
usciti
quest’
anno
.
[5]
La
voce
è
peraltro
sfuggita
anche
alle
maglie
dei
repertori
specializzati
nel
catturare
parole
nuove
.
[6]
Vale
quindi
la
pena
di
soffermarci
a
commentare
la
comparsa
di
questo
vocabolo
.
[7]
E
diciamo
subito
che
pasdaràn
(
al
pari
di
ayatollah
«
capo
religioso
sciita
»
)
è
una
parola
dell’
iranico
(
o
persiano
)
moderno
,
lingua
,
com’
è
noto
,
del
gruppo
indoeuropeo
,
ma
fortemente
arabizzata
fin
dall’
adozione
del
tipo
di
scrittura
.
[8]
Pasdaràn
ha
il
significato
di
«
guardiani
»
e
,
nell’
attuale
contesto
socio-politico
,
di
«
guardiani
della
rivoluzione
khomeinista
»
.
[9]
«
Ferito
e
catturato
un
p
a
sdaràn
»
non
è
frase
invece
che
abbiamo
sentito
o
letto
,
contrariamente
a
quanto
in
realtà
ci
si
poteva
aspettare
nei
fatti
e
linguisticamente
.
[10]
Ma
p
a
sdàr
è
la
forma
singolare
di
«
guardiano
»
,
e
-an
indica
il
plurale
.
[11]
Un
pasdaràn
sarebbe
risultato
quindi
un
adattamento
di
stampo
popolare
,
peraltro
non
frequente
nelle
dinamiche
interlinguistiche
e
nell’
evoluzione
linguistica
(
come
è
il
caso
,
per
es
.
di
un
kinder
«
piccolo
uovo
di
cioccolato
per
bambini
,
contenente
una
sorpresa
»
)
.
[12]
L’
integrazione
in
italiano
sul
piano
ortografico
comporterebbe
l’
indicazione
dell’
accento
grafico
,
trattandosi
di
parola
tronca
in
iranico
.
[13]
E
questa
è
infatti
la
soluzione
seguita
dagli
articolisti
de
«
La
Repubblica
»
,
diversamente
dal
«
Corriere
della
Sera
»
e
dalla
«
Sicilia
»
.
[14]
Quali
le
strategie
solitamente
messe
in
campo
per
indurre
un
termine
straniero
in
un
contesto
italiano
?
[15]
A
livello
di
lingua
scritta
è
corrente
il
ricorso
alle
virgolette
,
al
corsivo
,
alla
sottolineatura
,
chiarendo
nel
contempo
la
voce
esotica
mediante
elementi
contestuali
e
l’
uso
di
perifrasi-sinonimi
che
ne
traducono
il
significato
.
[16]
Leggiamo
così
«
isola
di
Farsi
,
covo
dei
guardiani
»
,
«
i
pasdaran
,
le
guardie
della
rivoluzione
khomeinista
»
(
Corriere
della
Sera
)
,
«
la
minaccia
dei
miliziani
di
Khomeini
»
,
«
guardiani
della
rivoluzione
»
(
La
Repubblica
,
La
Sicilia
)
.
[17]
L’
italiano
aveva
in
passato
accolto
nel
proprio
lessico
parole
persiane
,
anche
se
non
moltissime
.
[18]
Azzurro
,
bazar
,
carovana
,
gelsomino
,
mogol
,
narghilè
,
scarlatto
,
scià
e
qualche
altro
sono
infatti
termini
iraniani
ormai
acquisiti
strutturalmente
dall’
italiano
,
tanto
da
non
richiamare
più
all’
utente
comune
l’
origine
straniera
.
[19]
Non
possiamo
prevedere
se
il
prestito
pasdaràn
(
con
la
difficoltà
fonologica
della
sequenza
interna
-
sd
-
)
o
il
sinonimo-calco
guardiani
rimarranno
in
maniera
stabile
nel
patrimonio
lessicale
della
nostra
lingua
.
[20]
Possiamo
,
però
,
forse
augurarci
–
per
motivi
tutt’
altro
che
puristici
–
che
i
pasdaràn
o
i
guardiani
(
della
rivoluzione
)
con
le
loro
attuali
connotazioni
di
morte
scompaiono
quanto
prima
insieme
con
gli
eventi
di
guerra
con
cui
sono
venuti
alla
ribalta
.
[21]
Salvatore
Claudio
Sgroi
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