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La fermata è «soppressa»

Language columnBada come parli
AuthorSalvatore Claudio Sgroi
Date 17 ottobre 1987
NewspaperLa Sicilia
Publication place?
Publication countryItalia
Page3
Column4-7


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A Catania in seguito ai lavori di sistemazione di condutture varie nel tratto finale di via Etnea, compreso tra via Ingegnere e la via Tondo Gioeni, il traffico automobilistico ha subito da circa un mese i catanesi se ne sono subito accorti a spese loro un notevole rallentamento, specie nelle ore di punta.
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Conseguentemente il servizio dei filobus linea 29, 36 e 44 ha subito, nel percorso da via Tondo Gioeni verso via Etnea, una inevitabile deviazione su via Ardizzone Gioeni e via Passo Gravina.
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La direzione dell'AMT ha quindi temporaneamente eliminato la fermata di via Etnea, all'altezza dei numeri 744 e 746, sostituendo in maniera tempestiva la tabella indicante, le lineea di transito e i percorsi seguiti con una nuova tabella mobile, che reca la seguente indicazione: «La fermata A.M.T. è temporaneamente "sorpressa"».
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Non c'è naturalmente che da apprezzare la tempestività da parte dell'AMT nell'avvertire gli utenti di tale momentaneo disservizio, al fine di evitare come invece è successo in altre occasioni ulteriori inutili attese.
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L'avviso diligentemente posto dall'AMT presenta tuttavia per noi un interesse supplementare, di ordine linguistico, costituito i lettori se ne saranno già accorti dalla forma partecipiale con valore aggettivale sorpressa anziché soppressa.
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Come spiegare infatti la presenza di quella erre in più, che ha tutta l'aria di essere un perfetta intrusa?
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Si potrebbe pensare a una semplice svista, ma il caso vale piuttosto come spia di un comportamento tipico di una certa situazione sociolinguistica.
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L'esempio non è infatti isolato, va imputato semplicemente alla mano maldestra dell'autore materiale della indicazione.
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In effetti, si tratta di una forma ipercorretta.
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E l'esempio vale come sintomo del disagio del parlante dialettofono dinanzi al proprio idioma materno (nel caso specifico il sicilano) sentito come idioma subalterno e di scarso prestigio rispetto alla lingua nazionale.
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Infatti, è proprio del dialetto catanese l'assimilazione dei messi "r+ consonante" e nella fattispecie "rp" diventa "pp." Così è curpa a Catania è pronunciato è cuppa .
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La doppia p nella forma italiana soppressa essendo allora sentita come dialettale, il parlante ha inconsapevole ricostruito la forma ipercorretta sorpressa.
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Lo stesso meccanismo spiega altresì la forma Licordia al posto di Licodia, che abbiamo letto in un annuncio economico: Vendesi terreno a Licordia.
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La forma Licodia, che nella variante regionale siciliana è pronunciata con doppia "d", cioè Licoddia, è sentita come dialettale e subisce quindi un processo di nobilitazione nella forma Licordia, che suona così più "fino".
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I fenomeni di ipercorrettismo sono ben noti nelle dinamiche lunguistiche e sono la spia di un contrasto tra idiomi di diverso prestigio e peso sociale.
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L’ipercorrettismo si presenta come un fattore di mutamento linguistico, contro cui le recriminazioni puristiche lasciano un po’ il tempo che trovano, in quanto le forme ipercorrette finiscono con l’imporsi saldamente nell’uso comune.
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È questo per esempio il caso di polipo per polpo, indicante il noto mollusco commestibile.
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Chi mai ordinerebbe al ristorante una insalata di polpi?.
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Al riguardo possiamo ricordare come esempio illustre il polipacci messo in bocca da Brancati al padre del Bell’Antonio.
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Ma qui si tratta di un insulto oltraggioso, dove accanto alla forma ipercorretta, si noterà la particolare valenza semantica regionalistica di omosessuali.
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Va ancora detto che l’ipercorrettismo è stato favorito da una sorta di terrorismo antidialettale perseguito dalla scuola del passato e, forse in minor misura, dalla scuola di oggi.
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Chi non ha ancora nelle orecchie la condanna di scancellare con la sua brava esse intensiva da sostituire naturalmente col più tranquilo cancellare?
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Riuscirà ora la variante sorpressa ad affermarsi nell’uso in forma stabile grazie anche con il contributo (inconcio) dell’Azienda Municipale Trasporti?
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Salvatore Claudio Sgroi

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