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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
L’impossibilità di commettere errori
Language column
Bada come parli
Author
Salvatore Claudio Sgroi
Date
16
novembre
1988
more header data
[1]
Ogni
terminologia
scientifica
,
quale
è
quella
della
linguistica
,
anzi
(
viste
le
molteplici
angolazioni
di
studio
dei
fatti
linguistici
)
delle
scienze
del
linguaggio
,
è
un
sistema
(
aperto
)
di
simboli
costruito
artificialmente
per
parlare
nel
modo
più
adeguato
delle
lingue
storico-naturali
(
dialetti
compresi
)
.
[2]
Ogni
terminologia
in
quanto
fatta
di
parole
è
una
parte
(
sottoinsieme
)
della
lingua
tout
court
.
[3]
Essa
è
cioè
un
sottocodice
speciale
del
codice-lingua
,
costituito
da
un
insieme
di
parole
e
di
significati
specifici
(
o
leopardianamente
:
di
termini
)
che
hanno
circolazione
all'
interno
della
disciplina
.
[4]
La
terminologia
scientifica
è
cioè
un
«
metalinguaggio
»
(
ovvero
un
linguaggio
costruito
per
parlare
del
linguaggio
)
,
uno
strumento
teorico
,
il
cui
costo
in
termini
di
sforzo
di
apprendimento
,
di
comprensione
e
di
uso
dovrebbe
essere
giustificato
dalla
sua
utilità
:
dalla
sua
capacità
di
descrivere
e
spiegare
i
diversi
fenomeni
linguistici
.
[5]
Ogni
terminologia
(
come
ogni
teoria
)
scientifica
è
(
o
dovrebbe
essere
)
caratterizzata
da
una
coerenza
interna
delle
definizioni
(
assenza
cioè
di
contraddizioni
)
e
da
un
certo
grado
di
adeguatezza
descrittivo-esplicativa
della
realtà
linguistica
in
esame
.
[6]
Ma
sia
l'
assenza
di
contraddizioni
che
il
potere
esplicativo
delle
teorie
e
delle
terminologie
sono
sempre
relative
:
la
realtà
essendo
conoscibile
solo
parzialmente
.
[7]
La
terminologia
linguistica
rispecchia
inevitabilmente
le
evidenze
non
meno
che
le
incertezze
,
le
incoerenze
e
le
ambiguità
della
ricerca
linguistica
.
[8]
L
’
ideale
di
una
terminologia
unitaria
,
standard
,
eguale
per
tutti
i
linguisti
e
per
tutte
le
scuole
di
tutti
i
paesi
del
mondo
è
solo
un
’
utopia
.
[9]
È
infatti
possibile
fare
una
storia
delle
diverse
teorie
,
scuole
e
terminologie
linguistiche
(
queste
ultime
solo
appena
abbozzate
)
.
[10]
Le
terminologie
scientifiche
si
giustificano
apparentemente
per
il
carattere
univoco
,
non
ambiguo
dei
loro
termini
e
dei
loro
significati
,
ma
paradossalmente
esse
riflettono
la
variabilità
storico-culturale
delle
stesse
lingue
storico-culturali
,
dei
loro
artefici
e
dei
loro
utenti
.
[11]
Ogni
testo
pur
specialistico
,
non
si
sottrae
così
a
una
buona
dose
e
ad
uno
sforzo
di
«
interpretazione
»
(
non
semplice
«
decodifica
»
)
da
parte
del
suo
lettore
(
specialista
o
meno
)
,
rivelando
nel
contempo
il
suo
carattere
«
arbitrario
»
di
costruzione
umana
.
[12]
La
separazione
tra
linguaggio
scientifico
e
linguaggio
umano
non
è
quindi
così
netta
,
come
forse
si
potrebbe
credere
.
[13]
L
’
osmosi
tra
lingua
comune
e
linguaggi
settoriali
è
quindi
inevitabile
,
anzi
è
salutare
e
necessaria
.
[14]
Con
queste
premesse
non
si
può
allora
che
riconoscere
la
grande
utilità
del
Dizionario
di
linguistica
(
Armando
,
Roma
1988
,
pp
.
320
)
,
l'
ultima
opera
del
compianto
Giorgio
Raimondo
Cardona
(
1943-1988
)
.
[15]
Tanto
più
che
l'
inventario
dei
lessici
speciali
disponibili
in
italiano
al
riguardo
non
è
certamente
ampio
.
[16]
(
Il
testo
più
vicino
e
complementare
a
questo
di
G
.
R
.
Cardona
è
quello
omonimo
di
J
.
Dubois
et
alii
,
ricco
di
circa
1
.
800
voci
,
edito
a
cura
di
L
.
Rosiello
e
I
.
Loi
Corvetto
presso
Zanichelli
)
.
[17]
Senza
pretendere
una
impossibile
esaustività
di
voci
ed
accezioni
dei
termini
delle
scienze
del
linguaggio
(
neppure
della
sola
linguistica
italiana
)
il
Dizionario
di
Cardona
,
con
i
suoi
oltre
duemila
lemmi
,
è
certamente
una
buona
mappa
per
il
lettore
colto
(
professore
,
studente
ecc
.
)
che
voglia
districarsi
nel
labirinto
terminologico
delle
scienze
del
linguaggio
.
[18]
Vi
si
trovano
intani
termini
di
linguistica
generale
,
glottologia
,
sociolinguistica
,
delle
varie
scuole
linguistiche
(
funzionalismo
,
glossematica
,
grammatica
generativo-trasformazionale
,
ecc
.
)
,
ma
anche
della
gramamtica
tradizionale
,
della
retorica
,
nonché
delle
varie
branche
della
ricerca
(
fonologia
,
morfologia
,
sintassi
,
semantica
)
,
ecc
.
[19]
Dinanzi
alla
«
impossibile
omogeneità
e
rigorosità
»
(
p
.
8
)
delle
definizione
delle
voci
,
Cardona
ha
preferito
un
«
andamento
più
leggibile
e
discorsivo
»
(
ibid
.
)
a
tutto
beneficio
del
suo
lettore
.
[20]
L
’
autore
ha
altresì
fornito
spesso
l'
etimologia
dei
termini
là
dove
questo
poteva
servire
a
chiarire
ulteriormente
il
significato
del
lemma
in
questione
.
[21]
Gli
esempi
illustrativi
non
sono
limitati
alle
lingue
più
note
,
ma
riguardano
anche
idiomi
non
indoeuropei
,
la
cui
familiarità
non
mancava
certamente
all’
autore
.
[22]
L’
originalità
dell’
opera
traspare
anche
nelle
voci
apparentemente
più
banali
,
mai
definite
in
maniera
superficiale
.
[23]
Si
veda
per
es
.
la
voce
errore
.
[24]
Da
un
lato
Cardona
distingue
la
duplice
accezione
tradizionale
di
solecismo
(
«
contro
la
sintassi
»
)
e
di
barbarismo
(
«
dovuto
a
un’
altra
lingua
»
)
.
[25]
Dall’
altro
egli
osserva
,
con
una
carica
eversiva
di
non
poco
conto
,
che
«
in
realtà
il
concetto
di
errore
presuppone
un
parlante
che
parli
una
lingua
non
sua
;
nella
propria
lingua
il
parlante
non
può
per
definizione
,
fare
errori
.
Semmai
i
cosiddetti
errori
in
quanto
anomalie
,
lapsus
,
false
partenze
,
gettano
uno
spiraglio
di
luce
sulle
strutture
interne
del
linguaggio
;
negli
altri
casi
si
parla
piuttosto
di
interferenza
(
…
)
»
.
[26]
Con
il
che
egli
liquida
elegantemente
tutta
una
tradizione
puristica
,
così
fortemente
presente
nella
scuola
italiana
.
[27]
L’
utilità
di
un
dizionario
come
quello
di
Cardona
è
ulteriormente
dimostrata
dalla
sua
complementarietà
rispetto
ai
dizionari
generali
della
lingua
.
[28]
Questi
ultimi
,
seppure
attenti
ai
linguaggi
settoriali
,
non
sempre
sono
infatti
affidabili
sotto
questo
punto
di
vista
.
[29]
Un
utile
esercizio
per
i
lettori
potrebbe
essere
quello
di
confrontare
le
definizioni
di
termini
come
semiologo
,
sema
(
non
«
seme
»
!
)
e
semantema
con
quelle
dei
dizionari
«
ragionati
»
della
lingua
italiana
usciti
in
questi
ultimissimi
anni
.
[30]
Le
sorprese
non
mancheranno
!
[31]
Salvatore
Claudio
Sgroi
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•
Paragraph view