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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Peretroika per tutti
Language column
Bada come parli
Author
Salvatore Claudio Sgroi
Date
12
dicembre
1987
more header data
[1]
Da
almeno
un
paio
di
mesi
a
questa
parte
il
repertorio
delle
voci
russe
entrate
in
italiano
si
è
arricchito
di
due
prestiti
–
parole-simbolo
della
politica
inaugurata
nell’
aprile
dell’
85
dall’
attuale
segretario
Mikhail
Gorbaciov
(
per
gli
amici
«
Gorby
»
)
–
,
e
cioè
“
peretrojka
”
e
“
glasnost
”
.
[2]
Il
sostantivo
femminile
“
peretrojka
”
ha
il
significato
di
«
ristrutturazione
»
(
a
volte
«
ricostruzione
»
non
semplice
«
rinnovamento
»
o
«
cambiamento
»
)
ed
è
analizzabile
(
analogamente
a
«
ristrutturazione
»
)
in
almeno
tre
elementi
.
[3]
Il
prefisso
“
pere-
”
ha
infatti
il
valore
iterativo
del
prefisso
italiano
«
ri-
»
.
[4]
La
desinenza
«
-ka
»
indica
che
si
tratta
di
un
nome
femminile
(
al
pari
della
desinenza
italiana
“
-azione
”
)
.
la
radice
“
stroj-
”
si
ricollega
al
verbo
“
stroit
’
”
«
costruire
,
edificare
(
per
esempio
il
socialismo
)
»
(
analogamente
a
“
struttur-
”
collegato
con
“
strutturare
”
)
.
[5]
Lo
stesso
“
stroj
”
esiste
inoltre
come
parola
autonoma
maschile
col
valore
di
«
struttura
,
organizzazione
(
per
esempio
socialista
,
capitalista
)
»
.
[6]
La
“
perestrojka
”
indica
quindi
il
processo
di
ristrutturazione
,
avviato
da
Gorbaciov
,
della
società
sovietica
a
livello
economico
ma
anche
politico
,
giuridico
eccetera
;
in
breve
,
una
ristrutturazione
della
struttura
(
economica
)
e
della
connessa
sovrastruttura
nei
suoi
diversi
risvolti
.
[7]
Rispetto
al
passato
leninista
,
la
“
perestrojka
”
gorbacioviana
si
pone
in
termini
non
tanto
di
rottura
(
quindi
non
di
rivoluzione
)
,
ma
di
profondo
rinnovamento
,
appunto
di
«
ristrutturazione
»
.
[8]
Non
sembra
quindi
casuale
il
richiamo
anche
linguistico
–
sottolineato
dalla
comune
radice
“
strojt
”
–
della
“
perestrojka
”
gorbacioviana
alla
leniniana
“
stroitel’
stvo
socializma
”
e
“
kommunizma
”
ovvero
«
costruzione
del
socialismo
e
del
comunismo
»
avviata
con
la
rivoluzione
d’
ottobre
.
[9]
Quanto
all’
altra
parola-simbolo
del
nuovo
corso
della
politica
sovietica
,
“
glasnost’
”
,
il
significato
è
«
chiarezza
»
,
per
esempio
di
un
discorso
(
resa
con
«
trasparenza
»
,
a
volte
«
pubblicità
»
,
nella
maggior
parte
dei
giornali
)
,
e
quindi
«
chiarezza
nel
processo
di
ristrutturazione
»
.
[10]
Da
qui
usi
come
«
processo
di
glasnost
»
e
anche
«
Niente
glasnost
sulle
vittime
di
Stalin
»
.
[11]
“
Glasnost
”
è
inoltre
il
nome
di
una
rivista
del
dissenso
,
non
certo
casualmente
.
[12]
Il
termine
è
analizzabile
a
sua
volta
in
«
glas-
»
e
«
-nost
’
»
,
analogamente
all’
italiano
«
chiar-
»
ed
«
-ezza
»
.
[13]
Esso
si
collega
con
l’
avverbio
“
glasno
”
«
chiaramente
»
e
con
l’
aggettivo
“
glasnyj
”
«
chiaro
»
,
e
storicamente
–
non
però
per
il
parlante
comune
,
come
ci
assicurano
russofoni
nativi
–
con
l’
omofono
“
glasnyj
”
«
vocalico
»
e
col
sostantivo
“
glasnaja
”
«
vocale
»
,
a
loro
volta
derivati
dal
nome
“
glas
”
«
voce
»
.
[14]
Dal
punto
di
vista
della
pronuncia
,
l’
interferenza
in
italiano
rivela
che
il
prestito
è
avvenuto
attraverso
il
canale
della
carta
stampata
anziché
il
canale
orale
.
[15]
La
«
o
»
di
“
glasnost
”
non
ha
infatti
affatto
la
«
pienezza
»
della
pronuncia
all’
italiana
della
«
o
»
,
ma
in
russo
sta
ad
indicare
un
suono
molto
vicino
alla
“
i
”
atona
del
siciliano
.
[16]
La
voce
russa
suona
quindi
qualcosa
come
“
glàsnist
”
.
[17]
A
livello
grafico
poi
la
«
j
»
(
semiconsonante
)
di
“
perestroika
”
è
sostituita
a
volte
nei
giornali
con
la
più
comune
«
i
»
(
vocale
)
e
la
«
t’
»
di
“
glasnost’
”
è
sistematicamente
semplificata
in
«
t
»
.
[18]
La
forte
pregnanza
del
prestito
russo
ha
finora
avuto
la
meglio
sul
traducente-calco
«
ristrutturazione
»
,
a
volte
pur
adoperato
,
tant’
è
che
“
Perestrojka
”
è
stato
scelto
come
titolo
del
volume
mondadoriano
di
Gorbaciov
.
[19]
Il
volume
,
già
annunciato
col
titolo
provvisorio
di
«
La
mia
rivoluzione
»
,
è
stato
tradotto
(
da
Roberta
Rambelli
)
non
direttamente
dal
russo
ma
dall’
edizione
americana
,
che
ha
anch’
essa
il
titolo
“
Perestroika
”
.
[20]
Una
volta
cominciata
a
circolare
nei
giornali
,
la
parola
“
perestrojka
”
è
andata
incontro
ad
una
serie
di
originali
estensioni
semantiche
.
[21]
Accanto
a
«
ristrutturazione
»
(
«
attuazione
della
perestrojka
»
)
,
l’
accezione
più
generale
è
così
quella
di
«
politica
ispirata
al
rinnovamento
di
Gorbaciov
»
(
«
dalla
grande
Rivoluzione
d’
ottobre
alla
rivoluzione
della
perestroika
»
;
«
Il
kamikaze
,
il
martire
della
perestrojka
»
,
«
E
ora
la
perestrojka
perde
una
ruota
»
a
proposito
delle
drammatiche
dimissioni
di
Boris
Yeltsin
,
inaspettatamente
promosso
subito
dopo
neoministro
;
«
In
Ungheria
,
il
CC
del
partito
sposa
la
perestroika
»
)
.
[22]
Vicina
a
questa
è
l’
accezione
di
«
princìpi
ispirati
alla
politica
di
Gorbaciov
»
(
«
Scuola
di
perestroika
sui
muri
di
Mosca
»
;
«
La
perestroika
oltre
frontiera
»
a
proposito
di
un
film
sulla
primavera
di
Praga
)
.
[23]
Ma
“
perestrojka
”
indica
anche
i
protagonisti
di
tale
politica
in
quanto
dirigenti
del
Cremlino
(
«
La
perestrojka
ignora
il
Papa
»
che
non
viene
invitato
alle
celebrazioni
del
Millennio
della
Chiesa
russa
)
.
[24]
«
La
perestroika
armata
sfila
a
Mosca
»
in
maniera
più
specifica
fa
riferimento
ai
gorbacioviani
colti
nel
momento
della
parata
militare
per
il
70°
anniversario
della
rivoluzione
bolscevica
.
[25]
Ancora
,
il
termine
indica
a
un
tempo
l’
omonimo
volume
gorbacioviano
(
«
La
perestroika
diventa
best-seller
.
Arriva
in
libreria
il
Gorbaciov-pensiero
»
)
.
[26]
Né
mancano
neo-giustapposizioni
(
«
I
dubcekiani
lanciano
un
appello
perestrojka
anche
nei
satelliti
»
;
«
Le
strategie
del
teorema
perestroika
»
)
.
[27]
E
neppure
neo-composti
(
«
Un
editoriale
tutto
pro-perestrojka
»
;
«
Denunciati
gli
anti-perestroika
»
sia
conservatori
che
avanguardisti
contrapposti
ai
«
tifosi
della
perestrojka
»
)
.
[28]
E
per
finire
segnaliamo
una
«
perestrojka
alla
romana
»
a
proposito
del
nuovo
corso
politico
del
Pci
promosso
da
Achille
Occhetto
.
[29]
La
fortuna
di
(
e
della
)
“
perestrojka
”
e
“
glasnost’
”
in
italiano
e
nelle
altre
lingue
(
non
meno
che
in
URSS
)
appare
ancora
incerta
,
ma
chissà
che
i
due
vocaboli
non
finiscano
magari
col
diventare
,
leopardianamente
,
degli
«
europeismi
»
!
[30]
Salvatore
Claudio
Sgroi
Text view
•
Paragraph view