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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
È meglio la pornodiva o la pornostar?
Language column
Bada come parli
Author
Salvatore Claudio Sgroi
Date
07
novembre
1987
more header data
[1]
La
notizia
dell’
ingaggio
per
una
simpatica
trasmissione
(
«
Jeans
2
»
)
di
RAI-3
della
ventiseienne
Maona
Pozzi
,
indiscussa
star
delle
sale
a
luci
rossi
e
di
riviste
«
osé
»
,
ha
suscitato
nei
giorni
passati
così
forti
reazioni
di
protesta
da
parte
delle
donne
benpensati
della
Federcasalinghe
da
indurre
i
responsabili
della
RAI
a
rinviare
(
almeno
per
il
momento
)
la
comparsa
sugli
schermi
televisivi
della
Pozzi
.
[2]
L’
episodio
ha
così
inevitabilmente
portato
alla
ribalta
dei
giornali
parole
quali
pornostar
e
pornodiva
.
[3]
Pornostar
,
come
pseudoanglicismo
costituito
da
«
porno
+
star
,
è
registrato
solo
nella
ultimissima
edizione
del
Garzanti
e
manca
negli
altri
dizionari
generali
dell’
italiano
,
compresi
il
Grande
dizionario
del
Battaglia
ed
altri
pur
recenti
repertori
di
anglicismi
e
neologismi
.
[4]
Pornodiva
–
chiara
traduzione
di
pornostar
–
invece
attende
ancora
di
essere
preso
in
considerazione
dai
nostri
lessicografi
.
[5]
Si
tratta
di
un
nome
composto
da
«
Aggettivo
+
Nome
»
,
con
un
ordine
lineare
«
Determinante
+
determinato
»
.
[6]
Il
derivato
è
cioè
costruito
«
a
sinistra
»
ed
è
il
risultato
della
trasformazione
di
una
frase
predicativa
col
verbo
essere
.
[7]
«
La
diva
è
porno
»
diventa
«
La
diva
che
è
porno
»
,
da
cui
«
la
pornodiva
»
.
[8]
Il
derivato
è
inoltre
un
composto
«
esocentrico
»
,
in
quanto
si
passa
dalla
categoria
aggettivale
(
porno
)
a
quella
nominale
(
pornodiva
)
.
[9]
La
famiglia
lessicale
di
porno
con
i
suoi
derivati
si
è
sviluppata
essenzialmente
in
due
momenti
della
storia
dell’
italiano
.
[10]
Essa
fa
la
sua
comparsa
infatti
nella
seconda
metà
dell’
800
per
influenza
francese
.
[11]
Le
voci
risalenti
a
questa
epoca
sono
tutte
presenti
nei
nostri
dizionari
:
così
pornògrafo
,
pornografia
,
pornografico
(
e
il
recente
pornograficamente
)
.
[12]
Raro
invece
il
proudhoniano
pornocrazia
,
suscettibile
di
un
recupero
magari
col
significato
di
«
potere
dilagante
della
pornografia
»
(
che
non
è
quello
di
Proudhon
!
)
.
[13]
Altrettanto
isolati
sono
la
pornoteca
pavesiana
(
la
raccolta
cioè
di
testi
«
osé
»
)
,
la
pornofonia
di
Luciani
(
il
discorso
cioè
porno
)
e
il
dotto
pornoscopia
(
ovvero
scopofilia
o
voyeurismo
)
.
[14]
La
famiglia
porno
ha
però
avuto
un
rinnovato
sviluppo
soprattutto
con
gli
anni
’
70
.
La
pornografia
,
così
diffusa
nella
nostra
società
di
massa
,
è
sinonimo
per
alcuni
di
oscenità
,
in
quanto
–
codice
penale
alla
mano
-
«
offende
il
comune
sentimento
del
pudore
dei
membri
di
una
comunità
»
,
peraltro
non
facile
da
determinare
.
La
particolare
frequenza
di
un
aggettivo
pentasillabico
come
pornografico
non
poteva
non
imporre
una
forma
di
economia
linguistica
.
Da
qui
l’
abbreviazione
in
porno
,
per
pressione
ancora
una
volta
della
lingua
francese
.
Tale
forma
acquista
così
valore
di
aggettivo
(
film
porno
)
,
sia
di
sostantivo
il
porno
‘
la
pornografia’
)
,
sia
di
elemento
per
la
formazione
di
composti
(
porno-
)
,
quasi
un
prefisso
(
al
pari
del
diffusissimo
mini-
)
.
[15]
Da
qui
derivati
quali
il
pornocinema
,
la
pornosala
e
il
pornofilm
,
la
pornostampa
e
la
pornorivista
,
il
pornoshop
e
il
pornoclub
,
tutti
selettivamente
ripresi
nei
diversi
dizionari
.
[16]
In
una
intervista
a
Moana
pozzi
apparsa
sull’
«
Espresso
»
,
troviamo
un
pornoconfessioni
,
da
intendere
naturalmente
non
tanto
come
‘
confessioni
porno’
,
che
tali
non
sono
quelle
dell’
intervista
,
quanto
piuttosto
come
‘
confessioni
di
una
professionista
del
porno’
.
[17]
Da
segnalare
ancora
il
porno-comico
e
la
porno-pellicola
(
«
La
Repubblica
»
)
,
il
porno-soft
in
riferimento
a
un
film
di
Madonna
(
«
La
Stampa
»
)
e
il
porno-business
alimentato
da
Ilona
Staller
,
alias
Cicciolina
(
«
Corriere
della
Sera
»
e
«
La
Repubblica
»
)
.
[18]
La
famiglia
lessicale
di
eros
,
ben
distinta
per
alcuni
da
quella
di
porno
,
si
è
rilevata
meno
produttiva
.
[19]
Così
accanto
ai
suffissati
(
eroticità
,
erotica
,
erotico
,
eroticamente
,
erotismo
,
erotistico
,
erotizzare
,
erotizzato
,
erotizzazione
)
,
abbiamo
solo
pochi
composti
con
ero-
(
erogeno
,
eropatia
)
o
erotogeno
,
erotologo
,
erotomane
,
erotomania
)
,
tutti
accolti
in
maniera
selettiva
nei
dizionari
.
[20]
A
questi
possiamo
ora
aggiungere
«
la
splendida
ero-diva
Serena
Grandi
»
,
ovvero
«
regina
dell’
Eros
»
e
«
celebrata
specialista
delle
luci
rosse
»
(
«
Corriere
della
Sera
»
,
13
sett
.
1987
)
.
[21]
La
composizione
è
uno
dei
meccanismi
moderni
più
rilevanti
per
la
formazione
delle
parole
,
grazie
al
quale
la
lingua
nazionale
può
accrescere
il
suo
repertorio
lessicale
.
[22]
Il
nostro
porno-
in
quanto
facente
parte
di
questo
meccanismo
è
così
un
elemento
produttivo
,
pronto
a
generare
tutte
quelle
parole
che
i
parlanti
sentono
il
bisogno
di
creare
.
[23]
Si
possono
quindi
facilmente
prevedere
composti
quali
:
pornolibro
,
pornodisco
,
pornoregistrazione
,
pornofoto
,
pornocchiali
,
pornopenna
,
pornocalendario
,
pornodiario
,
pornoagenda
,
pornoalbum
,
pornoromanzo
,
pornomoglie
,
pornocasalinga
,
pornoparlamentare
,
pornodeputato
,
pornorama
,
ecc
.
ecc
.
[24]
Le
lacune
dei
dizionari
,
per
ampi
che
essi
siano
,
sono
perciò
giustificate
,
a
patto
che
registrino
l’
elemento
prefissoide
porno-
(
ed
ero-
,
eroto-
)
.
[25]
Se
per
alcuni
la
pornografia
ha
socialmente
una
valenza
«
catartica
»
,
cioè
di
valvola
di
sfogo
di
pulsioni
rimosse
o
represse
,
per
altri
,
pessimisti
,
invece
è
causa
di
devianza
sessuale
e
psicologica
,
se
non
di
criminalità
.
[26]
Per
i
benpensati
quindi
la
produttività
lessicale
apparirà
,
in
questo
caso
,
legata
inevitabilmente
al
tasso
di
«
oscenità
»
della
nostra
società
,
soggiogata
ahimé
dalla
«
pornocrazia
»
.
[27]
Salvatore
Claudio
Sgroi
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