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Maarten Janssen, 2014-
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È in arrivo la Befana o la Pasqua dei tre re
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
3
gennaio
1980
more header data
[1]
Chi
ha
ricevuto
auguri
da
paesi
di
lingua
spagnola
o
uno
di
quei
cartoncini
in
cui
gli
auguri
sono
scritti
in
più
lingue
,
si
sarà
imbattuto
in
un
«
Buon
Natale
»
espresso
con
Felices
Pascuas
che
ad
un
italiano
ricordai
la
Pasqua
e
non
il
Natale
.
[2]
In
realtà
,
Pascua
in
spagnolo
(
la
parola
è
di
origine
ebraica
e
designa
la
grande
festa
in
memoria
della
liberazione
dalla
cattività
d'
Egitto
)
ha
un
significato
molto
esteso
perché
indica
non
solo
la
festività
che
ricorda
la
resurrezione
di
Gesù
Cristo
ma
anche
le
solennità
della
nascita
del
Salvatore
,
del
riconoscimento
e
adorazione
dei
Re
Magi
,
della
discesa
dello
Spirito
Santo
sugli
Apostoli
.
[3]
Del
resto
,
anche
in
italiano
Pasqua
delle
rose
o
rosata
indica
la
Pentecoste
e
Pasqua
fi
orita
la
domenica
delle
Palme
.
[4]
Al
plurale
in
spagnolo
designa
il
tempo
della
nascita
di
Gesù
fino
al
giorno
dell'
Epifania
incluso
.
[5]
Per
indicare
propriamente
il
giorno
di
Natale
si
ha
,
invece
,
Navidad
mentre
Natívidad
indica
,
oltre
alla
nascita
di
Gesù
,
quella
della
Madonna
ed
anche
di
San
Giovanni
Battista
,
precursore
di
Cristo
.
[6]
Nascita
,
in
generale
,
in
spagnolo
si
dice
nascimento
che
,
per
antonomasia
,
significa
anch'
esso
«
Natale
»
.
[7]
Una
terminologia
così
complicata
non
c'
è
in
italiano
:
nascita
è
diversa
da
Natale
e
non
può
essere
usata
da
sola
per
indicare
la
venuta
al
mondo
di
Gesù
Cristo
;
tutt'
al
più
si
ha
Natività
.
[8]
Sempre
restando
ai
cartoncini
plurilingui
,
leggiamo
che
il
tedesco
augura
Buon
Natale
con
Frohe
Weihnacht
(
en
)
che
significa
«
lieta
notte
santa
»
che
ci
apre
,
tuttavia
,
la
strada
alla
pluralità
delle
parole
che
indicano
il
Natale
nei
paesi
germanici
.
[9]
L’
inglese
ha
,
per
esempio
,
Christmas
ed
anche
questo
lo
vediamo
nei
cartoncini
di
auguri
.
[10]
Si
tratta
di
voce
che
significa
«
Festa
di
Cristo
»
ed
è
parola
che
si
trova
in
olandese
e
,
in
generale
,
nel
cosiddetto
basso-tedesco
.
[11]
Dialettalmente
,
nella
Vestfalia
,
nella
Turingia
ed
in
alcune
altre
zone
tedesche
è
detto
«
giorno
di
Cristo
»
(
Christtag
)
mentre
nella
Germania
nord-orientale
e
nei
paesi
scandinavi
si
trova
una
denominazione
piuttosto
strana
,
jul
,
che
ci
riporta
ad
un
momento
precristiano
in
cui
le
popolazioni
germani
«
che
celebravano
una
festa
di
più
giorni
a
meta
dell'
invento
.
La
forma
fondamentale
di
tale
denominazione
,
sopravvissuta
al
Cristianesimo
,
significa
«
tempesta
di
neve
»
.
Ma
è
interessante
che
il
nome
di
tale
festa
pagana
da
una
lingua
germanica
antica
sia
poi
passata
come
prestito
in
finlandese
e
in
lappone
(
rispettivamente
joulu
e
juovla
)
per
designare
il
Natale
.
Come
si
vede
,
nella
varietà
dei
nomi
si
scopre
un
intreccio
di
culture
ed
una
successione
di
civiltà
.
[12]
Il
Capodanno
non
conosce
più
,
nelle
parole
che
lo
designano
,
il
ricordo
della
festa
religiosa
della
circoncisione
di
Gesù
:
ciò
si
spiega
molto
bene
col
fatto
che
la
circoncisione
,
rito
eminentemente
ebraico
,
non
si
è
continuata
nei
cristiani
.
[13]
Di
qui
le
designazioni
di
«
giorno
del
nuovo
anno
»
,
«
nuovo
anno
»
,
«
giorno
dell'
anno
»
e
simili
che
circolano
nelle
principali
lingue
europee
.
[14]
Ma
la
festa
più
interessante
per
la
varietà
delle
sue
denominazioni
è
l'
Epifania
che
,
anche
là
dove
conserva
la
sua
forma
,
di
origine
greca
(
epipháneia
vuol
dire
«
apparizione
»
ma
in
qualche
zona
veneta
,
ladina
e
siciliana
si
hanno
parole
che
continuano
il
greco
theophanía
«
apparizione
di
Dio
»
)
,
presenta
dei
sostituti
popolari
:
così
il
francese
che
ha
«
giorno
dei
(
tre
)
-re
»
(
jour
des
Rois
)
,
diventato
denominazione
ufficiale
in
spagnolo
(
el
dìa
de
Reyes
)
e
in
tedesco
(
Dreikönigsfest
)
.
[15]
Si
tratta
,
naturalmente
,
dei
Magi
(
nome
di
provenienza
iranica
)
che
erano
forse
membri
della
classe
sacerdotale
nel
popolo
dei
Medi
.
[16]
L'
evangelista
Matteo
nel
secondo
,
drammatico
capitolo
del
suo
Vangelo
,
li
chiamò
,
semplicemente
,
Magi
.
[17]
La
tradizione
cristiana
ne
fece
dei
re
.
[18]
Quella
denominazione
«
Festa
dei
(
tre
)
re
Magi
»
non
si
usava
soltanto
in
francese
,
spagnolo
e
tedesco
,
ma
in
vari
dialetti
italiani
dove
l'
Epifania
è
detta
anche
semplicemente
«
Re
Magi
»
,
«
Tre
Re
»
ed
è
(
o
era
)
perfino
attestata
come
«
I
Re
»
(
nella
Valle
d'
Aosta
,
nel
Cuneese
ed
in
altre
località
settentrionali
)
.
[19]
I
dialetti
sardi
hanno
anche
«
Pasqua
dei
tre
re
»
.
[20]
Compare
,
dunque
,
di
nuovo
Pasqua
che
già
si
è
visto
a
proposito
del
Natale
che
,
nella
forma
Pasquetta
ha
un'
ampia
diffusione
nei
dialetti
italiani
dal
Nord
fino
all'
Abruzzo
,
per
distinguere
l'
Epifania
dalla
grande
Pasqua
di
Resurrezione
.
[21]
Estesa
è
anche
la
denominazione
di
«
Giorno
della
vecchia
»
,
«
La
vecchia
»
e
«
La
vecchietta
»
e
qui
occorre
ricordare
che
,
come
i
Magi
portarono
i
doni
a
Gesù
,
si
immagino
che
una
vecchia
portasse
regali
ai
bambini
buoni
e
cenere
e
carbone
ai
cattivi
.
[22]
«
Befana
»
deriva
da
una
forma
accentata
diversamente
,
epiphània
.
[23]
E
in
molte
località
italiane
si
bruciava
-
e
si
brucia
ancora
oggi
-
un
fantoccio
in
piazza
fra
lo
strepito
della
folla
e
specialmente
dei
bambini
,
quasi
a
manifestare
l'
addio
al
periodo
natalizio
.
[24]
Così
si
innesta
una
festa
pagana
nella
ricorrenza
cristiana
mentre
un
riferimento
al
cristianesimo
è
nell'
espressione
inglese
del1
'
Epifania
«
La
dodicesima
notte
»
(
Twelfth
Night
)
o
«
Il
dodicesimo
giorno
»
(
Twelfth
D
ay
)
che
allude
al
giorno
di
partenza
,
il
Natale
,
come
inizio
di
un
periodo
di
festività
.
[25]
Davvero
l'
Epifania
tutte
le
feste
le
porta
via
.
[26]
Tristano
Bolelli
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