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Nei nomi degli abitanti testimonianze di storia

Language columnLa lingua che parliamo
AuthorTristano Bolelli
Date 29 maggio 1982


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È difficile immaginare che un italiano sbagli a dare il nome agli abitanti di Pisa, di Livorno, di Firenze, di Milano o di Torino: pisani, livornesi, fiorentini, milanesi, torinesi.
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Ma, anche da questo piccolissimo campione, risulta una varietà di formazioni di cui dovremmo chiederci la ragione.
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Perché alcuni di questi nomi che vengono chiamati etnici dagli specialisti finiscono in -ano, altri in -ino, altri in -ese?
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Per la risposta non c’è che da riferirsi al latino in cui tutte e tre le formazioni sono attestate, ma resta pur sempre un’assoluta imprevedibilità.
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Chi si allontana dalla voce in uso, lo fa per scherzare, come quando un livornese o un lucchese chiama i piani pisesi.
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Lo scherzo ed anche il dileggio fra abitanti di città vicine è molto comune.
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Ma, anche in questa materia, si hanno spesso più soluzioni.
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Gli abitanti di Como si chiamano comaschi o comensi?
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E comacini detto degli antichi maestri medievali provenienti da Como?
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E non è finita qui.
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C’è anche comàsino, tanto è vero che la strada provinciale Milano-Como è conosciuta come Strada Comàsina.
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Qui occorrono alcune osservazioni.
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Anche gli etnici hanno un diverso registro linguistico e comense è voce sicuramente di tono più elevato di comasco e di comacino.
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Il caso di Como, che ha tanti nomi per i suoi abitanti, non è unico.
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Gli abitanti di Chieti si chiamano Chietini ma il nome antico, aulico, è Teatini: quelli di Città di Castello, Castellani ma anche Tifernati.
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Tutte queste denominazioni, che eravamo costretti a cercare in un libro introvabile del Cherubini uscito nel 1860, sono ancora accessibili in un prezioso volume di Teresa Cappello e Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, pubblicato a Bologna da Patron, dal quale si apprendono molte importanti notizie.
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Figurano, per esempio, tredici località che hanno nome Civitella, sia pure accompagnato da specificazioni (Civitella Alfedena, Civitella Casanova, Civitella Cesi, Civitella d’Agliano, ecc.).
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Quasi tutti gli abitanti di queste località si chiamano civitellesi; ma ecco che gli abitanti di Civitella in Val di Chiana si chiamano civitellini ed anche chianini, quelli di Civitella Marittima solo civitellini, denominazione che condividono con gli abitanti di Civitella Paganico.
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Queste due Civitelle si trovano in provincia di Grosseto mentre Civitella in Val di Chiana, con le sue due denominazioni per gli abitanti, è in provincia di Arezzo.
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Ma come si chiamano gli abitanti di Viggiù?
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Viggiutesi ma anche con denominazione antica vielivesi.
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E quelli di San Sepolcro?
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Borghesi, Borghigiani e perfino biturgensi.
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A studiare questi termini si rifà la storia della città.
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Borghesi e borghigiani si spiegano col fatto che la città si chiamava Borgo San Sepolcro, nome che coesisteva con quello puro e semplice di San Sepolcro.
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La forma antica biturgensi è dovuta alla tradizione che la città sorgesse sul luogo dell’antica Biturgia, nominata da Tolomeo come città dell’Etruria tra Firenze ed Arezzo.
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Così gli abitanti di Civitavecchia si chiamano comunemente civitavecchiesi; ma non manca neppure l’etnico centocellesi perché la città, fondata da Traiano nel 106 d.
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C. si chiamava Centocelle (Centumcellae) e si chiamà Città Vecchia (Civitas vetula) quando fu ricostruita dopo la distruzione compiuta dai Saraceni nell’825.
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Insomma, come le antiche pietre, anche i nomi degli abitanti consentono di vedere contro luce le vicende storiche che riaffiorano in un succedersi di strati diversi, testimonianze preziose delle vicende che caratterizzano ogni angolo d’Italia.
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Tristano Bolelli

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