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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Non mangiate carne: è carnevale
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
29
gennaio
1982
more header data
[1]
Siamo
in
carnevale
.
[2]
Ci
sono
persone
che
vivono
in
un
carnevale
perpetuo
,
altre
che
coglieranno
l'
occasione
degli
ultimi
giorni
di
questo
periodo
festivo
per
fare
una
puntata
a
Venezia
o
a
Viareggio
non
foss'
altro
per
rendersi
conto
che
il
carnevale
non
è
morto
del
tutto
.
[3]
Né
mancano
segni
che
sembrerebbero
consigliare
i
pubblici
amministratori
ad
organizzare
feste
,
balli
,
manifestazioni
di
vario
genere
,
nell'
aria
di
un
ritorno
al
privato
che
.
a
quanto
pare
,
ha
contagiato
molti
proprio
in
un
momento
in
cui
si
dovrebbe
essere
molto
attenti
a
quello
che
succede
nel
settore
pubblico
.
[4]
Contrariamente
a
quanto
si
potrebbe
supporre
,
il
nome
del
carnevale
non
allude
all'
allegria
,
al
divertimento
,
alla
gioia
ma
alla
mortificazione
e
alla
tristezza
.
[5]
L'
etimologia
è
sicura
:
la
parola
viene
da
carne
levare
«
lasciare
,
togliere
(
di
mezzo
)
la
carne
»
,
con
riferimento
all’
antica
proibizione
di
mangiare
carne
in
tempo
di
quaresima
.
[6]
Ma
come
si
spiega
che
il
carnevale
sia
denomanato
con
una
locuzione
quaresimale
?
[7]
Frau
poco
lo
vedremo
ma
intanto
è
da
dire
che
non
è
mancato
chi
ha
voluto
contestare
tale
etimologia
della
voce
carnevale
e
ha
supposto
la
derivazione
della
parola
da
un
latino
carrus
navalis
«
carro
navale
»
,
il
carro
,
cioè
,
a
forma
di
nave
che
caratterizzava
le
processioni
pagane
in
onore
di
Dioniso
o
di
Iside
,
rifacendosi
anche
ai
carri
dei
corsi
mascherati
molti
dei
quali
hanno
forma
di
nave
.
[8]
Un
autorevole
linguista
ha
anche
ricordato
che
,
al
principio
del
secolo
,
Piazza
Navona
a
Roma
veniva
allagata
e
le
carrozze
erano
fatte
entrare
nel
lago
che
cosi
si
era
formato
.
[9]
E'
ovvio
per
chi
si
richiama
a
«
carro
navale
»
rievocare
il
carattere
pagano
delle
feste
carnevalesche
e
in
particolare
i
Saturnali
che
a
Roma
avevano
inizio
il
17
dicembre
.
[10]
Ma
abbiamo
detto
che
l'
etimologia
da
carne
levare
è
certa
.
[11]
I
documenti
di
vari
dialetti
riportano
sicuramente
a
tale
origine
mentre
altri
danno
carne
lasciare
come
nome
del
carnevale
:
e
di
qui
ha
origine
carnasciale
e
carnascialesco
,
applicato
a
Canti
che
a
Firenze
furono
famosi
nei
secoli
XV
e
SVI
ed
ebbero
un
autore
molto
celebre
,
nientemeno
che
Lorenzo
il
Magnifico
.
[12]
Allo
stesso
concetto
di
non
mangiare
la
carne
riportano
anche
altre
denominazioni
nelle
lingue
romanze
,
per
esempio
il
catalano
carnistoltes
«
carni
tolte
»
o
il
francese
carémeprenant
che
designa
eloquentemente
,
significando
«
quaresima
che
comincia
»
,
gli
ultimi
tre
giorni
di
carnevale
,
quelli
che
precedono
immediatamente
la
quaresima
e
in
particolare
«
il
martedì
grasso
»
.
[13]
Finora
si
è
spiegata
questa
origine
del
nome
del
carnevale
da
una
denominazione
che
si
adatterebbe
meglio
al
periodo
successivo
,
quello
della
mortificazione
,
con
un'
anticipazione
della
mente
a
ciò
che
verrà
,
a
ciò
che
preoccupa
nel
futuro
,
pur
in
giorni
di
spensieratezza
e
di
allegria
.
[14]
Del
resto
molti
,
anche
nei
momenti
di
spensieratezza
,
non
possono
sottrarsi
al
pensiero
di
quello
che
verrà
dopo
.
[15]
Ma
alla
storia
della
parola
mancava
finora
un
anello
che
si
può
ora
saldare
nelia
catena
i
della
successione
cronologica
.
[16]
Le
attestazioni
di
carne
levare
segnalate
nei
testi
non
andavano
oltre
il
Trecento
,
ma
la
documentazione
può
essere
portata
molto
più
indietro
.
[17]
In
questi
giorni
ho
ricevuto
un
opuscolo
di
presentazione
di
una
mostra
sul
carnevale
tenuta
a
Roma
dal
Museo
Nazionale
delle
arti
e
tradizioni
che
altre
denominazioni
nelle
i
popolari
,
inaugurata
il
29
dicembre
1981
.
[18]
Il
primo
documento
esposto
è
un'
opera
latina
di
Benedetto
Canonico
intitolata
Ludus
carnelevarii
(
«
Gioco
o
festa
del
carnelevare
»
e
cioè
del
carnevale
)
in
cui
—
si
noti
bene
—
è
descritta
la
festa
della
prima
domenica
di
quaresima
,
di
un
giorno
,
dunque
,
in
cui
il
carnevale
è
già
finito
e
sono
cominciate
le
restrizioni
nell'
uso
della
carne
.
[19]
La
festa
di
quella
prima
domenica
diede
il
nome
a
tutto
il
periodo
precedente
,
festaiolo
e
spensierato
.
[20]
Del
resto
,
an
che
in
tempi
recenti
e
forse
ancora
oggi
in
qualche
parte
specialmente
in
zone
rurali
e
In
ambiti
familiari
non
rag
giunti
dal
consumismo
di
massa
,
la
prima
domenica
di
quaresima
è
caratterizzata
dalla
festa
cosiddetta
della
pentolaccia
durante
la
quale
una
persona
bendata
deve
cercare
di
colpire
tre
pentole
,
una
piena
di
segatura
,
un'
altra
di
dolciumi
,
la
terza
con
un
bel
regalo
,
mettendo
a
prova
cosi
,
fra
l'
allegria
dei
presenti
,
la
sua
fortuna
.
[21]
Sono
tutte
cose
che
ci
riportano
a
un
tempo
che
sta
scolorendo
sempre
di
più
,
incalzato
dalle
sofisticazioni
che
anche
nel
divertimento
incombono
sull'
uomo
.
[22]
Tristano
Bolelli
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